|
Il presidente Hu incontra 5 presidenti africani
4 novembre 2006 - L'agenzia Xinhua ha riportato la notizia che il premier cinese Hu JIntao ha accolto questa mattina cinque presidenti di altrettante nazioni africane, giunti in Cina per un vertice di due giorni ... continua
Appello della Cina ad accellerare lo spiegamento delle Forze ONU in Libano
22 settembre 2006 - Il ministro cinese degli affari esteri, Li Zhaoxing, ha indicato giovedi' 21 settembre che la Cina spera in uno spiegamento rapido della Forza intermediaria dell'ONU in Libano e che e' pronta a inviare ancora nuove truppe in questo paese... continua
Cina - Giappone, nuovi incontri per ricucire i rapporti
2 maggio 2006 - Le relazioni diplomatiche tra Cina e Giappone oramai sono giunti ad un impasse. E’ necessario uno sforzo bilaterale per sbloccare la situazione, altrimenti il muro contro muro tra le due potenze economiche asiatiche non potrà che comportare imbarazzanti conseguenze. E su nessun delle due sponde del Mar della Cina c’è la minima intenzione di compromettere un giro economico da miliardi di dollari ... continua
INCONTRO TRA CINA E GIAPPONE PER “RIAPPACIFICARSI”
11 febbraio 2006 - Il Ministro degli affari degli esteri cinese Dai Bingguo e quello giapponese Shotaro Yachi si sono incontrati ieri a Tokyo (il primo incontro ufficiale da ottobre) per riprendere il dialogo, nonostante il raffreddamento dei rapporti dovuto alle sempre più frequenti visite del Primo ministro Junichiro Koizumi al Tempio di Yakusuni, considerato da Pechino quale il simbolo del passato militare giapponese. Come segno delle tensioni bilaterali esistenti, il Segretario di Stato giapponese Shinzo Abe giovedì ha definito “inappropriato” il commento di un funzionario cinese secondo cui i rapporti tra i vicini asiatici non miglioreranno finché Koizumi sarà Primo ministro. Dai ha incontrato giovedì il Primo ministro giapponese Taro Aso ma secondo le fonti ufficiali si sarebbero solo scambiati delle vedute in un’atmosfera “rilassata”, niente di più. Tuttavia, Tokyo intende lavorare per mantenere aperti i canali di comunicazione con la Cina. Sono previste, infatti, altre visite a Pechino tra fine febbraio e marzo per promuovere l’amicizia cino-giapponese. Questo “raffreddamento diplomatico” preoccupa non poco il Giappone poiché potrebbe alla lunga danneggiare i rapporti economici con la Cina, la quale nel 2004 ha sostituito l’America come maggiore partner commerciale.
Ylenia Rosati
Russia - Cina : massiccia esercitazione militare congiunta
di red
19 agosto 2005 - La Russia e la Cina hanno messo in atto ieri un'esercitazione militare congiunta senza precedenti, con coinvolgimento di forze aeree, di mare e di terra. I due comandi hanno sottolineato che l'operazione non era mirata ad intimidire altri Paesi.
Gli Stati Uniti non hanno inviato osservatori all'esercitazione, che simboleggia il piu' stretto accordo fra Russia e Cina dalla fine della guerra fredda, ma Washington ha dichiarato di sperare che le operazioni militari non compromettano la stabilita' nella regione.
Il capo di Stato maggiore cinese ha detto che le esercitazioni sono state condotte secondo i principi dell'ONU e che servono ai comuni interessi dei due Paesi ed a "tutelare la pace e la stabilita' nella nostra regione e nel mondo intero". Infatti, ha aggiunto, esse sono state messe in atto nel contesto della lotta a "terrorismo, separatismo ed estremismo".
Il generale ha negato che la collaborazione fra Pechino e Mosca (gia' attuatasi con accordi comuni e con un'altra significativa operazione militare congiunta) comporti qualsiasi tipo di unione militare dei due Paesi per combattere insieme qualsivoglia comune avversario.
