Login
Registrati

Chi siamo
关于 cinaoggi
Contattaci
Pubblicità su Cina Oggi
Google
 
Web www.cinaoggi.it
 

Dizionario INGLESE - CINESE

 

Creative Commons License
CinaOggi è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

network

a

a

 

 

 

 
Geografia > Divisioni Amministrative > Pechino > Pechino Oggi

Metropoli in evoluzione costante

Ciò che Pechino è per i cinesi, non è immediatamente comprensibile per gli occidentali. Questa città, con i suoi tremila anni di storia, rappresenta tuttora uno straordinario polo di attrazione per la Cina intera e conserva seppure semi cancellate, le tracce della sua grande influenza: è ancora la grande capitale, il luogo dove si sono forgiati e dissolti i destini di innumerevoli generazioni. Il visitatore che può pensare di poter rivivere pienamente il passato di Pechino, la Pechino di Kublai Khan come quella relativamente più recente dei Ming, resterebbe deluso: questa città è stata distrutta e ricostruita così tante volte che è difficile riconoscere le vestigia più antiche. E oggi
esattamente come le accadde in passato, è al punto di veder cancellata una parte della propria memoria per vederla sostituita con un grande, ambiziosissimo segno di modernità. Pechino nel giro di pochi anni è passata da una struttura basata sulle hutong, le labirintiche stradine che ne costituivano l'ossatura, all'aspetto ipermoderno di oggi, fatto di grattacieli in vetro e acciaio, strade a otto corsie e gru in perenne movimento.

Forse a motivo delle sue virtù turistiche il complesso di vicoli e stradine che si dirama dal lago Shi Sha Hou Hai è stato risparmiato, questo costituisce uno dei distretti più affascinanti di tutta Pechino. Nonostante l'area sorga nel cuore della capitale, si ha la sensazione di trovarsi in un villaggio, molto lontano dal caos frenetico del resto della città. Qui la vita scorre secondo i canoni lenti e confortanti della tradizione: l'assedio che la modernità ha portato al passato della Cina non è ancora cominciato. Sfortunatamente lo scotto da pagare per questi velocissimi cambiamenti è assai pesante: alla perdita di interi vecchi quartieri, affascinanti con il loro sapore di antico, si aggiunge la ben più drammatica distruzione di un reticolo di relazioni umane e commerciali che alla vita di quartiere era legato. La scomparsa delle casette ad un piano addossate le une alle altre e dei cortili rettangolari chiamati Siheyuan significa soprattutto la scomparsa di tutte quelle microstorie e possibilità lavorative che a questi luoghi erano legate. Gli hutong corrono l'oggettivo rischio di sparire, ingoiati dalla speculazione edilizia e dai nuovi stili di
vita. Queste vie costruite secondo i precetti del Feng Shui, la dottrina che mette in relazione le geometrie della città con quelle del cosmo, sono un dedalo brulicante di vita.
Il piano di modernizzazione ha inevitabilmente raggiunto anche il quartiere che si sviluppa lungo la via Niujie, la via dei buoi, popolato in maggioranza dagli Huizu di religione musulmana. Qui sorge la più antica moschea della città, un tempio dalla bizzarra architettura che mescola elementi arabi e cinesi in modi inestricabili. Zone come questa, forse anche a causa della loro diversità culturale, sono le vittime predilette del processo di modernizzazione.
Ruspe e bulldozer lavorano a tempo pieno, distruggono e radono al suolo, spianano la strada alla Cina del futuro, ricca, moderna e, si spera, un po' più democratica. Ma oggi, dinanzi alle incognite del futuro, si ha soltanto l'impressione di trovarsi di fronte ad un gigantesco, interminabile cantiere a cielo aperto: intere aree hanno assunto l'aspetto spettrale di zone bombardate, e i vuoti hanno finito con il dominare sui pieni. La modernizzazione imposta dall'alto ha dei costi che vanno ben al di là della semplice mutazione del tessuto urbano. A cambiare è la vita di ogni singolo cinese, ora alle prese con uno sfrenato capitalismo di stato e con l'erosione del sistema culturale tradizionale che, seppure imperfetto e già impoverito nei suoi contenuti, pure garantiva una certa continuità. La Cina sta vivendo un periodo di forte trasformazione e rinnovamento su tutti i campi, da quello economico a quello sociale, e sperimenta anche nuove forme di liberalizzazione. Questi cambiamenti influenzano in modi sempre più tangibili la vita culturale, specialmente quelle dei giovani, che hanno d'un tratto scoperto splendori e miserie occidentali. Se il consumismo sembra essere divenuta la malattia di un'intera generazione, pure lo scontro-incontro con la cultura occidentale ha dato frutti importanti. Un numero sempre maggiore di giovani intellettuali sente il bisogno di commentare e interpretare quest'epoca di drastici mutamenti e transizioni.

Previous Next