Login
Registrati

Chi siamo
关于 cinaoggi
Contattaci
Pubblicità su Cina Oggi
Google
 
Web www.cinaoggi.it
 

Dizionario INGLESE - CINESE

 

Creative Commons License
CinaOggi è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

network

a

a

 

 

 

 
Home > Cinema > Frankie Chan e il sogno americano
Frankie Chan (Chen Xunji) e il sogno americano.
La realizzazione di Mengduan Tianguo

articoli correlati:

Le notizie che arrivano in Cina della qualità di vita dei cinesi emigrati in America sono spesso fuorvianti dalla realtà oggettiva. L’illusione che le difficoltà siano superabili facilmente e che gli ostacoli gravi riguardino solo i più sfortunati, fa intraprendere a migliaia di cinesi quei viaggi della speranza che spesso si concludono tragicamente.
Un episodio tra i più orribili fu quello che avvenne il 19 giugno 2000, quando nel porto di Dover, ispezionando un tir proveniente dal Belgio, furono scoperti sessanta corpi di clandestini di origine cinese. Solo due di loro respiravano ancora, gli altri erano tutti deceduti per asfissia. L’autista venne arrestato e messo sotto interrogatorio, sia a causa della gravissima tragedia accaduta a bordo del suo mezzo, sia perchè i documenti del camion risultarono falsificati. Le forze dell’ordine inglesi compresero quindi, di trovarsi di fronte a quello che si suol definire “commercio di esseri umani”, organizzato per realizzare il trasporto clandestino di tante povere persone che, per sfuggire alla miseria, vanno lontano dal loro paese sognando un futuro migliore che quasi mai si realizza.
Questo avvenimento ebbe una grande risonanza in Cina e lo stesso ministro degli esteri dell’epoca, Zhu Bangzao, condannò fermamente le organizzazioni criminali che gestiscono questo turpe commercio.
La notizia scosse anche l’opinione pubblica di Hong Kong, tanto che fu appunto questo episodio che ispirò al regista Frankie Chan (Chan Fankei), personaggio di spicco della cinematografia dell’ex-colonia britannica, l’idea di realizzare un nuovo film che trattasse questo argomento.
Frankie Chan ha esordito nel mondo dello spettacolo come attore nel 1980 col film Read Lips seguito da altri film, tra i quali il campione d’incassi nei cinema di Hong Kong The Prodigal Son, dove partecipa sempre in veste di attore. Nel 1983, con il film The Perfect Match, Frankie Chan debuttò anche come regista. La sua carriera, molto eclettica, continua con una numerosa produzione di film che lo vedono attore, regista, autore e spesso compositore della colonna sonora.
Negli anni ’80 e ’90 dirige ed interpreta numerosi film, quasi tutti d’azione, spesso con la partecipazione del famoso attore ed amico Jackie Chan, ormai noto in tutto il mondo.
L’idea di Frankie Chan, molto colpito dalla disgrazia occorsa ai suoi cinquantotto connazionali, fu quella di realizzare un film che diffondesse il più possibile l’idea che con l’emigrazione clandestina si arricchisce solo la malavita che la organizza, al contrario, ai clandestini che lasciavano il paese, sono riservati solo i pericoli mortali del viaggio ed all’arrivo, un futuro ricco solo di umiliazioni, difficoltà e miserie.
Una volta realizzato il copione di quello che doveva essere il suo nuovo film, Frankie Chan comprese che, se voleva che la presa di coscienza dei pericoli e delle difficoltà che l’emigrazione clandestina presentava si diffondesse tra il maggior numero di persone possibili, il mezzo cinematografico, meno diffuso di quello televisivo, non attuava il suo scopo.

