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Il ministero cinese degli Affari Esteri rifiuta il rapporto annuale di una organizzazione religiosa americana sulla situazione delle religioni in Cina

8 maggio 2006 - Liu Jianchao, portavoce del ministero cinese degli Affari Esteri, ha rifiutato sabato 6 maggio a Beijing (Pechino) le accuse riportate dal rapporto annuale di una organizzazione religiosa americana sulla situazione delle religioni in Cina, indicando che nel rapporto sono presenti pregiudizi e ignoranza. La United States Commission on International Religious Freedom ha attaccato per l'ennesima volta la situazione religiosa in Cina e in altri paesi in via di sviluppo nel suo rapporto annuale del 2006. In risposta a una domanda concernente il rapporto, Liu ha detto che la parte di questo rapporto dedicato alla Cina è basato su dati ufficiosi e che questa organizzazione tenta anche di diffondere il culto della setta del Falungong. "Questo non mostra che l'ignoranza e i pregiudizi di questa organizzazione" ha sottolineato. In virtù delle leggi cinesi inerenti, il governo cinese protegge la libertà di credo religioso del suo popolo, e il popolo cinese gode di piena libertà di credo religioso, ha detto Liu, sottolineando che le interferenze di questa organizzazione con gli affari interni cinesi e le sue attività che mirano a sabotare le relazioni sino-americane sotto il pretesto dalla libertà religiosa sono destinate al fallimento. La Cina ha domandato a questa organizzazione di non interferire oltre negli affari interni di altri paesi, al fine di evitare di rovinare la propria reputazione e lo sviluppo delle relazioni tra gli Stati Uniti e altre nazioni, nonchè le relazioni della stessa organizzzazione con terzi.

Fonte: xinhuanet