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Nuovo caso
di Sars
Pechino
- 1 maggio 2004 - Un impiegato di un laboratorio di Pechino è
l'ultimo caso accertato di Sars. Sei da marzo sono le persone
sicuramente infette. Altri tre sono i pazienti sospetti. Confermata
la diagnosi per la prima vittima, deceduta venerdì. Le
autorità per ora cercano di rassicurare la popolazione
affemando che la situazione è sotto controllo.
Un nuovo
caso sospetto di Sars
Pechino
- 28 aprile 2004 - 1000 persone in isolamento, 7 casi sospetti
e 2 casi accertati: questi sono i dati che l'Organizzazione Mondiale
della Sanità ha diramato. Tutti i casi sembrerebbero essere
legati ad un centro di studio sulla malattia.
4 Casi
Sospetti di Sars in Cina
Pechino
- 25 aprile 2004 - Il ministero della sanità cinese afferma
di star monitorando i 4 recenti casi sospetti di Sars legati tutti
ad un centro di ricerca sulla malattia. Il laboratorio, con sede
nella capitale, è stato isolato e tutto il personale messo
in quarantena. Almeno due finora sembrano essere i casi accertati.
Pechino fuori pericolo Sars
30 luglio 2003 – Pechino - Liang Wannian,
direttore aggiunto dell’Ufficio municipale della salute
di Pechino ha detto che in città non ci sono più
malati di Sars. Gli ultimi 12 pazienti ricoverati nell’ospedale
della capitale fortunatamente non presentano più alcun
sintomo della malattia. Circa 350 sono state le vittime nell’arco
di otto mesi.
Sars: rientra l'allarme a Hong
Kong
25 luglio 2003 - Hong Kong - Nella giornata
di giovedì era circolata la notizia che undici pazienti
di un ospedale psichiatrico fossero stati ricoverati in seguito
alla contrazione del famigerato virus della Sars. Un successivo
comunicato delle autorità sanitarie ha fatto rientrare
l'allarme ridimensionando l'accaduto: sembrerebbe che i pazienti
abbiano contratto un normale virus influenzale.
Grande festa: la sars da 12 giorni
è scomparsa
Pechino - 24 giugno 2003 - Le strade di Pechino
sono in grande festa. Dove poche ore fa era possibile scorgere
piccoli gruppi di persone muoversi o passeggiare, con mascherine
al volto e molti altri erano barricati in casa per paura di un
possibile contagio da polmonite killer, ora tantissimi pechinesi
felici gioiscono dell’annuncio dell’Oms: è
stato eliminato il bando sui viaggi a Pechino. Infatti sembra
che nella capitale non si riscontrino più nuovi casi da
12 giorni di contagio da sars (sindrome respiratoria acuta grave)
. L’evento è stato così emozionante per gli
abitanti di Pechino che hanno dato vita alla loro spontaneità.
In città, fuori da un negozio circa 200 persone che si
sono riunite per guardare la conferenza dell'Oms, la quale dava
in diretta tv la tanto attesa notizia dell'eliminazione del bando,
si è visto il caloroso animo dei cinesi portarli a sfociare
in un commosso applauso, risa ed abbracci, dove i commessi del
negozio di elettrodomestici, anche loro febbricitanti, hanno lanciato
entusiasti confetti per festeggiare. Più di 8.000 persone
in tutto il mondo sono state contagiate in un arco di tempo molto
breve e più di 800 sono state uccise, nella sola Pechino
vi sono state oltre 2.500 infetti e più di 350 morti.
21 giorni senza sars
Hong Kong - 23 giugno 2003 - Finalmente
dopo tante morti, infetti, sofferenze, paure ed anche psicosi,
oggi Hong Kong è stata ufficialmente tolta dall' Oms dalla
lista dei paesi infetti dalla sars. L’ultimo nuovo caso
di malato infetto isolato risale al 2 giugno, perciò dopo
20 giorni (il doppio del tempo di incubazione della malattia)
è certo che Hong Kong non è a rischio. L’ex
colonia britannica è stata la regione più colpita
dal virus subito dopo la Cina continentale, da dove si è
propagata la polmonite killer. Ora sono solo 3 i paesi che figurano
ancora nella lista dell'Oms: il Canada (per la regione di Toronto,
che dopo essere stato tolto è rientrato come zona a rischio),
la Cina (per la regione di Pechino) e Taiwan.
La frontiera Sino-Pakistana sarà
riaperta
15 giugno 2003 - Il portavoce dell' Associated
Press of Pakistan (APP) ha annunciato ufficialmente che, dopo
due mesi di chiusura per il virus della sars, lunedi per scambi
e turismo riaprono le frontiere del Pakistan con la Cina.
Revocato allarme in parte dell’Asia
Pechino - 14 giugno 2003 - Da un pò
di tempo in Cina non si presentano nuovi casi di polmonite killer
e neppure nuovi morti. Infatti l'Organizzazione mondiale della
Sanità ha comunicato di aver ufficialmente revocato il
divieto per i viaggi in alcune regioni della Cina, ma non a Pechino.
Le province che non creano più allarme per i viaggiatori
sono quella di Guangdong, Hebei, Hubei, Jiangsu, Jilin, Shaanxi,
Shanxi, Tianjin e la regione interna della Mongolia. Ma la capitale
cinese e Taiwan sono ancora considerate a rischio. Infatti a Taipei
vi sono stati due nuovi decessi da polmonite atipica. Per il terzo
giorno consecutivo invece ad Hong Kong non è stato individuato
nessun nuovo caso di sars. In Cina 343 persone sono morte a causa
della malattia, ed oltre 5.300 sono state infettate.
Paura fa espellere 500 cinesi
e vietnamiti
3 giugno 2003 - La psicosi da polmonite killer
ha contagiato la Russia, infatti le autorità a Mosca hanno
dato a ben 500 persone, di nazionalità cinese e vietnamita,
un mandato d’espulsione, invitandoli a tornare quanto prima
nei loro paesi d’origine. In Germania invece è stato
registrato un altro caso sospetto.
Sperimentazione in corso
Pechino - 28 maggio 2003 - L’Università
di Hong Kong, l'Università Medica di Guangzhou e l'Università
di Fudan hanno messo all’opera i loro migliori scienziati
nell’intento di trovare quanto prima un vaccino anti sars,
i quale verrà sperimentato sugli animali. I risultati dei
test saranno noti entro sei mesi. La scorsa settimana i ricercatori
dell'università di Hong Kong hanno ritrovato il corona
virus all'origine della polmonite killer, nello zibetto, mammifero
carnivoro, considerato prelibato nel sud della Cina e molto simile
ad un gatto. Gli scienziati hanno isolato con succeso il corona
virus nell’animale, ma per ora non vi sono prove che diano
conferme di un possibile passaggio del virus dagli zibetti agli
uomini. Comunque la scoperta è di notevole importanza per
il proseguire della ricerca che tenta di arginare la contaminazione.
Gran Prix spostato
24 maggio 2003 - La prima fase del “Grand
Prix”, torneo femminile di pallavolo, che doveva tenersi
in 7 paesi asiatici, tra i quali Cina e Giappone, si svolgerà
in Italia mantenendo le date 18 luglio-10 agosto .
Si torna a scuola!
Pechino - 22 maggio 2003 - Dopo oltre un mese
di interruzione per evitare un’esplosione dell'epidemia
di sars sono state riaperte le scuole superiori di Pechino in
un clima ancora teso, dove disinfettanti, termometri e mascherine,
nelle numerose ed affollate classi sono più importanti
dei libri di studio. Prossimamente riapriranno anche gli altri
istituti. Fortunatamente nella capitale il numero di nuove infezioni
è sceso nelle scorse due settimane, ma Wen Jiabao ha messo
in guardia da un eccesso di ottimismo, poiché il totale
delle vittime rimane ugualmente alto: 300 i morti e 5.271 i contagiati.