E’ ormai conoscenza comune che, tra tutti i mass-media, il mezzo più efficace per diffondere idee e convincere le masse è il sistema televisivo. Entra in tutte le case, è presente quotidianamente nella vita di ognuno, è decisivo in campo economico, politico e della formazione, in genere, dell’opinione pubblica su qualunque argomento.
Anche in Cina, soprattutto negli ultimi anni, la televisione si è propagata in modo capillare raggiungendo così anche le province più lontane e gli strati più poveri della società.
La prima serie televisiva della storia della televisione cinese fu Yikou cai bingzi, messo in onda dalla Beijing TV il 15 giugno 1958. In questo primo periodo le serie TV venivano realizzate in bianco e nero e trasmesse in presa diretta, come fossero state delle opere teatrali, con la differenza che gli attori recitavano davanti alle telecamere televisive, invece che davanti al vero pubblico di un teatro.
Tra il 1958 e il 1966 furono mandate in onda più di un centinaio di serie televisive ed i contenuti si ispiravano a vari mondi: quello dell’industria, dell’agricoltura, dell’ambiente militare e del passato storico.
Un serial da ricordare è Xin de yi dai, mandato in onda nel 1959, col quale si volle rappresentare come la gioventù pechinese entrava nella vita della capitale, le sue difficoltà e le sue speranze. La durata di ogni puntata era di cento minuti ed una caratteristica particolare era che durante l’interruzione tra una scena e l’altra veniva mandato in onda un balletto.
Nel 1965 si ebbe un evoluzione nel sistema di produzione dei programmi televisivi e si iniziò a registrarli in studio e a mandarli in onda una volta completato il montaggio. Il primo programma che si avvalse di questa tecnica fu il musical Nü dui chang e da questo momento si aprirono nuove possibilità nella realizzazione anche delle serie televisive.
Dal 1966 al 1976, durante il “decennio del caos”, come viene chiamata dai cinesi la Rivoluzione Culturale, l’area di creazione delle serie TV praticamente diventò “un prato senza neanche un filo d’erba”, in quanto i contenuti e gli argomenti trattati erano solo di pura propaganda senza alcun intento artistico.
La Beijing TV nel 1967 registrò una serie in bianco e nero, Kaochang shang de fan xiu douzheng, il cui soggetto si basava su un servizio giornalistico d’informazione pubblica comparso su un quotidiano di quel periodo, importante in quanto fu la prima serie nella storia della televisione cinese ad essere girata usando la tecnica di registrazione su nastro.
Nel periodo successivo alla Rivoluzione Culturale, in concomitanza con il grande cambiamento politico, sociale ed economico, anche la produzione di serie TV ebbe un florido sviluppo: dal 1978 al 2000, infatti, la creazione e il mercato di questo genere di prodotto televisivo aumentarono progressivamente di anno in anno.
Oggi le serie TV trasmesse dalle televisioni cinesi sono numerosissime e i loro soggetti spaziano tra i più svariati generi: umoristico, drammatico, d’azione, sentimentale, con ambientazioni rurali, urbane e storiche.
Nel 1988 venne trasmessa dalla CCTV la serie Heshang (Yellow River Elegy), scritta dal giornalista cinese Su Xiaokang, i cui temi hanno sondato in profondità il cuore dei valori e delle credenze cinesi in maniera da galvanizzare l’intero paese creando un’esplosione di dibattito culturale. Heshang, se non raggiunse precisamente “le masse”, ebbe comunque un audience di sei milioni di spettatori, per quei tempi molto importante e la trasmissione fu seguita da una immediata e accesa risposta alla quale presero parte non solo le classi dirigenti e gli intellettuali, ma tutti gli spettatori.
Fu nel novembre del 1990 che un’altra serie televisiva importante venne messa in onda dalla televisione locale di Nanchino: Kewang, il cui titolo significa “un desiderio come la sete” , che narra la vita e i desideri di due famiglie pechinesi, i Liu e i Wang, molto diverse tra di loro per ceto sociale, durante la Rivoluzione Culturale e le riforme degli anni ’80. Nel gennaio del 1991 tutte le maggiori televisioni cominciarono a trasmetterne le puntate, raggiungendo l’audience del 27% a Pechino, battendo tutti i successi stranieri precedentemente mandati in onda. L’ascolto più alto si verificò a Yanshan, città industriale di oltre centomila abitanti, dove si raggiunse il 98% di audience e nella città di Wuhan, a causa di un interruzione dell’erogazione dell’energia elettrica durante la trasmissione della serie, la popolazione inscenò una manifestazione di protesta davanti alla centrale elettrica della città, responsabile dell’accaduto.
Un’altra serie che ebbe ascolti record nella Repubblica Popolare Cinese, fu Beijingren zai Niuyue (Un Pechinese a New York), tratto dal romanzo omonimo di Cao Guilin, che descrive la vita dei cinesi in America sotto un ottica decisamente negativa e con toni anti-occidentali: il protagonista Wang Qiming, infatti, si scontrerà con la realtà di una società newyorkese corrotta e senza principi morali, dove è possibile far fortuna ma comunque da disprezzare.
Frankie Chan, ben a conoscenza del potere enorme di convincimento in esso contenuto, individuò, proprio nel mezzo televisivo, il sistema più efficace per diffondere quei giusti principi di prudenza che dovevano influire sull’opinione del maggior numero di individui.
Questa presa di coscienza poteva far in modo che molte persone, prima intenzionate ad espatriare, desistessero dall’intraprendere pericolose avventure: viaggi di una falsa speranza.

