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AIDS IN CINA
Malati di Aids agli arresti domiciliari
14 marzo 2006 - Peacereporter - Human rights watch ha denunciato che in Cina, nella provincia dello Henan, decine di malati di Aids sono stati messi agli arresti domiciliari. Lo scopo è quello di impedire loro di incontrare i deputati dell'Assemblea Nazionale del Popolo, afferma l'organizzazione umanitaria. Nella provincia, a causa delle donazioni di sangue promosse dal governo locale, migliaia di persone sono malate di Aids.
Scoperto gene collegato all'avanzamento rapido dell'Hiv
21 febbraio 2006 - Peacereporter - I ricercatori cinesi hanno individuato un gene umano che potrebbe spiegare perché alcuni pazienti sieropositivi cinesi sviluppano la malattia più velocemente di altri. Mentre il 95% della popolazione sieropositiva contrae l'Aids in 8-10 anni, il restante 5% non mostra sintomi per almeno 10 anni. Ricerche europee e statunitensi hanno mostrato che un gene chiamato HLA-Bw4 potrebbe potreggere queste persone dal contrarre l'Aids. Invece, una squadra guidata dal dottor Li Taisheng, ha scoperto un gene analogo chiamato HLA-Bw6 ma con effetti contrari, che favorisce la progressione dell'Aids nella popolazione cinese.
CINA: NUOVE REGOLE E LINEE-GUIDA SULL’AIDS
14 febbraio 2006 - La Cina ha emesso ieri la prima normativa dettagliata sull'Aids, che abolisce le discriminazioni contro i malati e chiede alle autorità locali di fornire gratis test Hiv e cure. Secondo delle stime recenti, il numero dei malati o sieropositivi in Cina sarebbe sceso da 840mila a 650mila, tuttavia gli esperti internazionali avvertono che la sindrome da immunodeficienza acquisita potrebbe diffondersi ancora, per ignoranza, per paura o perché si è troppo poveri per sostenere le spese dele cure. Infatti, secondo il programma delle Nazioni Unite UNAIDS, se non si prenderanno forti misure preventive il numero degli infettati nel 2010 in Cina sarà di 10 milioni. La nuove linee-guida sono state approvate dal governo e firmate dal primo ministro Wen Jiabao, che nel 2003 è stato il primo alto responsabile cinese a stringere pubblicamente la mano a malati di Aids e a visitare alcuni villaggi della provincia dello Henan (Cina centrale) dove migliaia di persone sono rimaste contagiate dopo donazioni di sangue in cliniche dalle condizioni igieniche carenti. In base alle nuove linee-guida nessuna organizzazione o individuo potrà discriminare pazienti o loro familiari, e i malati avranno diritto a essere curati gratis. Tuttavia, secondo Hu Jia, attivista per la lotta all'Aids, la nuova normativa - che entrerà in vigore il primo marzo prossimo - non fa altro che raggruppare in un corpo unico le norme vigenti. “Il problema in Cina non è la mancanza di leggi, ma che queste leggi siano applicate dai governi locali”, ha sottolineato Hu. Le linee-guida prescrivono la diffusione delle informazioni su come evitare la trasmissione del virus, sulle terapie gratis e sulle agevolazioni scolastiche per i bambini rimasti orfani per l'Aids. Sono previste sanzioni per qualsiasi funzionario che contribuisca alla diffusione del virus. Sarà, inoltre, illegale rivelare l'identità dei contagiati e delle loro famiglie.
Ylenia Rosati
La Cina inizia le sperimentazioni contro il virus dell'HIV
13 marzo 2005 - Pechino - L'agenzia di stampa Xinhua riferisce che la Cina ha cominciato a sperimentare il suo vaccino contro il virus HIV sull'uomo. Sabato, un ragazzo di vent'anni è stato il primo volontario a ricevere il vaccino. Altri sette, tra cui quattro donne, lo seguiranno nei prossimi giorni. L'esperimento è suddiviso in tre passaggi, durante i quali ad una cinquantina di persone sarà somministrato il nuovo vaccino. La prima fase, sulla quale non si hanno dettagli, durerà 14 mesi.
Giornata mondiale dell'aids
Pechino - 1 dicembre 2004 - Per la giornata
mondiale dell'Aids il presidente Hu Jintao si è recato
in visita all’ospedale Youan di Pechino dove ha fatto visita
ad alcuni malati. Il leader cinese poi si è rivolto alla
comunità chiedendo affinché non venga attuata alcuna
forma di discriminazione verso questi malati. Ha poi aggiunto
che le cure dovrebbero essere pagate dal governo ed ha incoraggiato
la comunità scientifica spronandola ad effettuare nuovi
passi avanti per debellare questo flagello.
