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Dizionario INGLESE - CINESE

 


 

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Ammazzarsi sui libri
di Giorgio Giacomelli

A.A.A Studente non fumatore, risevato, pluriomicida cerca 4 nuovi compagni di stanza

23 marzo 2006 - Kunming, Yunnan - La settimana scorsa mi sono imbattuto in una strana coppia di ragazzi cinesi: indossavano delle tute da ginnastica dell’università cui appartenevano e si preparavano per un esercitazione di arti marziali. Mentre passavo loro accanto non ho potuto trattenermi dal fissare le armi che stavano estraendo dalle borse appoggiate sulle biciclette. I due compagni brandivano dei bastoni di legno di circa 20 centimetri uniti alle estremità da una corta catena di ferro: credo si trattasse dei famigerati Nunchako! Non sono riuscito ad allontanarmi indisturbato perché, notando il mio interesse, uno di loro, pensò bene di esibirsi in una dimostrazione in perfetto stile Bruce Lee. Il ragazzo andava forte! Mi è parso piu’ impressionante delle stesse pellicole di KungFu. Non che non apprezzassi l'intenzione, ma ad un certo punto il suo amico mi allungò una candela facendomi intendere che il pazzo con i bastoni l'avrebbe spenta a colpi di “waaa-taaa” mentre io avrei dovuto reggerla  tipo mela di Guglielmo Tell. Intrapresi quindi una manovra evasiva alla Moonwalker per guadagnare la distanza di sicurezza da cui avrei potuto accomiatarmi con un semplice cenno della mano e senza pericolo. Quando, finalmente, stavo girando sui  tacchi per dar loro le spalle, un immagine, ripescata dal doppio fondo della memoria, si fece chiara nella mia mente, mettendo a fuoco la sensazione di cieca diffidenza generata da quella scena College, Cappa & Spada. Camminavo verso il mio appuntamento, per il quale ero ovviamente già in ritardo, ma non potevo che pensare a Ma JiaJue.

Lo studente più famoso dello Yunnan

Ma JiaJue, studente della Yunnan University (la piu’ prestigiosa della provincia dello Yunnan), ritratto sullo sfondo piastrellato delle docce dell’università: canottiera bianca, carnagione scura ed un pacco di muscoli in posa come nella locandina del film “Dalla Cina con furore”. Il braccio sinistro teso in avanti, come l’espressione di sfida nei suoi occhi. Il pugno destro alto e minaccioso, pronto a tirare secco in faccia. Ma (il suo nome di battesimo), allora, viveva in una stanzetta del dormitorio dell’università, stipato con altri 5 colleghi. Nonostante la convivenza a stretto contatto con coetanei in vena di Toga-Party, Ma non coltivava con passione di ventiduenne la vita sociale del campus. Era piuttosto assorbito dalla narrativa d’azione: pugni, pedate, coltelli & roba simile. Insomma, un introverso. Le cose, però, si fecero più complicate quando il piacere morboso per le letture d’intrattenimento fiaccò l’impegno di Ma per lo studio. Se si proviene da una famiglia povera in qualche regione rurale come quella autonoma del GuangXi Zhuang e si accede ad un università come la YunDa di Kunming per meriti di studio, un crollo disastroso dei profitti accademici non può che causare dei seri problemi. Considerando i diversi fattori nel loro complesso, si può convenire che un prolungato stress da prestazione, accentuato dall’isolamento emotivo e condito da fantasie brutali, non costituisce la condizione ideale per una partita a poker. Circa 2 anni fa, poco dopo la classica festa di Primavera in famiglia e cioè attorno alla metà di Febbraio del 2004, alcuni studenti della Yunnan Daxue avevano fatto ritorno al Campus in anticipo rispetto alla ripresa delle lezioni. Tra questi c’era anche Ma JiaJue e 4 dei suoi compagni di stanza. Nonostante le indagini, i testimoni, le perizie e le autopsie varie, non si è capito con precisione quando si sia consumata la tragedia: pare che, tra il 13 ed il 14 Febbraio del 2004, Ma ed i suoi amici si siano intrattenuti in una “simpatica partita a carte”. Lo stesso Ma dichiarò più tardi agli inquirenti che, durante la suddetta partita, i suoi avversari lo accusarono di barare al gioco causandogli pertanto la perdita delle staffe.