Scelse così di realizzare una serie televisiva piuttosto che un lungometraggio e trasformò il copione di base in un altro più complesso che si sviluppava in trenta puntate, dove, nel classico intreccio di azione, amore e avventura tipici delle serie televisive cinesi, inserì dei chiari e ripetuti messaggi che possiamo definire politici in quanto diretti a diffondere idee e sistemi comportamentali.
Nei dialoghi di varie puntate tali messaggi spiccano con estrema chiarezza, così da poter arrivare in modo incisivo e convincente allo spettatore.
Fino ad ora l’attività artistica del regista si era svolta principalmente ad Hong Kong, ma visto che, lo scopo principale di questa sua ultima opera non è solo quello di interessare e divertire, ma soprattutto di diffondere in modo esteso le idee che serviranno a sensibilizzare la popolazione cinese nei confronti dei pericoli e dei problemi dell’emigrazione, egli sceglie la difficile strada di realizzare tutto ciò in Cina continentale e tramite società di produzione cinesi. Egli spera con questa sua scelta che la diffusione, una volta realizzata la serie, sarà attuata in modo capillare dalla stessa Televisione Centrale Cinese (CCTV). Questa invece curerà la produzione, ma la messa in onda delle varie puntate verrà affidata a tutte le televisioni decentrate, sia regionali che provinciali, realizzando così lo scopo ultimo, cioè quello di raggiungere il maggior numero di spettatori appartenenti a tutte le classi sociali, coprendo gran parte del vastissimo territorio cinese.
La trasmissione della serie avverrà in tempi diversi, facendo sì che per un lungo periodo, nella programmazione di almeno una delle reti, sarà presente Mengduan Tianguo.

I condizionamenti del governo cinese e loro effetti

Presi i dovuti contatti con le società di produzione cinesi, iniziarono i problemi e i condizionamenti da parte dei funzionari governativi preposti alla censura.
In Cina, infatti, esiste un ente preposto alla censura degli trasmissioni radiofoniche, televisive e degli spettacoli cinematografici: il SARFT (State Administration of Radio, Film & Television) Guojia Guangbo Dianying Dianshi Zongju, che nasce a seguito del reimpasto burocratico del 1998 a sostituire il precedente MRFT (Ministry of Radio, Film and Television).
Sotto la diretta supervisione del Consiglio di Stato, il SARFT ha le seguenti funzioni e responsabilità:

  • Approvare il contenuto di film, televisione e programmi radio, supervisionare i film d’importazione, stabilire la proporzione di tempo concessa a programmi televisivi stranieri, in modo da, in accordo con i dettami del Dipartimento di Propaganda del Partito Comunista Cinese , “non far vedere al popolo cinese programmi che offendano la sensibilità cinese o in contrasto con la visione globale del CCP (Chinese Communist Party)”.
  • Supervisionare le trasmissioni della China Central Television (CCTV), network televisivo a fibre ottiche su scala nazionale.
  • Controllare l’accesso alle reti satellitari e via cavo nazionali e supervisionarne le operazioni.
  • Approvare la costituzione di canali televisivi via cavo e l’installazione delle reti trasmittenti.

