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Home > Cinema > Wang Xiaoshuai > Conferenza stampa Wang Xiaoshuai Tuscany Dream
Conferenza stampa del regista Wangxiaoshuai in occasione della presentazione del documentario sulla Toscana "Tuscany Dream"
Lido di Venezia - Villa degli Autori - 8 settembre 2005

Anna Rita Bramerini - Assessore al commercio e al turismo Regione Toscana:

Questa iniziativa con la quale noi vogliamo presentarvi questo progetto, che nasce da idea precisa ed una volontà della Regione Toscana di lavorare da alcuni anni a questa parte con un occhio di riguardo e di attenzione verso un mercato che per noi è di grande interesse e lo è non solo per quanto riguarda i ritorni legati al turismo e quindi a flussi turistici possibili che possono essere sviluppati con un grande paese come la Cina, non solo numericamente grande, che già questo è un dato di grande interesse, ma anche da un punto di vista culturale di relazioni, può rappresentare per noi una grande opportunità. Lo scorso anno abbiamo inaugurato a Shanghai la nostra sede di Toscana Promozione e della Regione Toscana che insieme a Toscana Promozione ha attivato una struttura a servizio delle nostre imprese che intendono promuovere la loro attività e quindi allacciare rapporti e scambi commerciali con la Cina.

Wang Xiaoshuai insieme all'interprete Silvia Pozzi e all'assessore Rita Bremerini

Abbiamo ideato e pensato questa sede come una struttura proprio di supporto per consentire alle nostre imprese di avere direttamente luogo in Cina. Stiamo facendo lo stesso anche in altri paesi: una struttura, che consenta alle nostre imprese e ai nostri operatori di avere contatti diretti con le imprese e con gli operatori cinesi. In questo contesto si inserisce quindi questa attenzione e questa volontà da parte nostra di stabilire relazioni con la Cina, in modo che nel tempo e nel corso degli anni questo rapporto e questa relazione di tipo internazionale sia sempre più stretta e la Cina possa rappresentare per l'Italia in generale, ma in particolare in questo caso per la Regione Toscana, un'opportunità e non un problema per quello che riguardano anche le relazioni di tipo commerciale. Da qui l'idea di poter realizzare un documentario che consentisse di far vedere la Toscana, non con gli occhi dei toscani, ma rappresentata da chi, meglio forse di noi, è in grado di poterla rappresentare proprio ai cinesi: quindi un grande cineasta che noi abbiamo in questo caso l'onore di ospitare nei prossimi giorni in Toscana, proprio per mettere appunto il suo itinerario, il suo viaggio di conoscenza all'interno della Toscana in modo che lui possa poi raccogliere quegli spunti e quegli elementi che potrà rappresentare al meglio in questo documentario, che per noi è uno strumento anche nuovo di far conoscere la Toscana, in una versione che io direi anche nuova.
Non solo la Toscana delle città d'arte, la grande storia della cultura che fa grande la nostra regione come fa grande il nostro paese, ma una regione anche che è variamente articolata che può essere conosciuta e rappresentata anche tramite le sue produzioni tipiche di qualità non solo nel settore dell'agro-alimentare ma anche nell'artigianato artistico della piccola-media impresa e vorremmo che fosse rappresentata in maniera sintetica ma anche in maniera estremamente realistica proprio con gli occhi di chi lo fa per mestiere, per questo ha avuto importanti riconoscimenti come il premio che gli è stato conferisto quest'anno al Festival di Cannes, premio della critica per "Shanghai Dreams", e da qui una sorta di assonanza tra "Shanghai Dream" e "Tuscany Dream" che noi vorremmo fosse davvero la capacità di rappresentare un sogno che è quello della Toscana e suscitare nei cinesi che avranno modo di vedere questo documentario che, lo sottolineo, verrà presentato, e soprattutto verrà messo in circolazione, nelle più importanti emittenti Televisive cinesi, quella che è l'evocazione di un'immagine di un territorio, la rappresentazione di un territorio che vorremmo suscitasse emozioni curiosità che poi potranno in futuro spingere i cinesi a venire in Toscana, non solo a visitarla come turisti e come nostri ospiti, ma ad attivare anche con le nostre imprese rapporti di natura commericale, che prima ricordavo. Quindi credo che abbiamo scelto tutto sommato una forma originale per farci rappresentare e ci auguriamo che questa nostra capacità evocativa, che la Toscana e il nostro territorio è in grado di rappresentare, possa suscitare nel nostro amico, regista di grande fama, grandi suggestioni che lui meglio di chiunque altro potrà rappresentare al suo popolo e ai cinesi in generale: questo è l'obiettivo e noi ci auguriamo di aver colto l'importante passaggio per avviare relazioni sempre più strette e proficue con la Cina.