Carcere per i rivoltosi contro
la quarantena
Pechino - 21 maggio 2003 - Sei persone, della
contea dello Xiong, nella provincia settentrionale di Hebei, sono
state condannate al carcere poiché hanno assaltato e saccheggiato,
il mese scorso, una struttura di quarantena, precisamente un albergo,adibita
a contenere sospetti contagiati da sars. Due hanno presentato
appello presso la corte intermedia popolare di Baoding, mentre
uno dei rivoltosi si è visto assegnare cinque anni di cella.
Sospese adozioni di bimbi cinesi
dall'estero
Pechino - 18 maggio - La sezione del “China
Centre of Adoption Affairs” che cura l'estero ha deciso
di sospendere le adozioni di bambini cinesi per evitare che possano
contrarre il virus i genitori adottivi, poiché migliaia
di bambini cinesi vengono adottati ogni anno da coppie stranieri.
Se solo alcuni di questi bimbi fossero stati inconsapevolmente
colpiti dalla sars si potrebbe aggravare il numero degli ammalati
di polmonite atipica nel mondo. Sono state già bloccate
tutte le documentazioni possibile che i genitori avrebbero dovuto
ricevere e compilare per adottare bambini in Cina. L'organizzazione
ha inoltre invitato tutte le coppie che hanno già ricevuto
l'autorizzazione per l'adozione a rinviare i viaggi.
Le imprese devono restare in
Cina e stipulare contratti via Internet
18 maggio - Adolfo Urso, vice ministro per
le Attività Produttive con delega al Commercio Estero,
riferisce che l’allarmismo preventivo contro la polmonite
killer diffuso in Italia miete vittime tra le industrie che corrono
seriamente il rischio di uscire dal mercato cinese. Proprio per
cercare di sanare la situazione Urso si recherà in Cina
dal 22 al 24 maggio per ''ascoltare'' e per ''tranquillizzare''
i connazionali che operano nel paese asiatico. L’Italia
è il secondo partner dopo la Germania, poiché offre
come carta vantaggiosa una eccellente qualità dei prodotti,
perciò la mossa economica migliore è non rinunciare
agli allacciamenti già presi. Infatti c’è
chi come il ministro delle Attività produttive, Antonio
Marzano, che invita le imprese del commercio internazionali, le
quali prudentemente a cagione di motivi di tutela della salute
non affrontano viaggi in Asia, ad usare la rete di Internet per
concludere contratti. Internet è proprio il mezzo migliore
per evitare contatti fisici, ma solo il 10% delle aziende italiane
usa Internet per commerciare con altre imprese.
31 dei 52 varchi russi chiusi
17 maggio - Ghennadi Onishenko, direttore dell'istituto
superiore russo di sanità, ha ufficialmente annunciato
che temporaneamente 31 dei 52 varchi di frontiera con la Cina,
verrano chiusi per precauzioni preventive per controllare la diffusione
della polmonite killer. Solo i punti di confine maggiormente frequentati
resteranno aperti con stretta sorveglianza medica specializzata
in malattie respiratorie.
Rinviati due Festival Orientali
16 maggio - Due importanti manifestazioni asiatiche
legate al cinema internazionale e agli audiovisivi hanno rinviato
l'edizione 2003 per colpa della sars. “Filmart” il
mercato dell'audiovisivo di Hong Kong ed il “Festival Internazionale
di Shanghai” sono stati spostati; rispettivamente quello
da fine giugno a fine settembre, e quello dei primi di giugno
al 2004.
Pena di morte ai diffusori del
virus della sars
Pechino - 15 maggio - La Corte Suprema cinese
ha stabilito che potrà essere condannato a morte o all'ergastolo
chiunque diffonda intenzionalmente il virus della polmonite killer
o rifiuti le misure di quarantena, poiché chi diffonde
la malattia mette in pericolo la sicurezza pubblica e causa gravi
danni personali o la morte di altri cittadini danneggiando così
la proprietà pubblica e privata. La Cina, dove si sono
già registrati 267 morti a causa della sars, ha dato una
rigida interpretazione delle sue leggi sulle malattie infettive,
poiché alcune persone sottoposte alla quarantena stanno
violando gli ordini e rifiutanno di dichiarare i propri sintomi.
L’associazioni a difesa dei diritti umani è già
pronta ad intervenire se tale legge venisse severamente applicata,
poiché la misura è troppo estrema e la punizione
esageratamente pesante rispetto alla colpa di un possibile “colpevole”
cittadino cinese accusato. Da Hong Kong Frank Lu, un attivista
dei diritti umani, ha dichiarato che questa legge viola la convenzione
internazionale sui diritti umani e non è stata neppure
approvata dal Congresso nazionale popolare del Parlamento cinese.
Alla ricerca dei menzogneri:
Cina controlla gli sms, Usa i siti internet
Pechino - 13 maggio - E’ stato messo
a punto dalle autorità cinesi, lo scorso novembre al fine
di evitare eventuali attività anti-governative, un sistema
per rintracciare gli utenti, che inviano oltre cento sms in un'ora
sulle reti della “China Mobile” e “China Unicom”,
e che permette di leggere il messaggio entro quindici minuti dalla
sua spedizione. Ora si rivela ancora più utile poiché
le autorità della Cina stanno usando questo sistema per
trovare chi diffonde false voci via sms sulla sars, le quali procurano
solo panico ai cittadini cinesi. Sono state incarcerate dalla
polizia già dodici persone poiché hanno diffuso
notevoli dicerie sulla polmonite killer. Alcune delle più
strane voci dicono che il virus sia stato diffuso a Pechino per
imporre la “folle legge” di bere e fumare per prevenire
e curare la sars.
Anche gli USA stanno combattendo i ciarlatani, infatti contemporaneamente
hanno iniziato una campagna contro i siti internet che danno falsi
consigli sul trattamento da tenersi per prevenire o curare la
sars. Sono stati infatti trovati una cinquantina di siti che propongono
una vasta gamma di pseudo trattamenti per la prevenzione della
malattia: comprare da loro, purificatori d'aria, aerosol, salviette
disinfettanti, mascherine respiratotrie, guanti in lattice e anche
integratori alimentari "anti-sars". La commissione federale
del Commercio (FTC) e l'Amministrazione per il Controllo dei prodotti
alimentari e farmaceutici (FDA) hanno ingiunto a questi siti di
ritirare queste false informazioni minacciandoli di perseguirli
per vie giudiziarie. Appoggiati dal governo controlleranno se
questi siti inizieranno a cancellare ogni pubblicità menzognera.
Chiuse tutte le frontiere con la Cina ?
13 magggio - Ludmila Shteinke, ministro della
salute del Kyrgyzstan, ha annunciato che ha contattato molti dei
paesi centro asiatici per far chiudere le frontiere ai paesi che
confinano con la Cina, poiché la situazione creata dal
virus della sars è ogni giorno più preoccupante.
Nel Kyrgyzstan è stato già organizzato un controllo
sanitario al confine con la Cina e sono in atto disinfestazioni
di treni merci e passeggeri, aerei e qualsiasi tipo di mezzo che
possa collegare il Kyrgyzstan e la Cina.
Squadroni antisputo
Canton - 11 Maggio - Circa un migliaio di persone
sono state ingaggiate per pattugliare le strade di Canton al fine
di impedire a chiunque di sputare in terra. Chiunque sarà
sorpreso a sputare dovrà pagare una multa di 7€ e
dovrà ripulire la strada. Questo provvedimento che vede
il controllo e la proibizione di uno dei vizi più comuni
cinesi è stato introdotto come ulteriore tentativo per
bloccare l'epidemia di polmonite killer.