La prima risposta da parte dei funzionari del SARFT fu lapidaria: l’argomento era troppo delicato ed era meglio non trattarlo in quanto vi era il pericolo per la Cina di “perdere la faccia”. In un secondo momento, grazie all’interesse economico risvegliato da questo progetto nell’Azienda Nazionale Televisiva Cinese, la sua proposta fu accolta, ma con gravi condizionamenti.
Per prima cosa vi fu un ridimensionamento del copione con vari tagli e cambiamenti che possiamo definire vere e proprie censure, come, ad esempio, l’eliminazione delle figure dei funzionari governativi corrotti che, nel copione originale, favorivano l’attività dell’organizzazione per l’emigrazione clandestina. Fu stabilito inoltre che i personaggi coinvolti nello sfruttamento dell’immigrazione illegale negli Stati Uniti potevano essere cinesi, ma solo se naturalizzati americani e che le loro organizzazioni dovevano aver tutte sede solo in America.
Anche per quanto riguarda il cast della serie vi furono delle imposizioni: dovevano venir scritturati solo attori appartenenti prettamente al mondo artistico della R.P.C., eliminando così la partecipazione di quasi tutti gli attori di Hong Kong, che il regista scritturava abitualmente per i suoi film in quanto, ancor oggi, i cittadini di Hong Kong sono considerati stranieri in Cina. Vi sono poi alcune leggi cinesi che creano un vero e proprio protezionismo per quanto riguarda il lavoro degli attori appartenenti alla Repubblica Popolare Cinese, infatti qualunque attore straniero che voglia lavorare qui necessita di un permesso che comporta lunghe e complesse procedure da parte delle autorità preposte. Sorsero, così, gravi problemi per l’assegnazione delle parti che riguardavano personaggi americani: dovevano comunque essere selezionati attori cinesi, ma, servendo dei volti dai tratti somatici non orientali, fu trovato l’espediente di inserire nel cast attori provenienti dalla provincia del Xinjiang e dai territori confinanti con la Russia, e che quindi appartenevano a popolazioni con caratteristiche somatiche proprie dei paesi vicini.
Vista l’ambientazione della serie negli Stati Uniti, le comparse e i ruoli minori dovevano, anch’essi, aver l’aspetto di occidentali e dato il numero di persone necessarie, si pensò di ricorrere all’utilizzo degli studenti stranieri delle università di Pechino in quanto non professionisti e quindi non soggetti alle restrittive leggi cinesi.
Il regista rinunciò con dispiacere ad utilizzare attori di Hong Kong e Taiwan in quanto essi avevano apparenze e modi da cinesi vissuti all’estero e ciò avrebbe facilitato la credibilità dei vari personaggi.
Furono poi imposte delle gravi condizioni al regista stesso al quale fu chiesto di rinunciare di recitare nella veste di uno dei personaggi principali, come egli avrebbe voluto fare, in più gli si impose di comparire come regista non con il suo vero nome, ma con uno pseudonimo: Zhu Liqiang.
Nonostante la pesantezza di queste richieste da parte del Ministero della Cultura e dello Spettacolo, Frankie Chan accettò pur con grande rammarico di attenervisi, pur di poter realizzare la sua opera e diffondere il suo messaggio.