Luciano Aiazzi - Toscana Film Commission:

Promozione nel cinema e marketing del territorio: questa è la scommessa.

Wang Xiaoshuai:

Probabilmente voi non lo sapete però in Cina ci sono tantissime persone che apprezzano l'Italia. Dal momento in cui la Cina ha cominciato ad aprirsi, c'è sempre stata una possibilità maggiore di poter vedere cose straniere arrivare in Cina. Sono molto poche però le persone che hanno la possibilità di uscire, di andare all'estero e conoscere di persona realtà fuori dalla Cina. Forse voi non lo sapete ma ciò che più è noto in Cina dell'Italia è senza dubbio il calcio. Ciò che più interessa ai cinesi sicuramente è guardare le partite italiane del calcio della serie A. Sicuramente sono contento che in Cina si possano vedere le partite di calcio italiane perché anche a me piace seguire il calcio, però quello che mi dispiace è che non ci sia la possibilità di poter essere in contatto con altro dell'Italia, non solo il calcio. Da bambino abitavo in un posto molto povero della Cina una città che si chiama Guiyang e fin da piccolo mio padre mi ha insegnato a disegnare e quando ho cominciato a dipingere già allora ho avuto modo di conoscere alcuni pittori italiani come ad esempio Michelangelo. Forse rispetto a tanti altri cinesi, rappresento un po' un'eccezione, perché fin da piccolo ho avuto l'opportunità di conoscere l'Italia da un altro punto di vista. Dopo, quando ho cominciato a crescere e a diventare adulto, ho visto l'Italia attraverso i film sulle riviste e mi è sembrato fin da subito che questo posto fosse come un sogno e pensavo che sarebbe stato impossibile raggiungere questo sogno. Nella mia testa, nella mia mente posti come Roma, Firenze, Venezia, erano dei posti di fantasia di immaginazione, non luoghi reali. Non mi sarei mai aspettato, mai in vita mia, che un giorno avrei incominciato a girare film e che i miei film sarebbero stati visti anche fuori dalla Cina e che grazie a questa esperienza avrei potuto uscire dalla Cina, arrivare in Europa e raggiungere addirittura l'Italia. In genere, quando si fa un sogno e poi lo si raggiunge, e quindi come per quanto riguarda me in questa situazione sono arrivato in Italia e il mio sogno si è realizzato, quando i sogni si realizzano sono anche finiti. Invece la situazione per me è esattamente l'opposto: il mio sogno è appena cominciato. La prima volta che sono venuto in Italia è stato quando è stato distribuito il mio film "Beijing Bicycle" e grazie alla mia casa di distribuzione sono venuto in Italia a presentare questo mio film e proprio in questa occasione ero emozionatissimo ed eccitatissimo perché ero arrivato appunto in questo paese. Mi dissero che in 7 giorni dovevo visitare 9 città. E quindi ovviamente avevo meno di un giorno per poter visitare ciascuna di queste città. In più oltre alla possibilità di fare un giro e vedere queste città dovevo fare tantissime interviste. In quel periodo il mio cuore era diviso tra la rabbia e la felicità. Ero felice di essere qui, ma fortemente arrabbiato perché non avevo tempo di vedere veramente l'Italia e dovevo fare interviste una dietro l'altra. All'epoca mia moglie mi aveva accompagnato ed insieme a lei siamo passati da una città all'altra, un giorno dopo l'altro, in treno. L'unica cosa che succedeva era che arrivavamo in una città e dicevamo: "O.K. bellissimo, adesso lavoriamo". Poi ci fu un giorno in cui arrivammo a Firenze; anche a Firenze avevamo un giorno solo a disposizione. Arrivati in città, anche lì avremmo dovuto rimanere solo un giorno ed andarcene via velocemente, ma ho subito come uno shock e non riuscivo più a muovermi. Anche mia moglie era rimasta come abbacinata. In quel momento ci siamo confidati ed abbiamo parlato l'uno con l'altra: di tutti i posti che avevamo visitato fino a quel momento Firenze era in assoluto il posto più bello che avessimo mai visto. E proprio per confermare questa impressione, abbiamo deciso di non muoverci da lì. E quindi in seguito, ho continuato il mio giro di promozione del film mentre mia moglie si è fermata ad aspettarmi proprio a Firenze. In quel momento sono stato veramente invidioso di mia moglie perché è potuta rimanere a Firenze. Tanto che le ho detto: "la prossima volta che avremo occasione di tornare in Europa il primo posto in cui dobbiamo andare è assolutamente Firenze".

