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Pechino vuole bloccare inchiesta spagnola su genocidio in Tibet

12 gennaio 2006 - (Peacereporter) Il governo di Pechino ha invitato quello di Madrid a bloccare l'inchiesta aperta dalla magistartura spagnola sul genocidio cinese in Tibet. Martedì la Audiencia Nacional si è dichiarata competente a indagare sulle denunce presentate dalle associazioni di appoggio al Tibet contro gli ex presidenti e premier Jiang Zemin e Li Peng. Un portavoce del ministero degli Esteri cinese, citato dall'agenzia Efe, ha detto oggi di ritenere che "il governo spagnolo e i dipartimenti collegati possano impedire, secondo la legge internazionale" che gli "indipendentisti tibetani conseguano il loro spregevole obiettivo di rompere l'amicizia fra i due paesi". Secondo il portavoce cinese la denuncia presentata è "ridicola" e rischia solo di danneggiare le buone relazioni fra i due paesi confermate da una recente visita del presidente Hu Jintao a Madrid.

Polizia entra nel monastero di Drepung per disperdere 400 monaci

1 dicembre 2005 - Il 'Centro Tibetano per i Diritti Umani e la Democrazia' ha reso noto che, il 29 novembre, la polizia è entrata nel monastero di Drepung per disperdere 400 monaci che erano seduti nel cortile del santuario. I religiosi stavano ptotestando in silenzio contro la "campagna patriottica" che i funzionari cinesi stavano conducendo dall'inizio di novembre nel monastero. Il 23 novembre i funzionari avevano cercato di far firmare ai monaci un documento che definiva il Dalai Lama "separatista", ma loro si erano rifiutati e avevano dato inizio al sit-in silenzioso. (PeaceReporter)

 

IN ITALIA NGAWANG SANGDROL, EX PRIGIONIERA POLITICA TIBETANA

10 febbraio 2005 - Ngawang Sangdrol, monaca tibetana, la prigioniera politica con la piu’ lunga condanna mai inflitta dalle autorita’ cinesi per reati di opinione, sara’ in Italia, ospite di Amnesty International e dell’Associazione Italia-Tibet, dal 14 febbraio al 5 marzo. Durante la sua permanenza in Italia, Ngawang Sangdrol salutera’ i Gruppi di Amnesty International e gli attivisti di Italia-Tibet e di varie altre associazioni che per oltre dieci anni hanno lavorato per la sua scarcerazione. Il programma prevede inoltre un’audizione presso la Commissione straordinaria per i diritti umani del Senato, incontro con enti locali e ricevimenti ufficiale da parte del Consiglio regionale del Piemonte e del Comune di Firenze (che, insieme a molti altri centri, ha conferito a Ngawang Sangdrol la cittadinanza onoraria). Imprigionata gia’ all’eta’ di 13 anni, nel 1990, per nove mesi, dal 1992 Ngawang Sangdrol ha ricevuto successive condanne per un totale di 21 anni di carcere, sempre per aver chiesto, in modo non violento, l’indipendenza del Tibet. In carcere ha sofferto per le condizioni di prigionia proibitive, per i maltrattamenti e le torture che ha subito ed ha visto morire molte compagne che hanno condiviso la sua drammatica sorte. Quella che rimane ancora oggi la piu’ lunga condanna comminata a una detenuta politica in Tibet, sarebbe terminata nel 2013. Il suo caso fu adottato da Amnesty International come simbolo della repressione non solo del popolo tibetano ma di tutti gli attivisti non violenti. Il 17 ottobre 2002 Ngawang Sangdrol e’ stata liberata. Dopo qualche mese le e’ stato consentito di curarsi negli Stati Uniti, dove vive attualmente, ospite di attivisti tibetani in esilio.

Cina critica gli Usa

Pechino - 13 Settembre 2004 - Forte opposizione da parte della Cina per la visita del Dalai Lama negli Stati Uniti. Il gesto è stato visto come un voler interferire nelle questioni interne cinesi. Il ministro degli Esteri Kong Quan in una conferenza stampa, ha dichiarato che il Dalai oltre ad essere una figura religiosa, è anche una figura politica in esilio impegnata in attività per dividere la Cina. Durante l¹incontro gli USA e il Dalai Lama hanno dichiarato di non essere favorevoli per l'indipendenza tibetana, ma di voler una maggiore autonomia per i tibetani. La Cina però si sente minacciata dall¹ influenza religiosa del Dalai Lama che potrebbe essere usata per dividere il Tibet dalla essa.

Il governo in esilio tibetano invita i propri sostenitori ad abbassare il tono della protesta

2 ottobre 2002 - Il governo tibetano in esilio durante la settimana appena trascorsa ha invitato la propria base a limitare le proteste contro Pechino, in vista di una possibile apertura verso il governo cinese, dopo le recenti visite del rappresentante tibetano a Lhasa. In una relazione del primo ministro in esilio Samdhong Rinpoche si è fatta l'esplicita richiesta ai propri sostenitori di non protestare durante la visita del presidente Jiang Zeming negli USA, che si terrà nel mese di ottobre, dimostrando così la volontà di dialogo e di riconciliazione, ma allo stesso tempo indica come scadenza per la riapertura il giugno del 2003.

Pechino ferma il dialogo con il Dalai Lama

19 settembre 2002 - La Cina nel corso della settimana scorsa ha annunciato che non vi sarà alcun cambiamento di politica nei confronti delle "attività separatiste" del Dalai Lama, invitandolo a riconoscere l'autorità del partito comunista sul Tibet e su Taiwan. Le affermazioni del portavoce del ministero degli esteri cinesi, Kong Quan, mettono dunque fine a tutte le speranze che si erano create in seguito all'incontro fra il rappresentante del Dalai Lama e alti ufficiali del governo tibetano. "Non vi sarà alcun cambiamento nella nostra politica" ha affermato Kong, "almeno finché il Dalai Lama non metterà fine alle sue attività separatiste e riconoscerà il Tibet e Taiwan parte inalienabile della Cina, e che la Repubblica Popolare Cinese è l'unico governo legittimo a rappresentare la Cina…Poi si potrà parlare con il Dalai Lama".
Queste tre condizioni sono state esposte per la prima volta nel 1997 dallo stesso presidente Jiang Zemin; se non saranno sottoscritte dal governo in esilio tibetano non sarà possibile aprire alcuna trattativa. Il Dalai Lama da Dharamsala in India, dove si trova esiliato, si era già più volte impegnato sulla parola a rispettare questi tre punti, ma Pechino aveva bollato gli impegni presi verbalmente dal Dalai Lama come inattendibili, continuando a rifiutare qualunque tipo di dialogo già dal 1993.

Ufficiali Tibetani incontrano rappresentante del Dalai Lama

17 settembre 2002 - Alti ufficiali del governo regionale del Tibet hanno incontrato una delegazione del governo Tibetano in esilio nella giornata di domenica. La notizia è stata rilasciata da Leg Qog, capo del governo della provincia. L'incontro è avvenuto con Lodi Gyaltsen Gyari, rappresentante del Dalai Lama negli USA ed è durato un' ora. Vi sono forse delle speranze che Beijing riapra un canale con il Dalai Lama e il suo governo in esilio.