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Ice Point, famosa rivista cinese, chiude i battenti
 
31 Gennaio 2006 - Ice Point, settimanale dipendente dal famoso periodico China Youth Daily di Pechino, è stato costretto a chiudere i battenti dopo ben 11 anni di lavoro. Secondo una fonte anonima, la sua chiusura avrebbe a che fare con un articolo pubblicato da Yuan Weishi, Professore di filosofia presso l’università Sun Yat-Sen nella provincia del Guangdong (Cina meridionale), titolato “Modernizzazione e testi di storia” in cui discuteva dell’influenza dei testi didattici sull’ideologia dell’attuale gioventù cinese. Il 25 gennaio – data della messa al bando del settimanale - il caporedattore Li Datong ha pubblicamente espresso il suo disaccordo e ha sottolineato che la decisione è stata presa direttamente dal Dipartimento di Propaganda del Comitato Centrale proprio a cuasa dell’articolo del Prof. Yuan. Ma il Dipartimento di Propaganda non si è limitato solo a questo, avrebbe, infatti, anche criticato il caporedattore Li imponendogli una “punizione finanziaria”. I problemi della società cinese di oggi dipenderebbero, secondo il Prof. Yuan, da quello che lui definisce il “latte di lupa”. “Si tratta dell’ideologia che il PCC vuole trasmettere alla gente attraverso i libri di storia impedendogli, così, di verificare la storia vera”, sottolinea Yuan. Secondo alcuni intellettuali di Pechino, il PCC avrebbe continuato il suo lavoro d’indottrinamento proprio come un tempo per imporre quella che è la sua visione storica. La sera del 24 Li Datong avrebbe anche scritto un messaggio di addio ai suoi colleghi sul suo blog che, non molto dopo, è stato rimosso. Secondo gli analisti il PCC starebbe rafforzando il suo controllo su media, internet, Ong ed intellettuali per prevenire una “rivoluzione”che teme un giorno possa verificarsi. Ice Point è stato accusato di aver “offeso” le autorità del PCC attraverso la pubblicazione di report sui problemi sociali e sulla corruzione del sistema. Il destino di Ice Point è stato condiviso da molti altri media cinesi che, nel loro tentativo di svelare il “lato oscuro” della società, sono caduti sotto i colpi del Partito. Tra i casi più famosi ricordiamo: il Southern China Metropolitan, il Beijing News, l’Economic Observer, lo Henan Business Daily, lo Shenzhen Legal Daily, il People's Magazine, tutti giornali che hanno o cambiato nome o interrotto definitivamente la pubblicazione.

Epoch Times, 31/01/2006, Li Dan
Ylenia Rosati