Sono una persona che ha una grande fortuna, ritengo di esserlo perché mi è stata data l'occasione, l'opportunità addirittura di girare un documentario tutto mio sulla Toscana. Quel giorno in cui ero a Firenze passeggiavo vicino agli Uffizzi e ho visto proprio davanti al portone una grande torre, l'immagine di quella piazza di quel posto mi ha commosso talmente tanto che mi è venuto da piangere. Quello che mi è successo è che avevo già visto scorci di Firenze, fotografie della città, ma di trovarmici in mezzo tutto di un colpo mi ha colpito veramente sul piano emotivo e non ho potuto fare a meno di emozionarmi e piangere. Poi, un giorno invece, mi trovavo a Roma ed un mio collaboratore italiano mi invitò a bere un vino italiano, uno dei più buoni, mi dissero. Così andammo insieme in una piccola enoteca, all'interno di quest'enoteca non si poteva fumare. Il vino che mi offrirono fu il Chianti. Sapevo già che il vino italiano era ottimo, ma grazie a questo mio amico ho scoperto un vino eccellente. Tornato in Cina ho fatto una grande pubblicità con tutti i miei amici dicendo quanto buono fosse questo Chianti. Quello che voglio fare è, senza avere l'angoscia del peso di interviste di lavoro, rimanere in Toscana per un periodo abbastanza lungo ed alzarmi ed andare a dormire tutti i giorni come una persona normale ed avere l'opportunità di vivere sulla mia pelle l'esperienza di un sogno che è appunto quello toscano. Io desidererei tanto che in Cina succedesse un piccolo miracolo. Adesso in Cina c'è una grande corsa all'arricchimento e comunque c'è uno sviluppo economico velocissimo e vorticoso, quello che mi preme è che in Cina ci sia la possibilità di riapprezzare le tradizioni, e quindi di avere un passo meno veloce e più lento per apprezzare la vita. Spero tanto di riuscire a trovare in Toscana quella dimensione di vita armoniosa che sto cercando da tempo. Una volta trovato questo ritmo, questa armonia di vita, questo sogno spero di riuscire a trasmetterlo ai cinesi nella mia terra, di far vedere un altro modo di vivere che non sia quello frenetico che in questi giorni va per la maggiore in Cina. Vorrei tanto riuscire a racchiudere un senso dell'Italia e della Toscana nel mio film, comunicarlo alla Cina e vorrei anche che ci fosse un secondo aspetto che colpisca, invece qua il pubblico italiano, nel mio lavoro, ossia che la Cina non è solo un paese che fa paura, ma che c'è la possibilità che ci sia una Cina più rallentata meno frenetica e che rispetti maggiormente la propria tradizione. Ringrazio tutti veramente, tutti quanti perché mi avete offerto questa possibilità di realizzare il mio sogno toscano.

Domande della stampa:
CinaOggi:

Come mai avete scelto Wang Xiaoshuai ? Come siete arriviti a contattarlo ?

Toscana Film Commission:

Per affinità in base all'idea che ci è stata proposta da Muller, Marina Marcucci che sono venuti a proporci la possibilità di realizzare un documentario con lui.

Assessore al commercio e al turismo:

La scelta del felice incontro è nata da parte di Muller che ci ha proposto questa possibile collaborazione, conoscendo i lavori che il regista aveva già fatto e pensando che fosse la sua capacità di rappresentare l'attualità e la realtà della vita di tutti i giorni a poter essere un elemento utile, per descrivere e far descrivere da un cinese la Toscana ai cinesi. Il modo migliore per poterla rappresentare.