La sars fa tremare il mondo e
c’è chi mangia fagiolini!
11 maggio - In Finlandia è stato ufficiliazzato
il primo caso di polmonite atipica, l'Istituto nazionale della
sanità pubblica, ha trovato le tracce del virus in un giovane
che ha mostrato i sintomi della sars dopo il suo ritorno da Toronto
alla fine del mese scorso. I suoi familiari anche se non sono
stati colpiti dal virus sono sotto controllo medico. A Singapore,
dove ora è 28 il totale delle vittime della sars, è
morta domenica scorsa un'infermiera di 44 anni. Dal 17 marzo era
in terapia intensiva. Un possibile caso di sars sembra sia stato
individuato in Perù, infatti, Fernando Carbone, ministro
della Sanità peruviano, ha dato la notizia che un uomo
di 33 anni, il quale presenta i classici sintomi della polmonite
atipica è stato ricoverato in un ospedale del porto di
Lima, Callao. Non è accertata la sars poiché il
paziente è affetto da disturbi respiratori da molto tempo,
ma il sospetto è nato dal momento che l’uomo è
rientrato da un viaggio dove ha soggiornato sia a Pechino, Canton
e Hong Kong. Le autorità peruviane stanno contattando i
familiari del malato e gli altri passeggeri che erano in aereo
con lui. I Cambogiani invece hanno iniziato ad ingurgitare zuppe
di fagiolini, poiché si sono convinti che queste possano
proteggerli dal rischio di un'epidemia di sars. Ora per questo
motivo il prezzo dei fagiolini è arrivato a cifre folli
nei mercati del Paese subito dopo la notizia che i legumi potrebbero
aiutare ad evitare il virus polmonare, che in pochissimi mesi
ha ucciso più di 500 persone nel mondo e contagiate oltre
7.000. Le voci della zuppa di fagiolini sono state diffuse per
via telefono, infatti in questo periodo si sono creati intasamenti
nelle reti telefoniche, poiché molti avvertivano familiari
o amici per prendere provvedimenti utilizzando la “miracolosa
cura”. Cure alternative alla malattia sono state prese anche
dagli agricoltori cinesi, i quali bruciano petardi e pregano immagini
di Budda per allontanare il "dio delle epidemie”.
Anche Aeroflot lascia la Cina
10 maggio - La compagnia di bandiera russa
“Aeroflot” ha deciso di sospendere i voli su Cina,
Hong Kong e Taiwan.
Prima vittima a Shanghai
Shanghai - 9 maggio - E’ ufficiale la
notizia, riportata dal dipartimento per la sanità del comune
di Shanghai, del primo decesso a causa della sars.I casi confermati
di polmonite atipica nella città rimangono sei, mentre
i casi sospetti sono dodici. Intanto il “Peace Hotel”
uno dei più famosi alberghi della metropoli , ha deciso
di chiudere per tre mesi poiché solo il 20% delle sue stanze
erano occupate, proprio perché la paura della polmonite
killer barrica la gente in casa.
Rivolte anti sars
Chengde - 9 maggio - A Chengde, lo scorso 28
aprile, alcuni medici sono rimasti lievemente feriti nell'aggressione
da parte di centinaia di persone che hanno attaccato e ribaltato
un'autoambulanza, poiché non volevano che il malato di
sars al suo interno fosse ricoverato nell’ospedale del luogo.
La folla ha picchiato medici ed infermieri che si trovavano sull'ambulanza,
rovesciato anche altre quattro vetture e successivamente ha attaccato
l'ospedale di Shuiquanggou, armata di bastoni e sassi, distruggendo
le vetrate e le apparecchiature mediche. Sono già state
arrestate 64 persone che hanno partecipato alla sommossa. Inoltre
a Tianjin altri nove cinesi sono stati arrestati dalla polizia
poichè coinvolte in altri disordini scoppiati in seguito
alla decisione di realizzare una clinica per malati di polmonite
atipica nei pressi delle loro abitazioni. In seguito questi si
sono dati al saccheggio e alla distruzione ed inseguito raggiunti
dalla polizia l’hanno aggredita.
Le Roy lascia Shangai Materazzi rimane a Tianjin
Shanghai - 8 maggio - Lascia la panchina cinese
del “Cosco Shanghai” l'allenatore francese Claude
Le Roy a causa della polmonite atipica che ha duramente colpito
l’Asia. Ha spiegato che ha preso questa decisione dopo la
morte, dovuta proprio a causa della sars, del suo interprete in
Cina, il quale era anche il suo migliore amico. Ha inoltre motivato
la scelta anche a causa delle difficili condizioni di lavoro in
cui si è trovato. Invece Giuseppe Materazzi è ben
felice di tornare a Tianjin dove è allenatore della squadra
locale. Conscio della situazione di epidemia della Cina e dei
possibili rischi e pronto ad affrontare con attenzione il suo
viaggio in Asia non appena inizierà il camiponato cinese,
il quale in questo momento è fermo proprio a causa della
polmonite atipica.
206 le vittime della sars: 16.436
cittadini di Pechino in quarantena
Pechino 6 maggio - Sono ormai già 16.436
gli abitanti di Pechino in quarantena per prevenire il possibile
contagio di sars poiché moltissimi abitanti sono stati
in ravvicinato contatto con casi di persone già ufficialmente
diagnosticate come portatori della polmonite atipica. 5.666 persone
hanno già terminato il loro periodo di stretta osservazione
e di isolamento, ma 16.436 non hanno portato a compimento neppure
metà del periodo. Gli abitanti a rischio sono stati designati
in sei località di contenimento per l’infezione e
sono già previste quattro nuove aree di contenimento. Ma
le persone che non hanno avuto problemi con la sars, loro malgrado,
si sono viste ugualmente coinvolte dalla polmonite killer, poiché
più di cento abitanti di due villaggi, nelle province del
Zhejiang, Cina orientale, e dell'Henan,Cina centrale, hanno attaccato
gli uffici governativi nel distretto di Yuhuan (Zhejiang), i quali
intendono usare alcuni dormitori del luogo come centri di ricovero
per gli infetti. Gli scontri hanno registrato decine di feriti
e la polizia locale si è vista costretta ad arrestare una
quindicina di persone. Incidenti anche a Linzhou, nell'Henan,
dove sono state arrestate tredici persone.
Candeggina? = Igiene!
Pechino - 6 maggio - Il capo del dipartimento
di propaganda del partito comunista della capitale, Cai Fuchao,
ha rivelato che sta aumentando la percentuale dei bambini e ragazzi
sotto i vent' anni d' età malati di polmonite atipica in
isolamento nella capitale. Il numero per il momento si aggira
attorno all' 8,91% su 1.897 malati accertati. Inizialmente si
credeva che avessero un qualcosa che li rendesse immuni al virus,
perché nel primo periodo della propagazione dell’epidemia
della sars il numero dei bambini colpiti era minimo. Alcuni studi
fatti dai ricercatori dell'università di Hong Kong, confermarti
anche dall'Oms, riportano che il virus sia capace di sopravvivere
anche oltre 4 giorni su oggetti e superfici esterne al corpo umano,
ma che possa essere ucciso dalla candeggina, dall'etanolo, dalla
formaldeide e dalla paraformaldeide. Nonostante ciò le
autorità di Pechino si sono viste costrette da preoccupazioni
ad imporre l'isolamento di tutti gli ottanta bacini idrici che
riforniscono d'acqua potabile la capitale. La paura è che
una persona infetta dal virus della polmonite atipica possa propagare
il virus della sars anche attraverso la rete delle condutture
idriche della capitale, perciò i non adetti ai lavori sono
off limits.
