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Dizionario INGLESE - CINESE

 

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Islam in Cina

 

Nell'immaginario popolare la Cina viene spesso dipinta come una società omogenea da un punto di vista etnico, sociale e politico, idea che il governo di Pechino ha fortemente contribuito a perpetrare nel tempo. Ad ogni modo questo pregiudizio si sta velocemente sgretolando grazie anche all'apertura dei confini cinesi. Non vengono esclusi da questa nuova tendenza neppure i 20 milioni di musulmani che vivono in Cina, molti dei quali si trovano nel cuore dei futuri centri economici del paese.

L'Islam vanta una presenza significativa in Cina già dall'ottavo secolo quando i mercanti arabi e persiani cominciarono a visitare e a stanziarsi lungo nelle comunità sulla costa. L'afflusso di immigrati musulmani aumentò notevolmente tra il XIII e il XIV secolo, quando la dinastia Mongola utilizzò molti burocrati. soldati e uomini d'affari islamici in luogo dei cinesi. La città di Dali nella provincia meridionale dello Yunnan ebbe un governo islamico attorno al 1274 e al giorno d'oggi rimane un importante centro musulmano dell'etnia Hui. Il matrimonio interrazziale tra immigrati islamici e e cinesi Han ha portato ad una superficiale sinizzazione: l'uso del mandarino, la moda e anche lo stile architettonico delle moschee costruite sulla flasariga delle pagode sono stati assimilati dagli Hui senza grossi problemi. In ogni caso i discendenti di questi primi immigrati vengono tuttora considerati stranieri dagli altri cinesi. Gli Hui sono una delle minoranze più numerose con una popolazione attorno ai 7 milioni.

Sebbene comunità Hui si possano trovare un pò ovunque in Cina, i restanti 13 milioni di musulmani sono divisi in un gruppo indo- europeo ed in otto gruppi di origine turca stanziati prevalentemente nelle regioni nord occidentali, in particolare nello Xingjiang. Il più importante e numeroso è quello degli Uiguri. A differenza degli Hui, queste etnie preferiscono evitare elementi dell'Islam cinese, che focalizza la propria attenzione sulla meditazione personale e sulla venerazione dei santi, per seguire un modello più vicino alle correnti islamiche del resto del mondo. La maggior parte di loro vive divisa dal resto della popolazione cinese, preservando un'identità basata su affiliazioni religiose e su origine etniche - una separazione che ha costantemente spinto questi popoli verso una marcata autonomia.
Il governo cinese continua a portare avanti un programma che tende a scoraggiare e a sopprimere l'identità etnica e lo spirito separatista, seguendo una linea politica già provata, con molta efficacia, nel Tibet. Inevitabilmente, con l'espandersi delle rotte commerciali verso occidente, la provincia dello Xingjiang giocherà un ruolo sempre più importante nel futuro economico del paese e di conseguenza la popolazione musulmana riallaccerà i contatti, fino ad adesso tenui e sporadici, con il resto del mondo islamico.

Robert Ross
Foto: Paul Banks


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