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Corsi di golf presto obbligatori presso alcune università cinesi

24 ottobre 2006 - Il presidente dell’Università di Xiamen (Cina sud-occidentale) ha dichiarato tempo fa che suo obiettivo primario è “produrre un’elite con la migliore istruzione sul mercato”.
Il golf, un tempo fortemente disapprovato dal Partito Comunista Cinese, sembra in questi ultimi anni essersi conquistato un posto d’eccezione presso la nuova borghesia cinese.
Qualcuno ha criticato l’Università di Xiamen accusandola di “volgare classismo”, riferiscono i media statali. Zhu Chongshi, presidente dell’Università in questione, ha annunciato che nei prossimi due mesi i corsi di golf saranno aperti a tutti gli studenti, e resi addirittura “obbligatori” per i laureandi in management, legge, economia e ingegneria informatica, riporta il quotidiano China Daily.
“Il golf non è solo un buon esercizio fisico, ma serve anche a migliorare le capacità comunicative degli studenti, un investimento per le loro carriere future”, sottolinea Zhu Chongshi.
Ma il fenomeno del golf va ben oltre in Cina.
Ogni settimana, Rose Lei porta sua figlia, Angelina, 5 anni, ad un corso di golf individuale. Il costo si aggira intorno ai 200 dollari l’ora e l’insegnante è rigorosamente straniero, scozzese per l’esattezza. La signora Lei, 35 anni, ex esperta di tecnologia informatica nonché moglie di un pubblicitario, fa parte di quella generazione di genitori benestanti che stanno pensando a come assicurare ai loro figli un posto nell’emergente elite sociale cinese.
Una generazione fa, quando il popolo cinese indossava ancora abiti monocromi e arricchirsi era considerato illegale, l’unica via per il successo consisteva nell’entrare a far parte della Lega della Gioventù del Partito Comunista o frequentare una delle migliori università. Ora la corsa al successo inizia molto prima, con una nuova enfasi non tanto sull’ideologia quanto sulle capacità e sulle esperienze di cui i bambini avranno bisogno nella “vita elitaria” che si prevede condurranno in futuro.
Oltre al golf, sempre più popolare in Cina, i genitori abbienti stanno segnando i propri figli a corsi di ogni genere, dal balletto a lezioni private di musica, dall’equitazione e lo scii al polo.
Questo interesse, quasi ossessivo, di costruirsi uno stile di vita “elitario” non rispecchia solo la preoccupazione dei genitori per il futuro dei figli, ma anche un generale senso di insicurezza sociale tra i “nouveau riches” cinesi.
“Questa gente è sì ricca economicamente, ma manca di buone maniere. Non è orgogliosa della propria reputazione, e se ne accorge soprattutto all’estero”, sostiene Wang Lianyi, esperto di studi culturali comparativi presso l’Accademia Cinese delle Scienze Sociali (CASS), a Pechino. Da qui il desiderio di molti genitori di segnare i figli a corsi che si ripromettono di trasformarli in veri gentiluomini e gentildonne secondo la migliore tradizione occidentale. Il migliore tra questi programmi ad hoc è quello inventato da una giapponese, June Yamada, per il costo di ben 900 dollari per due settimane, incluso un breve soggiorno presso un hotel a 5 stelle.
Secondo il programma, i ragazzi devono abituarsi a fare il bagno prima di cena, prendere il tè nel pomeriggio, indossare abiti formali e imparare di nuovo a camminare, mangiare, ballare nonché stabilire rapporti con il sesso opposto.
È difficile stimare esattamente quanti cinesi oggi abbiano tutti questi soldi da investire sui figli, ma dei sondaggi recenti hanno dimostrato che il numero è sicuramente in aumento.
FasTracKids, una sorta di doposcuola per bambini di 4-5 anni, ha iniziato la sua attività a Shanghai nel 2004, aprendo altri due outlet qui, un altro a Canton e ne pianifica un quinto ad Hangzhou. I corsi del doposcuola si concentrano soprattutto sulla conoscenza scientifica, il problem solving e, ciò che interessa di più ai genitori dei “piccoli nuovi ricchi”, la determinazione al successo.

YR
Fonte: China Daily

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