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La Cina e gli alcolici

titleBirre, grappe, vini: il rapporto dei cinesi con l’alcol.



 

Breve storia
Le bevande alcoliche sono parte della cultura folkloristica cinese. Come varie parti del mondo, anche in Cina l’alcol è un collante che aiuta le attività sociali più comuni legate ai momenti di svago. In passato, queste bevande erano considerate sacre, e i liquori venivano usati quando si facevano offerte votive al cielo, alla terra o agli antenati. Dopo la dinastia Zhou, entra ufficialmente nella cerchia dei rituali più importanti, e ogni dinastia cinese attribuisce molta importanza alla sua produzione. L’alcol è stato a lungo legato alla sfera militare, in quanto una delle poche forme di intrattenimento consentite ai soldati. Veniva consumato prima dei combattimenti per farsi coraggio, e dopo per festeggiare la vittoria… o per consolarsi. Inoltre, rappresentava anche un pratico sistema per resistere al freddo. Sono infatti numerose le citazioni dell’alcol nelle novelle storiche. Molti artisti cinesi, come i poeti Li Bai e Du Fu, componenti degli Otto Immortali della Coppa di Vino, hanno affermato che è stato l’alcol la fonte d'ispirazione per comporre le proprie opere. È noto infatti che Wang Xizhi, un celebre calligrafo, chiamato anche Il calligrafo Santo, ha cercato di superare più volte Lantingxu, una sua opera, che aveva terminato in stato d’ebbrezza, ma non vi è mai riuscito. Nella società contemporanea cinese, il bere viene visto come un modo in più per stringere amicizia o consolidare i rapporti con i colleghi di lavoro. Per questo motivo, si sono creati numerosi nuovi drinking game o sfide per divertirsi a bere insieme. Il Jiuling, per esempio, è un antico gioco cinese inventato nel periodo della dinastia degli Zhou Occidentali.

 

 

I vini
Il vino in Cina è stato introdotto all’epoca della dinastia Han, ma è nei periodi delle dinastie Tang e Yuan che assume il ruolo di offerta votiva significativa da presentare agli antenati. Dopo l’introduzione della birra, la sua diffusione si è nettamente ridotta. Solo oggi ha ricominciato a essere apprezzato. In Cina, i più facoltosi amano offrire vini francesi o californiani nelle cene d’affari o agli amici e, quando se ne trovano, apprezzano molto anche quelli italiani. I vini cinesi vengono invece degustati in occasioni meno “ufficiali”, come le feste in famiglia. Sono inoltre acquistati dai più giovani, perché sono più economici dei vini d’importazione straniera.

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Il regno della birra
Nei primi anni del ‘900 viene introdotta per la prima volta in Cina la birra. Nonostante sia noto che la più importante birra fu introdotta dai tedeschi e dai britannici nella città di Qingdao nel 1903, pochi sanno che la prima di produzione locale fu la Harbin, nata con i russi proprio nel 1900. Da allora si sono diffuse su tutto il territorio cinese le fabbriche della Qingdao, ma molte città hanno deciso di produrre le proprie birre a marchio locale. Le principali birre mondiali sono sbarcate in Cina e hanno investito nella fabbricazione e distribuzione dei propri marchi in associazione con i produttori cinesi, ma alcune sono diventate protagoniste di sfortunati episodi. Negli ultimi anni, la Hongstar e la Kangstar, due birre dello Yunnan, avevano immesso sul mercato un grande quantitativo di bottiglie con tappi vincenti. La vincita consisteva in una nuova bottiglia o nel rimborso di 0,5 RMB (circa 0,05 euro), pari a 1/7 del costo di una bottiglia. Evidentemente, però, i produttori hanno fatto male i calcoli, e le bottiglie con tappi vincenti erano moltissime. Si è creata così una situazione inaspettata per i negozianti che, oltre a restituire soldi, si sono trovati a dover regalare bottiglie. Per rientrare con i guadagni, alcuni hanno iniziato a stappare le birre per sostituirle con dei tappi non vincenti, altri invece hanno deciso di riversare il contenuto delle birre locali nei vuoti delle bottiglie della Budweiser o della Carlsberg, rivendondole a un prezzo maggiorato. Il giro è stato scoperto e bloccato nel marzo 2008. Sono state trovate 20 mila bottiglie di birra locale venduta come birra d’importazione.

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Birre e chinglish
Ebbene sì, anche le birre possono essere vittime dei buffissimi engrish, ovvero le strorpiature dell’inglese che si trovano generalmente in Asia. “Hormone about Man in Society of business" è lo slogan di Hams Beer. Questa birra, prodotta a Yantai, cittadina costiera dello Shandong, non molto distante da Qingdao, vuole indirizzarsi ai rampanti giovani in carriera che si trovano in Cina. A produrla è Yantai Beer Asahi Co., Ltd per questo la paternità dello slogan è contesa tra Cina e Giappone.

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In Cina, il liquore più famoso è a base di sorgo e si chiama Maotai; è un alcolico a 55 gradi ed è prodotto nel Guizhou. Sono popolari anche la Wuliangye e l’Erguotou.

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Per rendere popolare il consumo della carne di cane, alcuni ristoratori hanno associato il suo consumo ai marchi di birra stranieri. Nella foto ad esempio è stato associato con la Budweiser


Bottiglie e praticità

bottle-solarIl China Economy Network aveva riportato che Ma Yanjun, un contadino di 42 anni, residente nella provincia dello Shaanxi, ha utilizzato i vuoti di vetro delle birre per realizzare un sistema che grazie all’energia solare riscalda l’acqua. A motivarlo è stato il voler offrire all’anziana madre la possibilità di poter fare un bagno caldo. Essendo la zona sprovvista di acqua calda e non potendo permettersi l’acquisto di un moderno pannello solare, ha iniziato a collezionare le bottiglie di birra. Ogni bottiglia è collegata a dei tubi che permettono un circolo dell’acqua dalle bottiglie al bagno di casa. 66 vuoti producono acqua calda per circa tre bagni al giorno. La sua idea ha spinto anche gli altri abitanti della zona a chiedere una mano per costruire lo stesso tipo di pannello. Ora Ma si sta impegnando a bere birra per costruire un pannello sufficiente a procurare acqua calda per un grande bagno pubblico in stile tradizionale cinese.






lungavita

La cultura cinese ritiene che un moderato consumo di alcol è utile per mantenersi in salute. Spesso la Xinhua, l’agenzia di stampa di stato cinese, pubblica news dove gli aloclici sono presentati come segreto per la longevità

Riciclaggio

Fino a pochi anni fa, restituendo al venditore i vuoti di birra, era possibile riscuotere una caparra che permetteva di ottenere una nuova bottiglia, se il numero dei vuoti era pari all’equivalente del suo valore. Questo sistema è ormai andando in disuso, e il recupero dei vuoti è legato alla fascia dei disagiati. Sono infatti poche le città cinesi che dispongono delle campane per la raccolta separata dei rifiuti. Il riciclaggio è un’attività spesso legata ai più poveri, che raccogliendoli e separandoli riescono a guadagnare il necessario per sopravvivere.

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La Cina produce liquori, birre, vini rossi e bianchi e grappe. I prodotti di gran lunga più consumati sono le birre e le grappe

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Testo di Dominique Musorrafiti, foto di Matteo Damiani

 

 

 

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