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Il premio Nobel giapponese Kenzaburo Oe al Monumento del Grande Massacro di Nanchino

15 settembre 2006 - Kenzaburo Oe, premio Nobel della letteratura, ha espresso l'undici settembre, durante una conferenza organizzata dall'Accademia cinese delle scienze sociali sulla sua opera letteraria, le "profonde pene" dei giovani giapponesi nei confronti della guerra portata dal Giappone alla Cina ( 1937-1945 ). " Ho organizzato con diversi amici dell'ambiente letterario un importante incontro di protesta contro la visita del primo ministro Koizumi al santuario Yasukuni, e ho tenuto un discorso intitolato -Una speranza dalla disperazione- davanti a piu' di 1300 persone" ha detto Kenzaburo Oe. Ha espresso la sua profonda inquietudine davanti al fatto che i giapponesi rifiutino di raccogliersi di fronte alla storia, e crede sia urgente informare le nuove generazioni di giapponesi che non hanno il coraggio di guardare in faccia ne' la storia ne' la realta', e che scelgono spesso di dimenticare la storia piuttosto che rifletterci. A dispetto di cio' e' ottimista circa l'avvenire delle relazioni sino-giapponesi e a proposito di cio' ha citato il grande maestro della letteratura cinese Lu Xun :"La speranza esiste come se non esistesse. E' come una strada: all'inizio, non vi e' alcuna strada, ma quando molte persone seguono le stesse tracce, le strade appaiono." Secondo Kenzaburo Oe, i romanzieri sono degli specialisti di problemi sociali. " Gli intellettuali come Lu Xun sono degli esempi per me del passaggio dalla letteratura alla societa' ", ha detto con emozione l'anziano scrittore. Si tratta delle quinta visita di Kenzaburo Oe in Cina, durante la prima, che risale agli anni sessanta, era stato ricevuto dai leader cinesi Mao Zedong, Zhou Enlai e Chen Yi. Dopo la visita a Nanjing ritornera' a Beijing per tenere un secondo discorso intitolato " Lu Xun, la Cina e me".

Fonti: China.org.cn 2006/09/14 e Xinhua News Agency September 12, 2006

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