La Russia e la Cina sono entrambe in ottimi rapporti con l'Iran soprattutto sulla questione nucleare. Recentemente il segretario alla difesa USA Rumsfeld aveva dichiarato che la Cina costituisce una minaccia militare.
by www.osservatoriosullalegalita.org
Rilasciati gli otto ostaggi cinesi
22 gennaio 2005 - L'ambasciata
cinese a Bagdad sabato ha confermato che gli otto ostaggi cinesi
tenuti in prigionia in Iraq sono stati rilasciati dal gruppo di
resistenza musulmano Al-Numan. In un videotape arrivato alla televisione
Al-Arabiya il gruppo dice che la decisione deve essere intesa
come gesto di amicizia tra il popolo iracheno e quello cinese.
Uno dei sequestratori nel videotape ha detto che gli ostaggi non
sono stati feriti e non sono stati rilasciati dietro a nessun
quantitativo di danaro. Al governo cinese viene richiesto anche
che Pechino vieti ai suoi cittadini di entrare nel paese arabo.
Taiwan è motivo di tensione
nei rapporti Cina-Giappone
Pechino - 16 dicembre - Fonte
BBC - Il governo di Pechino, per voce del ministro degli esteri
Liu Jianchao, ha avvertito il Giappone che concedere il visto
turistico al presidente di Taiwan Lee Teng-hui nuocerà
ai rapporti bilaterali fra le due nazioni. Il presidente Lee negli
ultimi dieci anni ha spinto Taiwan verso una indipendenza formale
da Pechino, suscitando le ire della Cina, che invece vede l'isola
come una provincia ribelle. Il primo ministro giapponese Koizumi
cerca di gettare acqua sul fuoco, affermando che questo gesto
non ha implicazioni politiche, che il Giappone non ha cambiato
la sua linea politica nella vicenda e che non supporta in alcun
modo l'indipendenza di Taiwan. Liu Jianchao invece è di
un diverso avviso e vede quest'atto come una sfida verso la politica
di riunificazione portata avanti dal governo cinese nell'ultima
decade, e non manca di intimidire il Giappone minacciando la rottura
delle relazioni economiche fra i due paesi. Negli ultimi tempi
le relazioni tra il Giappone e la Cina si sono incrinate per il
recente episodio di un sottomarino cinese che ha sconfinato nelle
acque giapponesi, e per le recenti visite del premier giapponese
al discusso reliquario Yasukuni, dedicato ai morti giapponesi
della seconda guerra mondiale, inclusi anche criminali di guerra.
La missione italiana in Cina
9 dicembre 2004 - Il Presidente
Carlo Azeglio Ciampi e la moglie Franca hanno lasciato la Cina
dall'aeroporto di Shanghai dopo una missione diplomatica durata
qualche giorno, accompagnato da quattro ministri e alcuni grandi
industriali. La missione non ha mancato di suscitare qualche polemica
per le dichiarazioni del presidente per la rimozione dell'embargo
sulla vendita di armi al regime di Pechino, che Wen Jiabao definisce
retaggio della guerra fredda. La risposta è giunta abbastanza
velocemente dall'Unione Europea che ha detto per voce di Bernard
Bot, ministro degli esteri olandese, che è ancora troppo
presto per parlare di queste cose. L'embargo era stato imposto
dopo i tragici fatti di piazza Tiananmen del giugno del 1989.
