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Da contadini a consumatori

8 marzo 2006 - Pechino vuole favorire la crescita delle campagne per creare nuovi consumatori

di Marco Pavan

(Peacereporter) Le campagne cinesi, grandi sconfitte del boom economico, presto potrebbero beneficiare di agevolazioni fiscali e aiuti economici decisi dal governo centrale. Il 5 marzo si è aperto a Pechino il quarto Congresso nazionale del popolo dove verrà discusso il piano che prevede un aumento degli investimenti nell’educazione, nella sanità e nella costruzione di strade e infrastrutture nelle aree rurali, con lo scopo di diminuire gli squilibri che vi sono tra città e campagne nella distribuzione della ricchezza.
Contraddizioni. "Le montagne sono alte e l’imperatore è lontano". Così recita un proverbio cinese, scettico sull'efficienza statale. Ma forse questa volta i 750 milioni di contadini, due terzi della popolazione cinese, scopriranno che lo Stato può anche essere efficiente, se vuole. Il nuovo progetto di sviluppo per le campagne dovrebbe portare all'aumento del potere d’acquisto dei contadini, passando per il miglioramento delle condizioni di vita e l'aumento dei salari. Un passo iniziale è stato fatto il primo gennaio di quest'anno con la soppressione dell'imposta agricola, ma i contadini continuano a far parte della fascia più povera della popolazione, con un reddito annuo tre volte inferiore a quello degli abitanti delle città. Parecchie sono le cause di questa situazione, tra cui la politica del figlio unico, lanciata nel 1979, che impedisce ai contadini di poter contare sui figli per vivere una vecchiaia dignitosa. Paradossalmente, mentre l'economia cresce, la forbice tra aree rurali e cittadine si allarga. L'urbanizzazione e l'industrializzazione divorano i terreni agricoli, che vengono acquistati per un tozzo di pane dai contadini, ai quali non è riconosciuto del tutto il diritto alla proprietà.

Nuovi consumatori. Il consumo interno delle merci prodotte nel Paese rappresenta il 39 percento del Pil nel 2005, contro il 46 percento del 1995. E i contadini (che sono la maggioranza della popolazione) contribuiscono ai consumi interni solo per il 32,9 percento. Il colosso asiatico è quindi fortemente dipendente dalle esportazioni e le politiche protezionistiche messe in atto da alcuni Paesi occidentali possono mettere in difficoltà l'industria cinese, che non saprebbe come smaltire le eccedenze. Ecco, quindi, che i contadini assumono un nuovo fondamentale ruolo. L’aumento della ricchezza nelle campagne e il miglioramento del tenore di vita servirà a far decrescere la dipendenza del Paese dalle vendite all'estero. Cavallo di battaglia delle politiche del presidente Hu Jintao e del premier Wen Jiabao è la rivitalizzazione delle aree rurali per porre rimedio a una crescita squilibrata.

Motivazioni economiche. Andy Xie, economista di Morgan Stanley, ha affermato che "è nell'interesse della Cina cambiare il modello di sviluppo prima che le tensioni causino una crisi economica". L'attuale modello fondato sull'esportazione e gli investimenti esteri potrebbe essere portato al proprio limite per le frizioni interne causate dalle ineguaglianze e per il successo commerciale cinese all'estero. Quindi l'eliminazione delle disuguaglianze sarà un punto fondamentale per le politiche dei prossimi cinque anni.