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Cina, niente Internet per i minorenni?

1 novembre 2006 - Pechino lavora su un metodo per tenere i minorenni alla larga dalla Rete. La moda assai diffusa degli Internet café e dei giochi online rappresenterebbe un rischio per la formazione scolastica dei minori

Pechino - Internet non va soltanto censurata e sfoltita delle informazioni proibite: secondo il governo cinese, la Rete provoca dipendenza ed i minorenni vanno tenuti alla larga dai punti d'accesso pubblici. I legislatori della Repubblica Popolare stanno infatti progettando un metodo per limitare l'accesso dei minorenni ai popolarissimi Internet café, sparsi per tutto il territorio cinese e frequentatissimi da ragazze e ragazzi appena adolescenti.

"Gli Internet café sono diventati dei luoghi equivoci", hanno detto alcuni rappresentanti del governo centrale di Pechino, "e se questi posti non esistessero, gli studenti potrebbero concentrarsi con più attenzione nello studio". Il rischio paventato da alcuni alti funzionari del Comitato Centrale cinese è che le giovani generazioni sviluppino una vera e propria condizione psicologica estremamente rischiosa, che porterebbe a spendere troppo tempo di fronte ad un monitor.

In qualsiasi Internet café cinese è possibile vedere ragazzi giovanissimi inchiodati al monitor persino nelle ore notturne, completamente assorti da servizi online di chat e gaming multigiocatore. Da qui è nata la proposta, secondo l'agenzia stampa di stato Xinhua, di proibire tassativamente l'ingresso dei minorenni agli Internet café. Le autorità cinesi hanno spesso posto i sigilli a migliaia di Internet café non considerati in regola, per via di alcune norme in vigore che vietano l'uso di videogiochi proibiti.

I ricercatori cinesi che si occupano di psicologia ed informatica sono stati richiamati dal Partito Comunista affinché sviluppino "tecnologie preventive per limitare i rischi di dipendenza da Internet": secondo le fonti ufficiali, la Cina vorrebbe addirittura un sistema informatico nazionale che "stacchi la spina" degli Internet café ad una determinata ora.

Tuttavia non mancano voci contrarie a queste proposte. Il parere di alcuni legislatori è che sia praticamente impossibile annullare il richiamo che Internet esercita sui giovani. Anche perché, come ha specificato il membro del Comitato Ye Rutang, "evitare che i giovani vadano su Internet" significherebbe mettere i bastoni tra le ruote "ai futuri talenti delle tecnologie digitali".

Tommaso Lombardi

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