10.000 in quarantena a Nanchino
Nanchino - 5 maggio - Le autorità di
Nanchino, nella provincia occidentale cinese dello Jiangsu, hanno
messo in quarantena quasi diecimila persone, anche se solo circa
seicento sono state a diretto contatto con persone contagiate
sicuramente dalla sars. Nello Jiangsu vi sono stati soli quattro
casi accertati e undici sospetti, senza alcun decesso. Un numero
molto limitato rispetto ai numeri registrati a Pechino: in questo
caso, questa misura precauzionale di isolamento testimonia una
situazione di paranoia, paura e psicosi, che orami sta dilagando
in tutta la Cina.
Chiusa una frontiera russa con
la Cina
Vladivostok 6 maggio - Il responsabile dell'ispezione
epidemiologica federale per i trasporti aerei e marittimi, ha
annunciato che dopo la scoperta di un uomo con i sintomi simili
a quelli della sars a Blagovechtchensk, la regione russa, ha chiuso
le sue frontiere con la Cina. Solo ai cittadini russi sarà
permesso rientrare in Russia e a quelli cinesi che ritornano in
Cina. Le autorità sanitarie riferiscono di aver identificato
e isolato altre quattro persone con sospetti sintomi di polmonite
killer, le quali avevano trascorso una permanenza in un hotel
dove vi erano immigrati cinesi. In forma di precauzione l’albergo
è stato chiuso.
197 morti e 4.125 infetti
Pechino - 5 maggio - Sono 197 morti e 4.125
i casi di infezione della sars in Cina. Pechino è la città
più colpita dal virus ed il numero dei casi sale di circa
duecento al giorno e l'epidemia non è ancora sotto controllo,
le previsioni infatti dell’Oms sono drastiche, poiché
dicono sia molto probabile che altre persone moriranno.
24 ore di sopravvivenza
Hong Kong - 5 maggio - Studi scientifici dicono
che il virus della Sars potrebbe sopravvivere per molte ore al
di fuori del corpo umano, addirittura un giorno intero sugli oggetti
anche a bassissime temperature o a temperatura ambiente sulle
superfici plastiche. Secondo questi ultimi studi risulta che il
virus è in grado di diffondersi anche con il semplice contatto
di un tavolo o di una maniglia contaminati, perciò il proseguire
di questi esperimenti può dare delle direttive molto importanti
per la definizione delle strategie di pulizia e disinfezione .
Comandante! L’equipaggio
non ha la sars!
Hong Kong - 4 maggio - Dieci indiani membri
dell'equipaggio di una nave cisterna, i quali erano stati ricoverati
poiché avvertivano febbre, tosse e dolori muscolari, sintomi
tipici della sars, sono stati dimessi dalle autorità sanitarie
di Hong Kong. Le autorità di Hong Kong inizialmente avevano
deciso di mettere in quarantena l'intero equipaggio formato da
24 marinai della petroliera battente bandiera malese, la quale
era partita da Bangkok il 28 aprile, facendo scalo a Huangou,
da dove poi la direzione iniziale era il porto meridionale di
Guangzhou, ha interrotto il viaggio lanciando una richiesta d'emergenza
per attraccare al porto di Hong Kong per il sospetto di un contagio
di polmonite killer. L'equipaggio si era ammalato durante il viaggio
in mare, ma la sars ha un periodo di incubazione dai due ai sette
giorni, ed uno dei marinai sembrava in condizioni gravissime,
fortunatamente è stato ufficialmente confermato che i dieci
marinai non hanno la sars. Le autorità sanitarie dell’ex
colonia britannica, in questa dura piaga causata dal virus della
sars, stanno registrando una diminuizione del numero di nuovi
casi di polmonite atipica anche se pure oggi sono stati 5 i nuovi
morti e 8 i casi di contagio.
Film sulla Sars
Pechino - 4 maggio - La stampa ufficiale cinese
ha annunciato che i produttori cinematografici della Cina ed i
responsabili della società Senwei Audio stanno preparano
un film che affronta il tema della lotta del paese contro l'epidemia
di polmonite atipica, dove la celebre attrice asiatica Gong Li
interpreterà la parte di una capo infermiera impegnata
senza tregua nella lotta contro la terribile malattia e sostenuta
completamente dal governo di Pechino... Le riprese sono state
fissate per il 12 maggio e l'uscita della pellicola è prevista
per il mese di luglio.
Mondiale femminile non più in Cina
Pechino - 4 maggio - Spostata la Coppa del
Mondo femminile 2003 , che avrebbe dovuto tenersi dal 23 settembre
all'11 ottobre, dalla Cina agli Stati Uniti a causa dell'epidemia
del virus sars. La Federazione calcio cinese (Cfa) ha detto che
Shanghai, Wuhan, Hangzhou e Chengdu, le quali dovevano ospitare
l’evento erano quasi pronte, macpaiscono l’emergenza
di correre ai ripare per evitare possibili contagi.
Quarantena per 2000 studenti
3 maggio - Oltre duemila studenti di ritorno
dalla Cina, saranno messi in quarantena per evitare un possibile
contagio di polmonite atipica in Vietnam. L’annuncio è
stato dato dal ministero della Sanità vietnamita, il quale
afferma che Hanoi ha messo sotto controllo l'epidemia ed ora non
vuole correre altri rischi, perciò gli studenti che rientreranno
in patria saranno messi in isolamento tutti insieme per 14 giorni.
Già i primi duecento giovani sono stati subito sottoposti
a controlli medici, in seguito saranno spediti in un centro medico
di Xuan Mai, 30 chilometri a sudovest di Hanoi.
Definitivamente deciso
2 maggio - Il vice presidente dell'Unione ciclistica
internazionale (UCI), Ray Godkin,ha dato la notizia ufficiale
che la Cina non ospiterà i mondiali di ciclismo 2003, i
quali si svolgeranno ad agosto, il luogo sarà annunciato
mercoledì prossimo, quando verranno presentati i contratti
da firmare . Le preoccupazioni del virus della polmonite atipica
stanno colpendo notevolmente molti enti sportivi che continuano
a rinunciare a gare su gare da disputarsi in suolo cinese o contro
squadre asiatiche.
"Tuono di primavera"
Hong Kong - 1 maggio - Spesso la Cina è
stata oggetto delle critiche di gruppi di difesa degli animali
in tutto il mondo, proprio a causa del suo poco interesse per
quanto riguarda il commercio di specie in pericolo. Ma in questo
momento nel quale si trova alle strette con la polmonite killer,
che minaccia economia e sicurezza nazionale, la Cina ha deciso
di mutare atteggiamento. Le prime mosse arrivano da Shenzhen,
nella provincia meridionale del Guangdong, dove un funzionario
della sicurezza pubblica cinese ha dichiarato che la Cina sta
ispezionato mercati, ristoranti e cucine per fermare questo commercio
e il consumo di animali protetti. Nel Guangdong esiste una legge
che punisce anche i consumatori, ma fino ad ora non era mai stata
applicata, adesso però "Tuono di primavera",
una branchia dell’operazione anti sars, ha deciso di mettere
a freno quest’illegale uso di mangiare animali protetti
e rari, poiché potrebbe essere stata la selvaggina di cui
i cinesi si cibano a trasmettere nuove malattie mortali all'uomo,
scatenando il diffondersi del virus.
Soluzione alla sars? Medicina
tradizionale cinese!
1 maggio - Il dottor Cheng Lo, doppia laurea
in medicina, di cui una a Firenze e l' altra in Cina, dichiara
che i metodi per prevenire la sars sono due: uso quotidiano di
infuso di Bailangen, un'erba famosa in Cina diffusa anche nelle
erboristerie italiane e l'altro è l'agopuntura.