Produzione e realizzazione

Dato che la scelta del cast doveva obbligatoriamente rimanere nell’ambito della rosa degli attori cinesi, Frankie Chan operò la sua scelta tra vari attori di grande fama. Scelse così per interpretare le parti principali un attore e un attrice conosciutissimi in Cina: Zhang Fengyi e Su Jin.
Zhang Fengyi ha raggiunto ormai fama internazionale grazie alle sue numerose interpretazioni in film di rinomanza mondiale. Con Il ragazzo del risciò (Luotuo Xiangzi, Pechino, 1980) iniziò la sua importante carriera e arrivò al massimo della notorietà con la partecipazione al film Addio Mia Concubina (Bawang Bieji, Hong Kong 1992) per la regia di Chen Kaige, palma d’oro al Festival di Cannes nel 1993.
La sua esperienza all’estero, probabilmente, portò Frankie Chan a preferirlo ad altri attori della scena cinematografica cinese per interpretare il personaggio di Tang Nianzu, poliziotto di origine cinese naturalizzato in America protagonista della serie, uomo integerrimo che incarna il “cinese ideale” incorruttibile, astuto, umile ed umano.
Il personaggio femminile principale, interpretato da Su Jin, è quello di Li Qiqi, un’avvocatessa sempre combattuta tra i suoi doveri professionali e la sua morale, in quanto difensore di Lei Meng, capo della banda di sfruttatori dell’immigrazione clandestina cinese negli Stati Uniti.
La carriera di Su Jin inizia come modella e prosegue in modo eclettico come cantante, attrice televisiva e cinematografica. Sono da ricordare i titoli di alcune serie televisive da lei interpretate come Sentimento Pericoloso (Weixian de Zhenqing, Shenyang, 2000), Il mio Cuore in Cambio del Tuo (Wo Xin Huang Ni Xin, Canton, 2000 ) e il film Lan Yu (Hong Kong, 2001).

Per gli altri ruoli sono stati selezionati vari attori della scena televisiva cinese più o meno conosciuti come Han Xiao nel ruolo di Su Hong, ballerina immigrata clandestinamente e Feng Fusheng nel ruolo di Sheng Changfu, proprietario del Gruppo Fuhua, compagnia di navigazione tra Cina e America.
Anche la scelta dell’ambientazione e degli effettivi luoghi di ripresa di Mengduan Tianguo fu un problema per Frankie Chan, poiché i finanziamenti stanziati per questa produzione, piuttosto limitati, rendevano impensabile trasferire troupe e attori all’estero. Il regista così dovette scegliere una città in Cina, dove effettuare le riprese, che offrisse delle caratteristiche che potevano appartenere ad una città della costa ovest americana, meta di tutti i viaggi via mare dell’immigrazione clandestina. Era necessario individuare inoltre una città americana per l’ambientazione della serie, che presentasse caratteristiche simili a quella scelta per le riprese in Cina.
La scelta dell’ambientazione di Mengduan Tianguo cadde su Seattle, nello stato di Washington, città marittima e con caratteristiche geografiche e architettoniche piuttosto anonime. La città nel territorio cinese, che poteva apparire davanti alle telecamere simile a Seattle, era la cittadina di Dalian, provincia del Liaoning, con molte caratteristiche architettoniche decisamente non cinesi in virtù del suo passato storico.
Nel secolo XIX sul luogo dell’odierna Dalian esisteva solo un piccolo villaggio di pescatori, le cui sorti cominciarono a mutare nel 1898 quando la Cina lo cedette alla Russia che intendeva stabilire un porto sul Mar Giallo a capolinea della sud-manciuriana. In seguito al trattato di Portsmouth, che poneva fine al conflitto fra Russi e Giapponesi, Dalian (in russo Dalny) passò a questi ultimi (1905) e nell’epoca del dominio nipponico ebbe il suo pieno sviluppo urbanistico ed economico.
Dopo la seconda guerra mondiale, con un trattato firmato il 14 agosto 1945, i russi dichiararono la sovranità cinese sulla città, che divenne porto franco internazionale e ottennero dal governo cinese di poter disporre della vicina base navale di Port Arthur, oggi Lushun, per un periodo di trent’anni. Tuttavia, in base ad accordi stipulati fra i due stati, tutta la zona fu poi assegnata alla Cina negli anni 1952-1955. Questo spiega il tipo di architettura che contraddistingue queste zone ed ancor oggi le nuove costruzioni si richiamano a quelle preesistenti: l’aspetto della città è molto particolare, caratterizzato dalla presenza di molti edifici di stile cinese tradizionale, europeo, americano, russo e giapponese, dando così l’impressione di entrare quasi in una fiera mondiale dell’architettura.
Seattle, conosciuta in America come la città della pioggia per il suo clima umido e piovoso, sorge sul Puget Sound, insenatura del Pacifico presso il confine con il Canada.
Sviluppatasi con l’arrivo della ferrovia nel 1893 e con i collegamenti via mare con l’Asia (il primo battello giapponese vi giunse nel 1896), la vera crescita economica vi arrivò con la seconda guerra mondiale, in quanto divenne una delle capitali dell’industria aeronautica statunitense (Boeing Company). Città fortemente industrializzata, sede anche del colosso dell’informatica Microsoft, resta importante per il suo porto, sia commerciale che per l’industria ittica.
Unico caratteristico monumento è lo Space Needle, una guglia alta 185m e visibile da qualsiasi punto della città.

