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Home > Economia > Archivio Marzo 2006
 

Le imprese cinesi della seta si difendono dalle accuse di dumping lanciate dall'India

11 maggio 2006 - Le imprese cinesi hanno intenzione di continuare a difendersi contro le accuse di dumping formulate dal governo indiano riguardo alle esportazioni cinesi di seta, ha riportato giovedi' 11 maggio il quotidiano in inglese China Daily.
Il governo indiano ha dichiarato a fine aprile che le sete cinesi venivano vendute in India a un prezzo inferiore al valore normale, e che cio' e' stata fonte di danno per l'industria indiana. 
La Camera cinese di Commercio per le importazioni e le esportazioni tessili domandera' ad esperti e imprese di studiare la posizione indiana al fine di confutarla, ha detto un responsabile dell'associazione.
Le autorita' indiane hanno imposto alle imprese cinesi sette dazi doganali provvisori che variano dal 57 al 108%. "I dazi doganali sono piu' elevati di quanto si prevedesse" ha detto il responsabile citato dal China Daily.
Vendere a un prezzo inferiore al valore normale e causare danni a un settore sono due criteri che permettono di vedere si vi e' effettivamente un caso di dumping.
L'india ha rifiutato di applicare con le imprese cinesi coinvolte i principi dell'economia di mercato, ossia i costi di produzione di un terzo paese, e non quelli presentati dalle imprese cinesi, che sono utilizzati per calcolare il valore normale.
Le imprese cinesi sperano di provare il fatto di non nuocere alle imprese indiane.
La questione, che e' cominciata circa un anno fa, implica 100 esportatori cinesi e 180 milioni di dollari di prodotti. Tra le imprese, figurano circa il 30% dei principali esportatori di seta che rappresentano almeno l'80% delle esportazioni cinesi di seta verso l'india.