La volontà del presidente di rimuovere l'embargo dimostra
la volontà dell'Italia di recuperare il tempo perduto nella
corsa alla conquista del mercato cinese anche a costo di sacrificare
la questione taiwanese (anche perché con chi dovrebbero
usarle le armi vendute dall'Europa se non con l'avversario storico
della Repubblica Popolare?), mossa peraltro già effettuata
da Parigi con le numerose esercitazioni navali congiunte tra la
flotta cinese e francese. La rimozione dell'embargo, che potrebbe
avvenire verosimilmente già dall'anno prossimo, è
auspicata da Parigi, Berlino e adesso Roma, è fortemente
osteggiata da alcuni paesi europei e dagli Stai Uniti, ed è
legata a doppia mandata alla questione dei diritti civili e a
quella di taiwan. Alcuni analisti del settore ad ogni modo non
si aspettano che dopo la rimozione dell'embargo la Cina venga
sommersa da armi iper tecnologiche di produzione europea, ma una
progressiva normalizzazione dei rapporti tra i due blocchi. Queste
ottimistiche visioni non sono condivise da Washington che invece
teme il possibile riarmamento del gigante asiatico, che grazie
alla tecnologia militare europea (che tra l'altro non dubito che
dopo le prime commissioni verrebbe clonata in breve tempo scartando
così il nuovo partner commerciale) potrebbe contrastare
gli Stati Uniti e alterare in maniera definitiva gli equilibri
nella zona. Vale la pena rishiare una crisi militare nel Sud Est
Asiatico per alcune commissioni militari?
La Cina attacca la politica estera
di Bush
Pechino - 2 novembre 2004 - Dalle
righe del quotidiano filo-governativo China Daily, arriva un duro
attacco contro l'attuale presidenza americana. Secondo il vice-premier
e ministro degli esteri cinese Qian Qichen, George W. Bush vorrebbe
dettar legge nel mondo intero, aggiungendo che la filosofia che
sta alla base della dottrina Bush è l'uso indiscriminato
della forza. Dopo l'11 settembre gli americani hanno cercato di
dominare il mondo ricorrendo sempre all'uso della violenza. Ma
la politica di Bush non ha fatto altro che isolare gli Usa, allargare
la crepa tra Stai Uniti ed Europa ed infine ha aperto il vaso
di Pandora fomentando gli scontri etnici e religiosi. Secondo
sempre il politico cinese, la parola guerra preventiva dovrebbe
essere cancellata dal vocabolario della sicurezza nazionale americana.
Washington non è mai stata così poco popolare dai
tempi della guerra del Vietnam. E' la prima volta che alti dirigenti
cinesi si pronunciano alla vigilia delle elezioni americane.
La Cina nel mirino di Al-Qaeda?
11 ottobre 2004 - Il ministro
dell'interno pakistano Aftab Ahmed Khan Sherpao domenica ha rilasciato
una dichiarazione nella quale affermava che molto probabilmente
i rapitori dei due ingegneri cinesi sono legati ad Al-Qaeda. I
due sarebbero stati rapiti in una zona tribale vicino a Jandola,
nel Waziristan, nel Pakistan meridionale, vicino al confine con
l'Afghanistan, da cinque uomini armati. I due ostaggi cinesi,
Wang Ende e Wang Peng, stavano lavorando in una diga per la "China
National Water Resources and Hydropower Engineering Group Corporation".
Sembrerebbe che due dei rapitori fossero stranieri e provenissero
dall'Asia centrale, forse dalla zona di Kandahar, in Afghanistan,
mentre altri due sarebbero pakistani. I prigionieri, stando alle
dichiarazioni del primo ministro, sarebbero in custodia della
tribù locale, Jalal Khel, in buona salute. Intanto arriva
l'ultimatum dei rapitori che, secondo la rete del Qatar Al-Jazira,
minacciano di uccidere il primo ostaggio alle 8 del mattino ora
italiana se le forze di sicurezza non porranno fine all'assedio
del covo dei guerriglieri in Pakistan.
La polizia cinese ad Haiti
Pechino - 1 ottobre - Reuters
riporta che è stato istituito un nuovo centro di addestramento
a Pechino per i caschi blu delle Nazioni Unite. La loro missione,
una delle più importanti da compiersi oltremare, è
volta ad aiutare le forze di polizia ad Haiti dopo le terribili
inondazioni che hanno ucciso circa 2000 persone nelle ultime settimane.