Festa del lavoro
Pechino - 1 maggio - Pochi cittadini di Pechino
hanno deciso di lasciare le loro abitazione, quelli che sono usciti
sono comunque rimasti all’aperto poiché i locali
pubblici, essendo a rischio, sono ancora chiusi. Piazza Tian An
Men ha visto le cerimonie della festa dei lavoro attraverso le
mascherine anti virus. Nella capitale cinese si sono inoltre rispettati
tempi da record, poiché proprio oggi, il giorno della festa
dei lavortatori, numerosi malati sono stati trasferiti in un un
ospedale da 7mila posti letti costruito in una settimana.
In quarantena 9.650 pechinesi
Pechino - 1 maggio - In Cina la polmonite atipica
continua a colpire con particolare violenza. Wang Qishan, sindaco
della capitale cinese, annuncia che la situazione è grave
ed il governo è alle prese con serie misure per combattere
la diffusione dell’epidemia. Nella città il diffondersi
del virus è sempre più preoccupante, per questo
si stanno adottando misure efficaci per mettere in quarantena
le persone sospettate di essere state contagiate dalla sars. Pechino
ha messo in isolamento altri due palazzi per cercare di contenere
il virus, portando così a 9.650 il numero delle persone
in quarantena. Il numero dei casi confermati e quelli sospetti
è in costan te crescita.
Stop alla quarantena
Shanghai -1 maggio - E’ stata annullata
la quarantena imposta a Shanghai dalle autorità in alcuni
distretti della metropoli per evitare un possibile contagio causato
dall’epidemia di sars. Sono stati solo due i casi di sars,
secondo le cifre ufficiali, confermati a Shanghai e 12 quelli
sospetti.
Pechino alle strette
Pechino - 30 aprile 2003 - Wang Qishan, sindaco
di Pechino, ha annunciato che gli ospedali della capitale non
hanno più posti letto per accogliere i casi sospetti. Il
capo dell'Esercito di liberazione popolare militare ed ex presidente,
Jiang Zemin, ha deciso di mobilitare anche l'esercito cinese nella
lotta contro la sars:1.200 medici militari da tutta la Cina giungeranno
a Pechino per aiutare i loro colleghi dottori nella lotta all'epidemia
in città.7.000 operai sono all’opera per creare una
nuova struttura, che si spera sia pronta entro mercoledì,
dove dovrebbero essere disponibili più di 1.000 posti letto
e operatori sanitari all’assistenza di ogni malato.
Qual’è la verità?
Pechino - 29 aprile 2003- Il portavoce del
ministero degli esteri cinese, Liu Jianchao, ha dichiarato che
la Corea del nord non ha mai ammesso di avere l'arma atomica.
Invece le fonti americane dei colloqui tripartiti svoltisi la
settimana scorsa a Pechino, affermano che la Corea del nord avrebbe
riconosciuto di possedere la bomba atomica.
Forse sono i soldi sporchi a trasmettere la
sars?
Pechino - 29 aprile 2003 - Alcune banche in
Cina stanno sterilizzando le banconote sporche e irradiandole
con raggi ultravioletti per stroncare il virus della Sars. Anche
la Banca Centrale della Cina è preoccupatissima e per questo
ha iniziato a mettere in circolazione nuovi contanti e trattenere
le banconote usate per 24 ore prima di riportarle in circolazione
nelle mani della popolazione. La Banca Industriale e Commerciale
della Cina, invece, chiede ai suoi clienti di utilizzare gli sportelli
automatici, i telefoni oppure Internet per compiere ogni tipo
di contrattazione bancaria, al fine di non mettere al rischio
la salute dei suoi dipendenti.
Sars e corridori
29 aprile 2003 - La Federazione francese e
quella australiana hanno deciso di non inviare i propri corridori
ai Mondiali di ciclismo di pista che si dovevano tenere il prossimo
luglio. Molto probabilmente la prova che doveva svolgersi a Shenzhen
sarà annullata e forse spostata in un altro paese.
Termometro a infrarossi
29 Aprile 2003 - La Tecnimed, piccola azienda
di Vedano Olona in provincia di Varese che dal 2000 produce "Thermofocus",
primo termometro che non ha bisogno di essere messo a contatto
con la pelle, dallo scoppio dell’epidemia diel virus della
sars ha visto crescere notevolmente il numero di richieste del
suo prodotto sul mercato asiatico. Ne erano già stati venduti
40-50.000 pezzi tra Italia, altri Paesi europei ed Asia, ma nelle
ultime settimane le richieste da Cina, Taiwan e Singapore sono
arrivate a 70-80.000 pezzi. In questo periodo il conteggio è
stato perso dal sovrabbondare di rischieste: misurare la temperatura
corporea a molte persone, in poco tempo senza avere alcun contatto
con la pelle è diventato fondamentale per i Paesi che devono
effettuare controlli di massa in aeroporti e scuole.
Sempre più Paesi colpiti dalla sars
29 aprile 2003 - Continua a crescere il numero
dei paesi nel mondo colpiti dalla sars. Per il 6 maggio a Bruxelles
è previsto un consiglio straordinario dei ministri della
sanià dell'Ue che discuterà esclusivamente l’unico
tema della polmonite atipica. A Seul c’è già
un primo caso accertato di polmonite atipica. L'istituto nazionale
della sanità della Corea del Sud è intenta a cercare
di rintracciare telefonicamente tutti i passeggeri del volo su
cui ha viaggiato l'uomo proveniente da Pechino, ed ha obbligato
i passeggeri seduti accanto a lui a rimanere chiusi nelle proprie
abitazioni in attesa di una visita medica a domicilio. Ci sono
già 13 casi di pazienti con sintomi sospetti. Due casi
accertati sono stati confermati in Mongolia e quattro probabili
in isolamento, queste persone provenivano dalla Mongolia cinese.
Nella capitale Ulan Bator sono già stati vietati tutti
gli assembramenti pubblici, i raduni ed i concerti. C’è
anche un primo caso sospetto in Nuova Zelanda: una donna appena
tornata da un viaggio dalla Cina, che dopo essere stata dimessa
dl’ospedale è stata messa in isolamento nella sua
abitazione. A Singapore i morti a causa della polmonite killer
sono saliti a 23 mentre sono 201 gli infetti. Fortunatamente non
sembrano esserci altri contagi da giorni in Vietnam e Canada.
Toronto è uscita dalle città sotto divieto dell’Oms.
Austrian Airlines : sospesi voli
su Beijing
28 aprile 2003 - Sospesi voli trisettimanali
tra Vienna e Beijing della Austrian Airlines per tutto il periodo
di Maggio e Giugno per evitare il rischio del contagio del virus
della polmonite atipica.
Pechino ai ripari: misure anti sars
Pechino - 28 aprile 2003 - Una telefonata di
Bush al presidente cinese Hu Jintao ha assicurato il totale appoggio
degli Stati Uniti alla Cina per fermare quanto prima il virus
della Sars che ha causato lutti a molte famiglie e che sta mettendo
a dura prova la salute di molte persone in Asia e soprattutto
in Cina. Intanto il governo cinese ha istituito un Centro nazionale,
inaugurato venerdì scorso dal premier Wen Jiabao, per il
controllo dell’epidemia ed ha organizzato un piano in 10
punti che metteranno in quarantena porti, stazioni ferroviarie
e autobus, un miglior uso delle risorse scientifiche e tecnologiche,
servizi e terapie mediche gratuite per i pazienti poveri. Le autorità
della capitale confermano che vi sono nella sola Pechino 7.262
persone in quarantena per fronteggiare il virus della Sars. Ad
Hai Dian e nei distretti centrali di Dongcheng e Chaoyang si concentra
il maggior numero di casi. L'Università del popolo, la
terza più grande di Pechino ed un altro stabilimento universitario
sono stati bloccati: gli studenti non sono più autorizzati
ad entrarvici o ad uscire. Tutti i locali pubblici sono già
stati chiusi, le porte sono state sbarrate nei karaoke, negli
internet café, nei bar con videogames, nei teatri, nelle
discoteche e nei cinema. L'ordinanza parte dalla polizia pechinese
e dagli uffici della cultura, i quali affermano che questi locali
non danno garanzie per la ventilazione e la disinfestazione, perciò
saranno chiusi fino a tempo indeterminato. Inoltre, in questo
periodo, è stato vietato celebrare funzioni quali matrimoni
o funerali, per evitare riunioni di massa che potrebbero mettere
in pericolo la salute dei cittadini, perciò i morti della
capitale cinese saranno cremati. Fonti governative hanno annunciato
anche che la Federcalcio locale ha deciso di rinviare l'inizio
del campionato nazionale di calcio, sia maschile sia femminile,
previsto in origine per la meta' di maggio. Non è stata
fissata alcuna nuova data, perchè preferiscono aspettare
lo scemare della sars per non mettere a rischio nuove possibili
vittime di contagio. Per ora sono 131 le vittime in tutta la Cina
ed il totale certo dei contagiati nella capitale è di 1.114.