I referti medici indicarono, come causa dei decessi, numerose ed estese ferite procurate da un “oggetto contundente”. I corpi dei 4 studenti furono rinvenuti in un armadio del dormitorio solo il 23 dello stesso mese, infatti la loro scoperta fu principalmente  dovuta alla traccia di odore di decomposizione proveniente dall’interno dell’armadio. Gli ispettori  si trovarono alle prese con un pluriomicidio ormai già datato, una scena del delitto nel cuore di una delle istituzioni più note dell’intera provincia ed un fuggitivo, nonché principale sospetto, con un vantaggio di oltre una settimana. Ma aveva già preso il largo, come quando nel Novembre del ’99 fuggì da scuola perchè la pressione per gli esami d’ammissione all’università era per lui diventata insostenibile. Allora, la polizia lo ritrovò in capo ad un paio di giorni e la faccenda venne sistemata con una strigliata. Questa volta, però, le ricerche avrebbero dovuto estendersi all'interno di un perimetro paragonabile a tutta l'Italia ed i detectives del partito nutrivano poche speranze di chiudere il caso in breve e senza pubblicità. Lo studente killer divenne così un caso nazionale ed oltre alla risonanza mediatica, le foto di Ma vennero riprodotte in tutta la Cina attraverso i bollettini diramati dal Ministero della Pubblica Sicurezza. Nelle pubblicazioni ufficiali della polizia era anche inclusa una ricompensa di 200,000 Yuan (24,000 Dollari Americani) per ogni informazione che conducesse alla cattura del sospetto. Ma, famoso quanto una Popstar, venne catturato il 15 Marzo nell’isola di Hainan, a Sud della Cina, dopo 21 giorni di latitanza. Fu condotto a Kunming 2 giorni più tardi, in attesa di giudizio. Il processo si tenne il 22 Aprile, ed il 24, la Corte Popolare Intermedia di Kunming, con la revisione della Corte Popolare Suprema dello Yunnan, pronunciò il verdetto condannando il ventitreenne Ma Jiajue alla pena di morte. Dopo l’emissione della sentenza, la sorella di Ma, in lacrime, gridò al fratello di ricorrere in appello. L’esecuzione si tenne il 17 Giugno 2004 senza ritardi significativi.

Il caso Ma Jiajue

La bomba mediatica era comunque esplosa e la Cina rabbrividì al pensiero di crescere in seno una generazione di potenziali maniaci assassini. Improvvisamente, ricerche mediche condotte su campioni di studenti attraverso tutto il paese, produssero dei dati allarmanti circa le percentuali di giovani affetti da disturbi psicologici (16,5% degli studenti universitari solo a Pechino). I centri per la consulenza psicologica nelle università si moltiplicarono come i rapporti di casi di suicidio ed omicidio tra gli studenti. Le cause individuate dagli esperti andavano a pescare dalla frustrazione sessuale al materialismo della ripresa economica, dalle famiglie contadine responsabili dei complessi d’inferiorità dei propri figli alla diffusa diffidenza nei confronti dell’aiuto specializzato da parte di psicologi. Per porre rimedio a questa crisi, l’educazione alla salute mentale venne promossa dal Ministero dell’Educazione come “contromisura al passo con i cambiamenti sociali del nuovo secolo”, restituendo finalmente il popolo a sonni tranquilli, o quasi…

La morale cinese

Questa vicenda insegna una lezione forse troppo complessa per essere qui sintetizzata in poche righe. Rimane comunque il fatto che anche questa tragedia, nonostante crudezza e tinte drammatiche, ha il suo risvolto comico: nel mese di Marzo, un’intraprendente coppia di uomini d’affari si aggirava tra le principali città del sud della Cina, senza trattenersi più di un paio di giorni nello stesso posto, in modo da rendere la loro localizzazione il più difficile possibile. Wu Ankun (35), direttore del credito cooperativo di Daxing, e Yung Song (34), contabile dello stesso istituto, avevano pianificato attentamente un agenda fitta di spostamenti che avrebbe condotto loro, e 39,000 Yuan in contanti (47,000 Dollari Americani) oltre I confini del paese dove avrebbero potuto incassare i rimanenti 1,896,100 Yuan (173,000 Dollari) fruttati da un’operazione bancaria criminale. Wu e Yu erano già a buon punto, lontani dai centri urbani di Shanghai e Kunming, in una pensioncina di Fengcheng, dispersa in una regione montuosa ai confini con la Russia. La loro fine strategia imprenditoriale prevedeva anche l’investimento di una considerevole fetta del bottino nell’acquisto di biglietti della lotteria. Naturalmente, sentendosi chiamato in causa, il destino decise di tirare uno dei suoi celebri scherzi e, nei panni di gestore di una pensioncina di montagna, riconobbe in uno dei 2 latitanti i tratti somatici dell’identikit di Ma Jiajue diramato dalle forze dell'ordine costituito. Gli ufficiali Luo Sixing e Cui Junyi, in forza al distretto di Dabao, allertati dalla segnalazione del gestore della pensione, fermarono Wu e Yu per accertamenti. Nel rapporto i poliziotti raccontarono di aver pure subito un tentativo di corruzione da parte dei 2 sospetti. Loro ce l’avevano messa proprio tutta…

23 marzo 2006