Già una trentina di poliziotti cinesi sono partiti per
Haiti e circa altri 125 arriveranno per i primi di ottobre. Il
centro di addestramento di Pechino dichiara che le truppe sono
necessarie per seguire la polizia Haitiana, mantenere l'ordine
e aiutare nella ricostruzione del sistema giudiziario. Zhao Xiaoxun,
capitano cella nuova unità di polizia, riporta che, dalle
informazioni avute dalle Nazioni Unite, l'organizzazione della
polizia di Haiti è seriamente danneggiata e la cosa più
importante è quella di istruire i poliziotti del luogo.
Poiché la Cina era stata accusata in passato di non aver
contribuito alle missioni internazionali, Tan Jun capo della divisione
di pace per il ministero cinese della pubblica sicurezza, riferisce
la volontà e la speranza da parte del paese di dare un
grande contributo nelle future missioni di pace delle Nazioni
Unite, specialmente perché ora è un membro permanente
del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Esercitazioni
anti terroristiche con il Pakistan
Pechino - 29 luglio 2004 - fonte: Xinhua. L'APL (l'armata di liberazione
del popolo) e le forze armate pakistane nella prima metà
di agosto terrano delle esercitazioni congiunte anti terrorismo
nella contea autonoma Tajika, nel Xinjiang, più precisamente
ad Taxkorgan, a confine con il Tajikistan, l'Afghanistan e il
Pakistan. Lo scopo dell'esercitazione è quello di instaurare
una più forte cooperazione tra le due nazioni, al fine
di poter meglio affrontare la minaccia terroristica e quella separatista.
Negli ultimi due anni il governo cinese ha cominciato una serie
di esercitazioni congiunte con altre nazioni: Francia, Russia
ed ora Pakistan.
Il tour
europeo di Wen Jiabao in Europa
Roma - 8 maggio 2004
- Il primo ministro Wen Jiabao in visita in questi giorni in Italia,
prima di fare tappa nel nostro paese ha toccato Bruxelles dove
ha incontrato Romano Prodi, presidente della UE. Il leader cinese
ha invitato i paesi membri dell'Unione a considerare la maturità
commerciale raggiunta dalla Cina in questi anni e a rafforzare
la cooperazione economica. Se una cooperazione economica è
vista da Prodi come una opportunità alla quale non mancare,
l'altro punto chiave del discorso di Wen è stato accolto
con una certa diffidenza, cioè la rimozione dell'embargo
stabilito dalla UE a seguito dei tragici fatti della primavera
dell'89 a Tiananmen. Il tour europeo di Wen durerà 11 giorni,
toccando Germania, Belgio, Italia, Gran Bretagna e Irlanda.
Tappa chiave del viaggio è l'Italia. Wen Jiabao ha incontrato
Berlusconi al meeting di Confindustria a Roma. Sono stati sottoscritti
una serie di accordi bilaterali in tutti i campi: economia, politica,
scienza, tecnologia, cultura e settori accademici; sono state
poi annunciate una serie di cooperazioni ed è stata ribadita
dai due la volontà di rafforzare lo scambio tra le due
culture. I due premier hanno dimostrato di prendere molto sul
serio questo incontro. In Cina è stato dato largo spazio
all'evento ed è stata sottolineata l'amicizia con l'Italia.
Gli
aiuti cinesi arrivano in Nord Corea
25 aprile 2004 - Secondo un inviato della BBC un convoglio di
camion contenente cibo e tende ha attraversato la frontiera nord
coreana per portare aiuti alla popolazione di Ryongchon, messa
in ginocchio dal recente disastro ferroviario che ha causato finora
almeno 160 vittime accertate. Dovrebbe essere il primo di una
serie di convogli destinati al vecchio alleato. I pochi soccorritori
stranieri hanno raccontato di uno scenario di desolante devastazione.
Un'area urbana piuttosto estesa è stata completamente rasa
al suolo dalla deflagrazione. La delegazione ha dimostrato sorpresa
nel constatare l'apertura del governo nord coreano in questa situazione.
Numerosi sono i paesi oltre alla Cina che in questo momento stanno
inviando i loro aiuti al paese.