Interi Condomini in quarantena,
folla in fuga da Pechino
Pechino -25 aprile - Le autorità della
capitale hanno deciso di mettere in quarantena interi condomini
di Pechino per contenere la diffusione dell'epidemia di polmonite
atipica. Il provvedimento potrebbe riguardare anche singole persone
che potrebbero essere state colpite dalla sars. Il governo prenderà
anche misure obbligatorie verso tutti coloro che si rifiutano
di collaborare. Potranno essere messi in quarantena oltre ai condomini
anche alberghi, scuole ed ospedali. Nel frattempo già centinaia
di pechinesi si trovano ad affollare le piazzette di fronte alla
stazioni degli autobus e della ferrovia di Pechino, con mascherine
bianche, nella speranza di riuscire ad abbandonare al più
presto la capitale cinese. Molti vogliono mettersi in viaggio
verso qualsiasi direzione: ovunque purché il più
lontano possibile dalla capitale e dall’epidemia. Molti
tornano a casa perché hanno paura di ammalarsi, anche se
a Pechino avevano un buon lavoro, non pensano che valga la pena
rimanere e rischiare il contagio ora che le cifre degli infetti
sono note e dopo aver saputo che la città ha registrato
35 morti.
Continua la psicosi: tutti prendono
provvedimenti
25 aprile - L'Oms esorta ad evitare viaggi
non indispensabili, per almeno tre settimane, a Pechino, nella
regione dello Shanxi ed anche a Toronto, dove le autorità
canadesi hanno annunciato un nuovo morto colpito dalla sars. Gli
Stati Uniti autorizzato i loro diplomatici "non essenziali"
a lasciare il Vietnam per evitare un’infezione di polmonite
atipica. In Italia, intanto, per timore del contagio della sars
i dipendenti di un comune in provincia di Napoli hanno impedito
ad una collega avvocato, da poco di ritorno da Hong Kong di rientrare
nell’ufficio legale della sezione civile. Invece Singapore
ha deciso di controllare la temperatura di tutti i passeggeri
che partono ed entrano dal suo aereoporto “Changi”,
utilizzando apparecchiature sviluppate per uso militare: scanner
a immagini termiche. Sono sette gli apparecchi attivi nello scalo,
i quali scannerizzano i passeggeri in arrivo da: Cina, Hong Kong,
Taiwan, Vietnam e Canada. E gli altri? Persone portatrici del
virus non potrebbero aver fatto altri tipi di scali? Verranno
aggiunti altri sette scanner entro la prossima settimana, il governo
spera di averne a disposizione 26 entro la metà di maggio.
Questi apparecchi forniscono un'immagine di quella che è
la temperatura corporea di ogni passeggero scannerizzato. Ma il
traffico di passeggeri dell'ultima settimana è sceso del
60% a causa della sars. Anche Lufthansa, come molte altre compagnie
aeree, riduce i sui voli verso l’Asia a causa del calo di
prenotazioni di viaggi verso la Cina. I collegamenti da Monaco
di Baviera per Hong Kong e Shanghai sono stati sospesi, solo i
voli quotidiani da Francoforte verso Hong Kong e Pechino continuano
ma con l’impiego di aerei più piccoli.
Annullata la settimana d’oro
Pechino - 23 aprile - Per cercare di evitare
una maggiore diffusione del virus della sars, la Cina ha deciso
di cancellare la "Settimana d’oro": il ponte festivo
legato al Primo maggio, dall'1 al 7. Gao Qiang, vice ministro
della Sanità, ha annunciato la cancellazione del ponte
legato alla Festa del lavoro, il quale è una consuetidine
di questi ultimi anni, introdotta nel 1999, per contribuire e
rilanciare l'aumento dei consumi, con decine di milioni di persone
in un esodo di massa che si spostano per il paese in bus, treno
o aereo. Il Primo maggio resterà ugualmente un giorno festivo
per la Cina, ma non così gli altri giorni della settimana,
nella speranza che i cinesi evitino i viaggi e dunque non rischino
di propagare ulteriormente il virus della polmonite atipica, che
ha già catastroficamente messo a dura prova l’Asia.
Questa decisione, il cui scopo è quello di evitare lo spostamento
di un massiccio numero di persone che potenzialmente potrebbe
provocare la diffusione di questa epidemia, è una misura
che il governo cinese ha preso con molte difficoltà, poiché
avrà come risultato notevoli perdite per il turismo e per
l’economia, le quali sono già state messe alle strette
dal virus; ma forse il problema relativo alla salute delle persone
prende sempre più campo ed interesse nella sfera delle
preoccupazioni primarie della Cina che sembra finalmente ora mettere
la vita dei suoi abitanti sopra ogni altra cosa.
Cina rischia nuova epidemia:
106 morti, 2.305 contagiati
Pechino - 23 aprile - L'Organizzazione mondiale
della Sanità è preoccupata per la Cina dove va ulteriormente
aggravandosi il bilancio dell'epidemia di Sars, sostiene infatti
che il grande paese asiatico rischia di dover far fronte a nuove
esplosioni di polmonite atipica nelle sue province dove, le stesse
autorità ammettono i bassi livelli del sistema sanitario
delle campagne: lì vive il 70% della popolazione cinese,
composta da 1 miliardo e 300 milioni di persone. Il premier Wen
Jiabao ha ammesso che il sistema sanitario in molte province della
Cina è totalmente inadeguato, un'epidemia dunque potrebbe
diffondersi molto prima che se ne venga a conoscenza e le conseguenze
potrebbero essere disastrose. Sarà perciò molto
duro contenere la Sars in Cina, specialmente in queste province
dove le risorse sono limitate. Le autorità mediche riferiscono
di nuovi decessi di persone uccise dal terribile morbo che ha
afflitto duramente la Repubblica Popolare. Ora i casi di contagio
sono 2.303, di cui 588 quelli certi e 666 quelli sospetti che
sono concentrati nella sola capitale, dove sono stati 29 i morti
confermati dal governo di Pechino. L'epidemia è molto più
grave di quanto si credesse in precedenza e potrebbe dover fronteggiare
una diffusione preoccupante. A Pechino paura e rabbia coabitano:
i leader emergenti della nuova generazione sono stati licenziati
per la loro negligenza. Questa catastrofe che ha colpito il Paese
mette a dura prova Hu Jintao, per il quale c'è ora da fronteggiarsi
con la sfida di una nuova Cina che tenta di aprirsi al libero
mercato e di avviarsi verso una lenta democratizzazione, ma che
da troppo poco ha imparato le leggi della trasparenza.