Altre testate:

Volevo sapere se questa iniziativa è una prima di tante o se è la seconda di una serie o se vi sarà la possibilità di realizzare qualcosa d'altro o una performance strana ...

Assessore al commercio e al turismo:

Come dicevo da alcuni anni stiamo indirizzando una serie di azioni sul mercato cinese perché siamo convinti che possa rappresentare, al di là di alcune problematicità, che poi tutti conosciamo e che interessano poi i rapporti più squisitamente commerciali, un'opportunità, non solo per i grandi numeri che la Cina esprime, ma perché è un mercato che si affaccia agli altri mercati più tradizionali e suscita ovviamente grande interesse non solo da parte nostra ma anche da parte di altre regioni e degli altri paesi europei. Per noi rappresenta una tappa di un percorso che è iniziato con, vi ricordavo all'inizio, l'apertura della nostra sede a Shanghai che è stata inaugurata lo scorso anno, con una serie di prodotti, diciamo così, più tradizionali, come guide che sono state pubblicate anche in cinese che sono la prima rappresentazione della Toscana a 360°, che sono servite, per così dire, per preparare un po' il terreno. E da qui attraverso la nostra attività di promozione all'estero: avviare un percorso che riteniamo debba essere sempre più intenso. Questo quindi è un tassello di un mosaico più complesso che noi vorremmo comporre nell'arco dei prossimi anni anche in tempi, direi abbastanza veloci, perché la velocità che ricordava prima il regista e che sta in questo momento conoscendo lo sviluppo economico della Cina è la velocità che implica e comporta, anche per chi con questo paese si interfaccia, di avere la capacità di relazionarsi con prodotti veloci innovativi che tengano conto però delle peculiarità e delle caratteristiche che ha il mercato cinese. Cioé presentandosi non con quello che noi vorremmo che fosse, ma con quelle che sono le loro indicazioni che possono tornare utili, in questo caso, parlando di Toscana per lo sviluppo economico ed i rapporti commerciali ed internazionali della nostra regione.

Cina Oggi:

Prima lei parlava della paura che è emersa in Italia nei confronti della Cina; vorrei sapere se è una paura che lei ha riscontrato personalmente oppure è una paura che ha percepito o sentito ? Lei ha raccontato del fascino che ha sempre sentito nei confronti dell'Italia e quindi mi incuriosiva sapere se il suo approccio con questa paura è stato diretto o indiretto.

Wang Xiaoshuai:

Ho saputo di questa paura italiana dai giornalisti, comunque avendo saputo di questo aspetto mi piacerebbe molto riuscire a contribuire in qualche modo ad una maggiore compressione dell'Italia, della Toscana da parte dei cinesi ed una maggiore comprensione della Cina da parte degli italiani.

Cina Oggi:

Quando sarà pronto il documentario ?

Wang Xiaoshuai:

Inizierò le riprese a breve e alla fine di ottobre dovrei aver concluso il documentario. Il mio desiderio è quello di girare questo documentario come se stessi scrivendo il mio diario.

Cina Oggi:

Quando sarà possibile vederlo nelle televisioni cinesi ?

Wang Xiaoshuai:

Probabilmente sarebbe già disponibile per la fine di quest'anno a dicembre, ma verrà trasmesso a partire dal 2006 che è l'anno dell'Italia in Cina. Siccome avrò tempo per vivermi la Toscana, spero di riuscire a rappresentare tanti aspetti di questa regione nel mio documentario, di avere il tempo ed il modo per farlo. Voglio sicuramente indicare che cosa è buona, che cosa è bello, che cosa vale la pena, e sicuramente ci saranno moltissime persone che mi ascolteranno. Io ho questo potere ... con i miei amici. Se indico un vino come buono e ne indico un altro come pessimo loro mi ascoltano, ho voce in capitolo. Per esempio le sigarette che sto fumando adesso non sono per niente buone, ma dal momento in cui ho cominciato a fumarle le stanno fumando tutti. Ciò che più mi preme mettere in luce e presentare comunicare in Cina attraverso questo documentario è la vostra capacità di rispettare e preservare la tradizione e l'arte e tutto ciò che è antico. Questo è un messaggio che vorrei trasmettere al mio paese.

Altre testate:

Vorrei sapere se si prevede in Toscana una distribuzione o in Italia o se comunque ci sono delle idee già, dove potrebbe girare in Toscana o nel nostro paese il materiale che verrà realizzato.