La situazione del contagio del virus HIV in Cina è drammatica,
soprattutto a causa dei ritardi accumulati da Pechino, che ha
negato questo problema fino a due anni fa. Sarebbero oltre 1 milione
i casi di contagio accertati, dovuti per lo più a trasfusioni
di sangue infetto (che continuano ad avvenire anche adesso in
alcune province, dove non sono state ancora prese serie contromisure
per cercare di fermare questa malattia), o a completa ignoranza
sulle più elementari forme di profilassi. Come abbiamo
riportato recentemente anche una mentalità conservatrice
e perbenista non facilita le poche campagne di prevenzione.
Fermata la distribuzione di profilattici in
alcune università
Pechino - 25 novembre 2004 - La nuova campagna
preventiva di distribuzione gratuita di profilattici è
stata sospesa dalle autorità delle due principali università
di Pechino (Peking University, Tsinghua University) che hanno
definito inaccettabile l'iniziativa. Secondo le autorità
universitarie, dimostrando anche molto poco senso del realismo,
l'Aids si sconfiggerebbe guidando moralmente gli studenti, e non
incentivando il sesso prematrimoniale. La Bbc definisce questa
decisione come un segno di quanto i tabù derivati dalla
tradizione e la burocrazia possano arrestare i lavori per la prevenzione
dell'Aids, che in Cina sono ancora molto indietro. Secondo una
recente indagine, oltre il 40% degli intervistati non sarebbe
in grado di indicare un solo metodo di prevenzione dell'Aids.
Oramai le persone che hanno contratto il virus dell'Aids sono
oltre un milione in Cina. Molte di queste lo hanno contratto attraverso
rapporti sessuali, molte altre invece, specie in alcune regioni
come lo Hunan, lo hanno ricevuto tramite le trasfusioni di sangue.
Prevenzione e cura dell'AIDS
Pechino - 10 ottobre
- Xinhua annuncia che la capitale cinese è intenzionata
a rifornire nei maggiori hotel, bar, università e centri
commerciali distributori automatici di preservativi. I distributori
venderanno i profilattici al costo di 1 yuan al pezzo. Saranno
circa 1000 le macchinette che verranno sparse nella città,
già provvista di 1.700 distributori, di cui alcuni sono
vuoti o non funzionanti. Guan Baoying, funzionario dell'ufficio
sanitario, conferma l'imminente riparazione di quelle guaste,
mentre un funzionario del centro di prevenzione e controllo delle
malattie di Pechino garantisce in merito alla loro qualità.
La decisione è stata presa dal governo cinese per bloccare
la crescita dell'Aids in Cina, dove sono presenti già 840.000
casi di Hiv e Aids. Il ministero della Salute riferisce che circa
2300 dei malati di Aids cinesi vengono curati con le erbe mediche
tradizionali. Queste cure vengono date gratuitamente nelle provincie
di Henan, Hebei ed in altre tre, poiché i pazienti non
hanno riscontrato miglioramenti con la medicina occidentale, ma
solo effetti collaterali. Il ministro non ha specificato però
ne' i sintomi indesidetati e neppure quali erbe vengano somministrate
a tali pazienti. 9000 pazienti malati nello Henan ricevono cure
con medicine occidentali mentre 1.812 soffrono a causa degli effetti
collaterali. In una conferenza stampa She Jing, vice ministro
della salute e direttore della amministrazione statale delle medicina
tradizionale cinese ha detto che le cure con le erbe migliorano
la qualità della vita abbassando i costi ed evitano eventuali
effetti collaterali.
La Cina inasprisce la guerra contro
la droga
Pechino - 25 agosto - Il governo di Pechino ha lanciato una nuova
campagna che durerà fino a dicembre contro l'uso di droghe,
in special modo nelle discoteche e nei karaoke. L'ice, una droga
sintetica a base di metamfetamine, particolarmente diffusa in
Aisa, e l'ecstasy sono il maggior problema, in quanto sono in
costante aumento le persone che ne fanno uso soprattutto nelle
aree urbane. Anche i centri urbani più piccoli e le campagne
ormai non sembrano esserne immuni. Dall'inizio di Luglio sono
state arrestati oltre 5000 spacciatori e confiscati 5000 kg di
droga.
AGHI INFETTI CAUSANO LA MORTE DI 390.000 PERSONE
PECHINO - 6 agosto 2004 - fonte: Ansa - Secondo
il Ministero della Sanità cinese, l’uso inappropriato
di siringhe ha causato la morte di 390 mila persone. Spesso iniezioni
fatte senza cambiare l’ago o non seguendo le più
basilari norme igieniche hanno causato la diffusione di malattie
serie, quali l’Aids e l’epatite B.
Il Ministero non ha specificato in quale arco di tempo siano avvenuti
questi decessi.
Ogni anno i cinesi spendono 27miliardi di
renminbi in droga.