Fiammata del virus della sars
nel mondo
22 aprile - La sars che si è diffusa
in quasi tutto il mondo tramite i viaggiatori in aereo, non sembra
arrestarsi. Fortunatamente in Italia non c'è motivo di
allarme riguardo al virus, la situazione è stabile, ma
ciò non significa dover abbassare la guardia e non prendere
le dovute precauzioni, che non necessarriamente significano lasciarsi
andare in azioni legate al panico ed ai pregiudizi verso tutti
gli asiatici. La cosa migliore è prendere delle norme di
precauzione, quali ad esempio non viaggiare verso i paesi dove
la malattia sembra diffondersi; se è necessario dirigervisi,
è prudenti attenersi alla dovuta igiene. Doganieri, carabinieri
dei Nas e personale sanitario degli aeroporti italiani, infatti
sono tutti muniti di mascherine e guanti, e controllano i voli
in arrivo da Hong Kong, Toronto, Singapore, e Taipei. I primi
ad essere spaventati sono proprio i passeggeri asiatici e non,
che scendono dagli aerei anche loro muniti di speciali mascherine
e guanti.
Nelle Filippine una donna di 46 anni, arrivata da Toronto, 11
giorni dopo il rientro in patria è morta forse a causa
della polmonite atipica. Le autorità sono in attesa dei
risultati dei test di controllo per accertarsi che sia sars, ma
per evitare una spiacevole epidemia, hanno messo in quarantena
4 persone entrate in contatto con lei, le quali hanno già
febbre molto elevata. Altre 200 persone, che l’hanno incontrata,
sono state invitate a non uscire di casa. Negli aeroporti vengono
controllati tutti coloro che arrivano da aree infette, la donna
morta a Manila era rientrata attraverso il Giappone. Una circolare
è stata indirizzata ai membri della potente Unione degli
armatori greci (EEE), per prendere ferree misure preventive contro
la sindrome respiratoria acuta della sars. L'organizzazione ha
diffuso strettissime raccomandazioni da applicare ai marinai che
hanno soggiornato nei porti di Hong Kong, Singapore, Hanoi, Cina,
Taiwan, e di Toronto e Canada. Misure preventive che prevedono
pena di prigione e di un'ammenda di 5.000 dollari, sono state
prese da Singapore, che ha imposto ai battelli che accostano nel
suo porto una dichiarazione sullo stato di salute dell'equipaggio,
altrettanto severe sono le norme che ha preso Panama, segnala
l'EEE.
A Singapore sono stati segnalati 6 nuovi casi, di cui tre sono
dei bambini. 2400 lavoratori di un mercato sono stati messi in
quarantena. Il governo di Singapore ha minacciato di imprigionare
coloro che non rispetteranno la quarantena. Il ministro della
Sanità indiano, Digvijay Khanvilkar ha dato l’annuncio
di altri tre nuovi casi di sars in India, inoltre nei giorni scorsi,
25 ospiti di un matrimonio sono stati messi in quarantena dopo
che lo sposo malato di sars ha insistito per celebrare le nozze
nonostante le raccomandazioni dei medici. Più di 140 studenti
del sud est asiatico, da trenta diverse scuole che trascorrevano
un campo festivo, stanno trascorrendo un periodo di quarantena
sull'isola di Wight, per evitare il contagio con il virus della
polmonite atipica. I bambini rimarranno confinati nel centro vacanze
fino a quando non supereranno la visita medica. Nelle scuole in
Inghilterra più di settemila studenti cinesi sono stati
obbligati ad essere sottoposti ad una visita medica, mentre alcune
scuole come l'Eton College non accettano in aula gli studenti
che hanno visitato i loro parenti in Cina, Hong Kong o Singapore.
Il Canada, il solo Paese non asiatico ad aver registrato morti
da sars, ha annunciato che un lavoratore della sanità,
che ha ignorato il periodo di quarantena potrebbe aver esposto
al rischio del contagio centinaia di persone partecipando ad un
funerale. La Malesia ha riportato la morte di una seconda probabile
vittima della sars e la Thailandia una proprio oggi.
Lezioni, “quasi”,
sospese per l’epidemia
Pechino - 22 aprile - La crescita della paura
a causa dell'epidemia di sars a Pechino ha coinvolto anche l’andamento
delle scuole della città, le quali hanno sospeso le lezioni,
cancellato gli esami di un intero distretto consentendo ai genitori
di tenere i figli a casa. Le assenze, dovute alle preoccupazioni
dei genitori, già dilagavano e quindi, oltre 280 scuole
elementari e primarie del distretto di Haidian nel nord ovest
della capitale, sede di prestigiose università e centro
del settore dell'alta tecnologia cinese, sono state chiuse. Però
gli insegnati dell' Haidian District, dove vive circa un quinto
dei 14 milioni di abitanti di Pechino, sono obbligati a restare
sul posto di lavoro. Si è svolto proprio ieri un vertice
di quartiere, dove è stato deciso che se i genitori vogliono,
potranno mandare i loro figli a scuola. Qualora invece la paura
fosse maggiore i bambini potranno restare a casa. Gli insegnanti
sono disponibili a rispondere a qualsiasi domanda in proposito,
anche a correggere i compiti degli studenti telefonicamente, ma
questi sono tenuti ad essere presenti nelle scuole, anche se il
programma di studio sarà sospeso momentaneamente, e dove
le classi più numerose saranno composte in questi giorni
da soli 10 alunni, per gli altri la pausa scolastica durerà
due settimane. Fortunatamente a questi bambini e ragazzi, anche
loro duramente stressati dalla psicosi e dalla possibilita di
essere infettati, non verrà aggiunto altro materiale di
studio mentre la data degli esami di metà anno, il cui
inizio era previsto per il 23 aprile, è stata cancellata
fino a nuovo ordine. Circa 1 milione e 700mila persone saranno,
“forse”, a casa ma è sicuro che i bambini,
i cui genitori lavorano, saranno a scuola per non restare soli
in casa.
Ad Hong Kong riaprono le scuole
Hong Kong - 22 aprile - Sono tornati oggi a
scuola 200mila allievi delle secondarie di Hong Kong, dopo le
tre settimane di chiusura a causa della sars. Altre scuole riprenderanno
la prossima settimana. Questa decisione ha sollevato numerose
critiche: 14mila studenti hanno deciso di firmare una petizione
in Internet dove affermano di non voler essere utilizzati come
“cavie”. Ma il governo sostiene che le scuole non
hanno alcun pericolo, ugualmente ritiene sia indispensabile che
i ragazzi si presentino alle lezioni con una mascherina e guanti,
inoltre garantisce ai loro genitori che prima di essere ammessi
nelle classi tutti gli studenti dovranno sottoporsi alla misurazione
della temperatura corporea due volte al giorno.
Falso medico getta il caos
Pechino - 22 aprile - Nella città di
Shenzhen, nella Cina meridionale, un medico è stato arrestato
poiché ha effettuato false diagnosi le quali hanno creato
il panico in una fabbrica. Questi, che esercitava privo della
regolare licenza, avrebbe diagnosticato la polmonite atipica ad
una donna “semplicemente” raffreddata. Subito si è
creato il panico nella fabbrica dove lavorava la donna, infatti
si è provveduto ad un'immediata disinfezione. Il falso
medico sarà detenuto per 15 giorni ma non è stato
precisato se gli siano state mosse contro delle accuse formali.
Materazzi rimane in Cina
22 aprile - Giuseppe Materazzi rimane in Cina,
per allenare il Tianjin, nonostante anche lui sia molto preoccupato
per il propagarsi dell'epidemia del virus sars. Materazzi allogia
in un albergo, assieme all'assistente Oddi e al preparatore Fantoni
e tutti e 3 gli italiani prendono le loro dovute precauzioni:
evitano i luoghi affollati e quando serve usano la mascherina.
