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La Corte di Tokyo conferma il verdetto circa i lavoratori forzati della Seconda Guerra Mondiale

18 giugno 2006 - La Corte Suprema di Tokyo ha confermato venerdi' la decisione di una corte di livello inferiore che rifiutava la causa intentata da un gruppo di cinesi contro il governo giapponese e 10 compagnie che avevano forzatamente portato questi in Giappone per usarli come lavoratori schiavi durante la Seconda Guerra mondiale.
Il numero di imputati e' il piu' grande tra tutte le precedenti cause intentate dalla parte cinese, ha detto Kang Jian, un avvocato famoso per prendere questi casi sotto la sua tutela. La causa iniziata nel 1997 per conto di 42 cinesi, di cui solamente circa la meta' e' ancora viva, e' stata supportata poi anche dai parenti delle persone defunte raggiungendo il numero di 80 persone, ha detto Kang.
Nel marzo 2003 la Corte del Distretto di Tokyo aveva respinto la causa dicendo che non vi sono i diritti per reclamare un indennizzo basandosi su una condizione del Codice Civile che fissa lo stato di prescrizione a venti anni. "La sentenza di venerdi' ha usufruito della stessa scusa; in ogni caso ha dato atto che il Giappone ha sistematicamente usato lavoratori forzati durante la guerra" ha detto Kang aggiungendo che l'ammissione progredisce.
In ogni caso i suoi clienti faranno appello. "La sentenza di oggi e' stata estremamente ingiusta" ha detto Lou Qinghai ai reporter. Lou, di 78 anni, venne portato in Giappone con la forza e fatto lavorare in una cava nel nord ovest del paese.
Gli imputati di questo caso sono lo stato del Giappone e altre dieci compagnie: Hazama Corp, Nishimatsu Construction Co, Tekken Corp, Nittetsu Mining Co, Japan Energy Corp, Furukawa Co, Ube Industries Ltd, Dowa Mining Co, Tobishima Corp e la Mitsubishi Materials Corp.
Coloro che hanno fatto causa vennero catturati dai militari giapponesi negli anni 1944-45 e mandati a lavorare in condizione pericolose soprattutto nel settore delle costruzioni e dell'estrazione mineraria.
Hanno richiesto un totale di 847.5 milioni di yen (7.25 milioni di US$) come indennizzo. Kang ha detto che nei 14 casi degli ultimi dieci anni, la parte cinese non ha mai ricevuto alcun indennizzo. Il Giappone trasporto' piu' di 800,000 persone dalla Cina e da altri paesi dell'Asia in Giappone a lavorare nelle miniere di carbone e nei porti durante il secolo scorso. Centinaia di migliaia di persone vennero forzate al servizio militare o a forme di schiavitu' sessuale per le truppe giapponesi. Tokyo ha rifiutato di pagare le indennita' affermando che la questione venne regolata negli accordi bilaterali tra i governi nei trattati di pace.

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