Sanya - 5 marzo 2004 - fonte: Nan guo du shi
bao - In Cina, il consumo incrociato di droghe quali eroina, ecxtasi,
derivati della canapa e psicofarmaci e' ormai ampiamente diffuso.
Calcolando che ogni giorno un tossicodipendente consuma una quantita'
di eroina pari a circa 0,3 grammi e che in tutta la Cina vi sono
circa 740mila tossicodipendenti, ne deriva che in tutto il Paese
si spendono annualmente circa 27miliardi di renminbi.
Dal 1990 ad ora, sono morte per droga circa 390mila persone. Secondo
le stime del Ministero della Salute cinese, vi sono in Cina circa
840mila malati di AIDS e tra i malati e i sieropositivi, circa
il 55,3% ha contratto il virus tramite iniezioni venose.
Nuovo provvedimento della provincia del Zhejiang:
i malati di AIDS e i sieropositivi godranno di un'assicurazione
medica
Sanya - 5 marzo 2004 - fonte: Nan guo du shi
bao - A partire dal 1marzo 2004,le spese mediche per i malati
di AIDS e i sieropositivi saranno comprese nell'assicurazione
medica di base.
Con un provvedimento ufficiale promulgato il 1 marzo 2004, si
stabilisce che per tutti i malati di AIDS e i sieropositivi che
gia' godono di un'assicurazione medica di base, le spese relative
alla diagnosi e alla cura saranno comprese nell'assicurazione
medica stessa.
Ci si propone inoltre di proteggere la privacy dei malati e dei
sieropositivi, vietando la trasmissione dei dati personali (nome,
indirizzo, posto di lavoro e diagnosi), nonche' di provvedere
alla prevenzione, alla cura e alla ricerca scientifica.
Il 17% dei cinesi non ha mai sentito parlare
dell'HIV
4 febbraio 2003 - Una recenta inchiesta avrebbe
dimostrato che, in Cina, qualcosa come il 17% della popolazione
non abbia mai sentito parlare del virus dell'AIDS, che in questi
ultimi anni ha cominciato drammaticamente a mietere vittime nella
più grande nazione dell'estremo oriente, a dimostrazione
che solo nell'ultimo triennio Pechino ha cominciato ad interessarsi
seriamente al problema, e non ad inutilmente negarlo o sottovalutarlo,
come faceva in precedenza. Questo ritardo di intervento potrebbe
risultare fatale. Se difatti adesso le stime ufficiali più
ottimistiche parlano di poco meno di un milione di sieropositivi
in Cina, entro il 2010 i casi dovrebbero impennarsi a circa dieci
milioni, se non si prenderanno adeguate misure di controllo e
soprattutto di prevenzione. I risultati dell'indagine, pubblicati
sul sito AIDScience.org, sono stati condotti nel dicembre del
2000, in un campione di 7000 persone tra i 15 e i 49 anni. Di
quelli che ne avevano sentito parlare, un 73% non sapeva che L'HIV
fosse un virus. Tra i più informati, cioè coloro
che erano a conoscenza che l'HIV è un virus trasmettibile,
il 22% invece ignorava quali potessero essere i potenziali veicoli
di trasmissione, come ad esempio i rapporti sessuali, mentre il
68% lo sapeva. I meno informati risultavano essere le classi povere
della campagna, soprattutto contadini e donne.
Si prevedono oltre 1 milione di casi di persone
infette da AIDS entro la fine dell'anno
9 settembre 2002 - Il ministro della Sanità
cinese ha ufficialmente annunciato che in Cina entro la fine dell'anno
si conteranno 1 milione di persone infette dal virus HIV e il
numero è destinato a crescere pericolosamente fino ad arrivare
entro la fine della decade alla soglia delle 10 milioni di unità
infettate, se il governo non deciderà di correre ai ripari.Sebbene
già nel 1985 fu segnalato in Cina il primo caso di Aids
il governo per anni ha negato l'esistenza del problema, favorendo
quindi involontariamente il diffondersi della malattia. Basandosi
su informazioni fornite dalle autorità locali e da vari
centri di ricerca governativi, Pechino ha stimato che in Cina
c'erano circa 850.000 persone infette alla fine dell'anno passato.
Circa il 68% dei casi era dovuto a contaminazione per scambio
di aghi infetti.
La prima cura contro l' AIDS made in China
sul mercato
Pechino - 2 Settembre 2002 - Kedu, questo
il nome del nuovo farmaco cinese per la cura contro l' AIDS h
in vendita sugli scaffali delle farmacie di tuttaq la Cina. Il
farmaco h prodotto dalla Northeast China Pharmaceuticals Group
Company, un' imitazione legale dell' AZT, il medicinale piy effettivo
nella lotta all' AIDS, do produzione americana. Secondo fonti
cinesi i casi di HIV in Cina sarebbero 850.000.
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