Questo ritmo di lavoro, così sostenuto, ha sì permesso di ridurre i tempi di produzione e i relativi costi, ma ha messo a dura prova attori e comparse, impegnate sui vari set a volte per più di ventiquattro ore consecutive, considerando che la temperatura in esterno arrivava anche al di sotto dei 20° sottozero.
Per quasi tutto il periodo delle riprese la temperatura e il tempo furono inclementi, a conferma di questo un articolo sul sito internet www.tvnet.com,dedicato all’informazione e curiosità su spettacoli televisivi, racconta il pettegolezzo di come Zhang Fengyi e Su Jin abbiano festeggiato insieme il giorno di S.Valentino a Dalian alla freddissima temperatura di 22° sottozero.
Le scene dirette dagli altri registi in assenza di Frankie Chan, impegnato altrove, venivano poi da lui tutte visionate a fine giornata nella suo appartamento al Ramada Hotel di Dalian. A volte egli decideva di rifare alcune scene o addirittura il lavoro di un’ intera giornata, tanto che le riprese nella città del Liaoning furono prolungate di una settimana per girare nuovamente interi passaggi.
Terminate le riprese a Dalian, la troupe si spostò a Pechino in quanto il regista desiderava girare alcune scene da collocare al termine della sigla di chiusura di ogni puntata.
La sigla iniziale mostra le inquadrature di una nave container in navigazione, simbolo dell’immigrazione clandestina, quindi un’ immagine di Seattle, sognato porto di arrivo di tanti illusi pieni di grandi speranze. Ora il regista vuole, con le ultime immagini, lasciare negli occhi e nel cuore degli spettatori il suo grande messaggio di amor di patria e attaccamento al proprio paese. E’ così che decide, con due giorni di riprese, di realizzare due scene significative, scegliendo come luoghi l’aeroporto della capitale (Shoudu Feijichang), a significare il ritorno in patria e piazza Tian An Men, conosciuta in tutto il mondo e considerata dal popolo cinese cuore e simbolo della Cina.
Si conclude così il periodo delle riprese ed inizia il lavoro di post-produzione, effettuato negli studi del Centro di Produzione Serie Televisive di Tianjin Tv (Tianjin Dianshitai Dianshiju Zhizuo Zhongxin), che comprende il montaggio, l’inserimento della colonna sonora, effetti speciali e il doppiaggio, poiché sul set non sono stati registrati i dialoghi, ma solo il sonoro dell’ ambiente.
Il lavoro di post produzione durò circa cinque mesi e a meno di un anno dalla fine delle riprese, Mengduan Tianguo andò in onda per la prima volta il 15 gennaio del 2002 sulla televisione regionale del Guangdong (Guangdong Dianshitai). Nel marzo dello stesso anno anche la televisione di Pechino (Beijing tv) aveva iniziato a trasmettere la serie, seguita poi da tutte le altre televisioni regionali e provinciali, tanto che tutt’ora si può ancora trovare Mengduan Tianguo nella programmazione di qualche rete minore.
Curiosamente, un mese prima della data della prima messa in onda televisiva, le puntate erano state pubblicate in formato Video Cd2 col titolo Mengduan Tianguo zhi Menglong Guojiang e disponibili in molti negozi specializzati.

Massimiliano Carponi