| Beijing
Bicycle - Le Biciclette di Pechino - Shiqi Sui De Danche di
Wang Xiaoshuai (2001) (VHS) |
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| Prezzo al
pubblico: Euro 12,49
Spedito normalmente in 5-10 giorni lavorativi
VHS | 103 Min. | Medusa | 2002 | Italiano | EAN: 800906804280 |
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Durata
113'
Origine Cina, Francia, Taiwan
Produzione ARC LIGHT FILMS-BEIJING FILM STUDIO-PYRAMIDE
PRODUCTIONS- ASIATICFILMS-EASTERN TELEVISION-PUBLIC TELEVISION
SERVICE FOUNDATION
Distribuzione TEODORA FILM
Attori Cui Lin, Li Bin, Zhou
Xun, Gao Yuanyuan, Li Shuang, Zhao Yiwei, Pang Yan
Sceneggiatura Peggy Chiao,Tang Danian, Xu Xiaoming,
Wang Xiaoshuai
Fotografia Liu Jie
Musiche Wang Feng
Montaggio Liao Qingsong, Yang Hongyu, Xiao Jukuan
Scenografia Cao Anjun, Cai Chaoyi
Vincitore
dell'ORSO D'ARGENTO, GRAN PREMIO DELLA GIURIA E ORSO
D'ARGENTO COME I MIGLIORI ESORDIENTI ai due giovani attori
a Berlino 2001 "Beijing Bicycle" di Wang Xiaoshuai è
un film dove sono protagonisti due giovani adolescenti che si
trovano a fronteggiare la vita nell'odierna Pechino. Guo è
un ragazzo povero che dalla campagna si è trasferito nella
capitale e per sopravvivere ha trovato un lavoro come fattorino
per una ditta. Durante il primo periodo di lavoro la società
di trasporti dalla quale è stato assunto, gli ha messo
a disposizione una bicicletta che diverrà sua in cambio
dell'80% del salario; per riuscire a ripagare la bici ed ottenere
così uno stipendio intero, il giovane lavora molto duramente.
Sfortunatamente alla vigilia di questo importante momento, Guo
viene derubato del veicolo e per questo inconveniente, poiché
la città é molto grande, non riesce a portare a
termine un'importante consegna. Questa serie di eventi lo porta
ad essere malamente licenziato dal padrone, ma il ragazzo riesce
a strappare una promessa di riassunzione in caso ritrovi la bicicletta,
la quale ha un segno particolare di riconoscimento da lui fatto.
Il giovane intraprende una dura e sfrenata ricerca che lo porta
a scoprire che il suo indispensabile mezzo di trasporto è
giunto nelle mani di Qin, uno studente. Guo tenta di riprendere
il suo veicolo, ma dopo essere stato sorpreso e malmenato dagli
amici di Qin, decide di continuare nell'intento di ottenere ad
ogni costo quella bicicletta che un tempo era sua, parla così
con Qin e scopre le sue motivazioni: il giovane ha rubato il denaro
ai suoi genitori ed ha comprato la bicicletta al mercato dell'usato
per fare colpo su una ragazza. I
due decidono di fare un accordo e dividere la bicicletta un giorno
a testa. Guo, riassunto, riprende il lavoro di fattorino. Qin
però scopre la ragazza di cui è innamorato con un
altro .Colto da una attacco di gelosia, decide di colpire il rivale
con un mattone. Questo suo gesto lo fa inseguire dalla banda di
amici del rivale che lo trovano proprio mentre corre a portare
la bicicletta a Guo, il quale viene violentemente pestato a sangue
insieme a Qin. Quando nel mezzo della rissa uno dei ragazzi inizia
a distruggere la bicicletta, Guo afferra una pietra e gliela sbatte
forte in testa. Pieno di lividi e sangue Guo si carica la bicicletta
orribilmente deformata sulle spalle e si incammina per le strade
di Pechino.
Per tutta la pellicola la bicicletta
è metafora sociale: assume un profondo valore simbolico
per i due giovani protagonisti: per uno è l'unico mezzo
che può permettergli di lavorare e quindi sopravvivere
nella grande capitale, per l'altro è il mezzo che può
dare l'agognata considerazione davanti agli amici e la possibilità
di raggiungere la ragazza dei suoi sogni, un mero status symbol.
Anche se quest'opera viene spesso accostata al film neorealista
"Ladri di biciclette" di Vittorio DeSica, per la tematica
della bicicletta rubata, mezzo indispensabile di lavoro e perché
uno dei due giovani, come il protagonista di DeSica intraprende
una disperata ricerca del veicolo, risulta invece assai discostante
per molti motivi di trama, infatti la psicologia dei ragazzi è
semplice ed insieme molto complessa: i due giovani, di diversa
estrazione sociale, si trovano a sentire profondamente il bisogno
di condivisione; derubato e ladro decidono di dividersi quel veicolo
che può dare, sia all'uno che all'altro, la possibilità
di sopravvivere, a livello fisico concreto e a livello emotivo
adolescenziale. Inoltre molte volte si assiste a scene di sottomissione,
odio, violenza, sangue: ciò mette in risalto una nuova
realtà difficile per i disorientati giovani pechinesi,
che sembrano crescere da soli e in fretta, con pochi adulti che
insegnino loro la vita. La sensazione di disagio è ripresa
dal regista nelle strade, nei meandri, negli hutong dove si immerge
per svelare la Cina non ufficiale, quella che un tempo lo aveva
censurato in patria. Questo film indipendente, mescola i miliardi
di veicoli, vicoli e i nuovi scintillanti grattacieli della città,
con le micro e semplici vite e necessità della nuova generazione,
che un giorno farà sentire sempre più forte la sua
voce.
Dominique Musorrafiti
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