Toscana Film Commission:

Sarebbe anche simpatico immaginare una lettura nostra di come ci vede un regista abbastanza sicuro di sé, questo è il motivo per cui l'abbiamo scelto dal momento che riesce a far diventare buono tutto quello che tocca. Si potrebbe anche pensare ad una visione del film in un periodo particolare dell'anno 2006, anche perché l'anno dell'Italia in Cina non significa soltanto essere là. Sarà simpatico invitarvi tutti in Toscana per l'anteprima, per un pubblico che non fa competizione al canale televisivo cinese ovviamente.

Cina Oggi:

Proprio a riguardo dei canali televisivi cinesi, volevo sapere se sarà distribuito su CCTV e canali nazionali oppure ci sarà anche la possibilità di vederlo su realtà televisive regionali della Cina.

Wang Xiaoshuai:

Ci sono chiaramente numerosissimi canali e questo documentario andrà in onda su entrambi i livelli: sia sui canali nazionali che su quelli provinciali. Sicuramente la distribuzione della messa in onda comincerà dai canali statali, quelli più grandi e quelli principali, e in un secondo momento andrà in onda anche su canali meno importanti a livello locale.

Altre testate:

Dato che sono rimasto stupito da come il regista sia rimasto sotto l'incantesimo di Firenze, volevo chiedere a tutti e due, sia all'assessore che al regista, se dopo il documentario, magari, è auspicabile qualche altra realizzazione ad esempio un film proprio a soggetto, un lungometraggio, ad opera sua. Dato che è innamorato di Firenze immagino cosa potrebbe essere un film magari con attori suoi ambientato a Firenze: potrebbe venirne fuori qualcosa di eccezionale. Cosa mi potete dire a riguardo ?

Assessore al commercio e al turismo:

Spero e mi auguro che l'emozione che gli ha suscitato la visione di Firenze in particolare, sia la stessa emozione che poi lui riuscirà a trasferire attraverso il documentario anche nei suoi conterranei. Se l'emozione di un giorno a Firenze gli ha fatto l'effetto che prima riportava, chissà quanto sarà in grado di trasmettergli girare la Toscana per una decina di giorni, tanto il tempo per cui rimarrà da noi a visitarla. Questa ulteriore permanenza un po' più approfondita riuscirà a dare l'opportunità di conoscere tanti pezzi della nostra regione, tanti angoli che a volte rimangono anche fuori dai circuiti maggiori. La nostra regione ha un grande patrimonio, come un po' tutta l'Italia: è un grande patrimonio a cielo aperto che sa svelare anche negli angoli più impensati, più sconosciuti, grandi risorse ed opportunità, ed anche curiosità proprio perché rimangono fuori dai circuiti maggiori. Uno si aspetta venendo in Toscana di vedere le grandi città d'arte che sono il nostro primo importante biglietto da visita che per nostra fortuna e grazie a chi ci ha preceduto, abbiamo saputo mantenere e conservare nel tempo, ci rende più famosi. Questo input iniziale, l'elemento amo, cattura i turisti che poi una volta venuti in Toscana noi abbiamo la volontà e l'impegno di far loro conoscere ancora meglio il nostro territorio. Wang che ha questa opportunità, perché per dieci giorni girerà non solo la Toscana più scontata, ma anche quella meno conosciuta dal momento in cui dovrà o potrà realizzare anche la visione e la documentazione delle nostre tradizioni più importanti, anche delle nostre bottege artigiane, per dare un esempio. Forse questa ulteriore emozione chissà potrebbe suscitargli anche l'idea di fare invece un film ambientato a Firenze o in altre realtà della Toscana che a noi, non sarebbe altro che un grande onore, oltre che un grande piacere. Però non ci dobbiamo sostituire alla vena e alla capacità creativa dell'artista. Noi ce la metteremo tutto per suscitargli ulteriori emozioni, anche perché in questo siamo facilitati dal territorio e dalle risorse che la Toscana è in grado di esprimere.

Wang Xiaoshuai:

Per prima cosa voglio dire che in cuor mioquesto è un mio film a tutti gli effetti. Non è semplicemente una specie di cronaca o di pagina rappresentativa del turismo toscano oppure i posti più interessanti della Toscana: è un mio film.

Interprete: Silvia Pozzi