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La Cina rifiuta il rapporto sui diritti umani redatto dagli USA

Pechino, 11 Gennaio, Il governo cinese ha rifiutato martedi' le critiche, sorte dall'osservazione sulle condizioni dei diritti umani in Cina, perche' prevenute e non veritiere.

Liu Jianchao, portavoce del Ministro degli Affari Esteri ha detto che "Le condizioni dei diritti umani in Cina hanno registrato dei reali progressi, e l'osservatorio sui diritti umani dovrebbe monitorare tali progressi senza pregiudizi,"

Ha detto che tale l'organizzazione osserva la Cina con parzialita' e che i rapporti servono propositi politici anziche' riflettere la realta'.

Lo Human Rights Watch, un gruppo con base americana, ha pubblicato il suo rapporto annuale martedi', criticando numerose nazioni, compresa la Cina, per condizioni non allineate agli standard piu' civili. Dong Yunhu, segretario generale della Compagnia Cinese per gli Studi sui Diritti Umani, ha detto che il rapporto e' completamente "infondato" e che i suoi redattori hanno una "mentalita' da guerra fredda".

Dong ha aggiunto che "questo gruppo chiude sempre un occhio circa i progressi fatti dalla Cina nella protezione dei diritti umani, non importa quanto essi siano significativi."

 Il gruppo con base a New York ha accusato al Cina di violare i diritti umani ampliamente ed in diversi settori, incusi la gestione nazionale di internet, stampa ed associazioni per gli aiuti.

Dong insiste dicendo che "il rapporto e' politicamente inspirato". "In realta', la Cina ha compiuto enormi progressi nell'ambito della salvaguardia dei diritti umani nel corso dell'anno passato."

Dong ha poi detto che "la salvaguardia dei diritti umani" e' stata inclusa nelle linee guida del piano quinquennale per lo sviluppo nazionale  (2006-2010) e che "lo sviluppo dei diritti politici individuali" e' stato messo al primo posto tra gli obiettivi della nazione per i prossimi cinque anni.

La Cina ha rottamato sistemi di tassazione agricola ormai datati, ha promesso di fornire nove anni di istruzione gratuita ed ha stretto i controlli sull'applicazione della pena di morte.

Dong ha anche difeso la supervisione governativa di internet, spiegando che la misura e' funzionale ad una migliore liberta' di espressione dei cittadini e non soffoca la liberta' di parola. Un'indagine nazionale su intenet, il cui rapporto e' stato pubblicato mercoledi', dice che dalla fine del 2006, il numero di blogger in Cina ha raggiunto i 20.8 milioni, 3.15 milioni dei quali sono autori attivi. Sia molte figure pubbliche, sia la gente comune, usano oggi internet per esprimere i loro pensieri.

 Liu Jianchao ha detto che "un Paese nuovo ha diverse condizioni di diritti umani. La Cina e' desiderosa di scambiare il suo punto di vista con quelli di altre nazioni, cio' sulle basi  dell'eguaglianza e del rispetto reciproco".


Editor: Lu Hui
Fonte originale: www.chinaview.cn

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