Deputato giapponese ridimensiona il massacro
di Nanchino
14 luglio 2003 – Tokyo – Takami
Eto, deputato giapponese, ha dichiarato che la cifra di 300000
vittime avanzata dalla Cina in riferimento al massacro di Nanchino,
una delle pagine più tristi della dominazione nipponica
in Cina, è un’invenzione e una menzogna. Takami non
è nuovo a questo genere di esternazioni: in passato era
stato costretto a dare le dimissioni nel 1995 a causa di alcune
sue affermazioni a proposito della dominazione giapponese in Cina,
secondo il quale questa non sarebbe stata un episodio del tutto
negativo in quanto avrebbe portato alla costruzione di strade,
scuole e altre strutture.
Rappresentante del PCC in visita a Cuba
10 luglio 2003 – Pechino - Li Changchun,
membro dell’Assemblea permanente dell’ufficio politico
del PCC, è stato invitato a visitare Cuba. Li visiterà
anche l’Argentina e la Nuova Zelanda. La serie di incontri
si terrà tra il 5 e il 20 di luglio.
12 anni fa la Cina diede uranio all’Iran
10 giugno - Gholam Reza Aqazadeh, responsabile
dell'Organizzazione per l'energia atomica dell'Iran ha confermato
che nel 1991 la Cina ha consegnato 1.800 chilogrammi di uranio
(1000 di exafluoruro ed 800 di uranio UF4) all'Iran, il quale
ne ha usato solo una parte nel settore della ricerca.
Cina Italia sempre più vicine
27 maggio 2003 - Adolfo Urso, vice ministro
delle Attività Produttive con delega al commercio estero,
conferma di aver brillantemente concluso 4 accordi che vedono
protagoniste Italia e Cina, nel campo ambientale per le energie
rinnovabili. Lo stanziamento complessivo di 18,5 mln di €,
che prevede l'impiego esclusivo di tecnologie italiane, è
previsto anche per la mobilità sostenibile, per un edificio
ecologico a Pechino e per lo smaltimento dei rifiuti ospedalieri
con produzione di energia. Gli accordi sono stati firmati con
il nuovo sindaco di Pechino Liu Qi. In questo momento la tendenza
dell'epidemia di sars in Cina è in discesa come anche il
tasso di mortalità della malattia. La Cina è il
primo partner dell'Italia per scambi ed esportazioni e fortunatamente
l'Organizzazione mondiale della sanità ha ufficialmente
revocato l'allarme per i viaggi a Hong Kong e nella provincia
cinese del Guangdong. Anche se gli italiani si sono dimostrati
coraggiosi nonostante gli avvertimenti dell’Oms e le quarantene,
poiché il 78% non hanno abbandonato la Cina ed il 99% degli
uffici italiani sono rimasti aperti.
Russia e Cina no alla forza contro il nucleare
27 maggio 2003 - La Russia con Vladimir Putin
e la Cina con Hu Jintao sono unite nel dichiarare che la forza
non è il mezzo più opportuno per risolvere il problema
degli armamenti nucleari nordcoreani. La pace e la stabilità
sono prioritarie per la penisola coreana e la sicurezza internazionale.
Invitata formalmente la Cina al G8
Pechino - 28 aprile 2003 - Jean-Pierre Raffarin,
primo ministro francese, in visita ufficiale a Pechino, ha rivolto
formalmente un invito da parte del presidente Jacques Chirac a
Hu Jintao, a prendere parte ad Evian, alla vigilia del G8 di inizio
giugno.
Posizione della Cina
sulla questione irachena
Pechino - 23 gennaio 2003 - Il portavoce del
ministero degli esteri del governo di Pechino, in una conferenza
stampa tenuta ieri ha annunciato che la Cina è su una posizione
molto vicina a quella anti-interventista di Francia e Germania
sulla questione irachena. Pechino dimostra grande preoccupazione
riguardo ai movimenti di truppe nell'area del golfo.
|