L’allenatore dichiara che prende le sue cautele, ma per
ora non pensa di tornare in Italia.
Cancellate altre gare
22 aprile - La Federazione internazionale di
nuoto ha cancellato due gare in Cina. Si dovevano svolgere, l'8
giugno a Hong Kong e il 15 dello stesso mese a Hongfeng, due maratone
valide per la Coppa del mondo. Questo provvedimento, dovuto all'esplosione
dell’epidemia del virus della sars in Asia, vale soltanto
per quest'anno.
I media cinesi criticano le autorità
Pechino - 21 aprile - I giornali cinesi, controllati
dallo stato, muti per settimane, hanno messo in prima pagina i
dati reali, che hanno dato conferma dei sospetti dell’Oms
fatti sulle autorità cinesi, le quali hanno inizialmente
tentato di nascondere l'estensione dell'epidemia di polmonite
atipica. L'epidemia che continua a mietere vittime, non ammette
alcuna negligenza, poiché è coinvolta la sopravvivenza
della gente, quindi non si ammettono ritardi o metodi inappropriati,
poiché altrimenti potrebbe crearsi una catastrofe. Molti
medici ed infermieri infatti sono infuriati perché costretti
a curare pazienti malati di sars anche se non hanno né
l'esperienza, né le attrezzature adatte. Il Beijing Star
Daily dichiara che, per molti cinesi, la copertura delle notizie
spaventa più dell'epidemia.
Rimossi dall’incarico Zhang Wenkang
e Meng Xuenong
Pechino 20 aprile - Zhang Wenkang è
stato rimosso dal suo incarico di ministro della Salute del Partito
comunista cinese così pure il vice capo del partito e sindaco
di Pechino Meng Xuenong, pochissime ore dopo l’annuncio
dei dati reali legati alla polmonite atipica. La decisione è
stata presa dal Comitato centrale del partito comunista cinese
che li ha destituiti. Non è stata fornita alcuna motivazione
della decisione. I due uomini, sono stati, nei giorni precedenti
la rimozione dai loro incarichi, criticati per la gestione dell'epidemia
di sars, anche perché dichiaravano che era sicuro viaggiare
in Cina. L’aumento esponenziale del numero di casi di Sars
a Pechino ora crea maggiori preoccupazioni per il grande paese
asiatico. Non è ancora chiaro il metodo di trasmissione,
poiché si sospetta non siano solo gli starnuti, i veicoli
più immediati, ma anche oggetti che sono venuti a contatto
con le particelle emesse dalla tosse, e quindi c’è
una possibilità che il virus abbia una vita lunga anche
al di fuori dell’organismo umano, e/o peggio ancora sia
trasmissibile attraverso le feci. Se così fosse, il rischio
di un peggioramento dell'epidemia è assai probabile data
la bassima qualità dei servizi di gabinetti pubblici cinesi.
La maggioranza dei malati sopravvive alla Sars, il cui tasso di
mortalità è attualmente del 6% , ma al momento non
c'è ancora una cura nota.
Premio a chi denuncia i casi
di sars
Pechino - 18 aprile - Nella provincia settentrionale
della Mongolia Interna sono state contagiate altre quattro vittime
dal mortale virus della polmonite atipica. Il numero dei casi
accertati delle persone infettate dalla sars nella Repubblica
Popolare continua a salire. Il governo di Taiwan ha deciso di
assegnare una ricompensa di 2.500 dollari di Taiwan (70 euro circa),
per ogni persona che non segnalerà un caso probabile o
sospetto di nuovo contagiato dal virus. Nell'isola si sono già
verificati 29 casi e circa 1.700 persone sono in quarantena. Le
autorità sono molto preoccupate della possibilità
di un‘epidemia su vasta scala, agevolata dalla vicinanza
con la Cina, che presenta il maggior numero di casi in Asia. Ad
Hong Kong alcuni medici stanno mettendo a dura prova le loro conoscenze,
per salvare tre neonati, nati da donne portatrici del virus della
sars. I piccoli che hanno una condizione polmonare gravissima
sono sotto cure e controlli con la speranza che non abbiano contratto
la polmonite atipica dalle madri. Honk Kong presenta una situazione
di allarme gravissimo, perciò il governo ha annunciato
che la chiusura precauzionale delle scuole medie ed elementari
continuerà fino a data indeterminata. A Singapore fortunatamente
l'allarme della Sars, che ha comportato la chiusura delle scuole
e la messa in quarantena di mille persone, si sta attenundo lentamente:
hanno riaperto asili e scuole. Mentre le scuole internazionali,
sono ancora semivuote. Intanto anche in India è stato registrato
proprio ieri un primo caso di sars. I controlli in atto negli
aeroporti internazionali del Paese hanno individuato il caso di
Sars. L'uomo, ricoverato in completo isolamento, è un ingegnere
marittimo che aveva visitato di recente Hong Kong e Singapore
prima di rientrare a Bombay. Fortunamente molti virologhi stanno
lavorando per trovare una soluzione a questa atroce malattia.
Tommy G. Thompson, ministro della sanità americano, ha
annunciato che presto tre test saranno in grado di accertare se
i pazienti sono stati colpiti dalla polmonite atipica. Anche in
Italia, a Siena, vi sono ricercatori al lavoro per mettere a punto
un vaccino contro la Sars.
Maggiore trasparenza sulla Sars
in Cina ? Speriamo !
Pechino - 18 aprile - Il Comitato direttivo
politico, dopo l’accusa di non collaborare con l’Organizzazione
mondiale della Salute (Oms) nel fornire i dati delle persone contagiate
dal mortale virus, ha deciso di lanciare una campagna che porti
alla luce quanto di più valido ed utile si possa fare per
evitare che si propaghi a macchia d’olio la sars in Cina.
Ieri, Hu Jintao, presidente della Cina, ha dichiarato di esigere
una totale trasparenza per quanto riguarda la situazione delle
persone colpite dal virus della polmonite atipica. Sostiene che
sia necessario non diffondere dati falsi e che i cittadini avvertino
quanto prima chi di competenza, per provvedere alla cura immediata
dei casi, alfine di non propagare ulteriormente il virus. Proprio
prima di questo vertice, i funzionari cinesi avevano deciso di
ignorare le accuse dell'Oms e non avevano espresso minima intenzione
di aggiornare i comunicati stampa uffuciali con il reale numero
di contagiati cinesi. La speranza dell’Oms è ora
nell’effettiva volontà della Cina di tenere aggiornato
il bollettino con i dati reali, se fossse già stato fatto
da quando si sono riscontrati a novembre i primi casi, si sarebbero
infatti potute salvare molte vite umane e si sarebbe evitato il
propagarsi dell’epidemia polmonare in altri paesi. L'Oms
ha ribadito che se a dicembre si fosse saputo già e quindi
si fosse isolata la Cina, ora sarebbe tutto diverso. La soddisfazione
è nei grandi passi avanti, delle ultime cinque settimane,
che hanno raggiunto gli scienziati, individuando subito i casi
sospetti e nei risultati della ricerca, infatti si auspica che
entro un anno o due vi sarà un vaccino o un farmaco antivirale.
Sars anche nelle università di Pechino
Pechino - 17 aprile - Un professore universitario
e di un giornale di Hong Kong ha denunciato in due Università
di Pechino dei casi di polmonite atipica. Il direttore dell'Università
di Pechino ha dichiarato nel sito ufficiale dell'ateneo che la
madre di una ricercatrice a metà aprile è morta
e quindi successivamente è stato chiuso l'istituto di economia.
Un giornale conferma che circa 13 istituti della capitale sono
stati chiusi dopo il verificarsi di casi di Sars.
Aperti agli esperti Oms due ospedali
militari
Pechino - 16 aprile - L’Organizzazione
Mondiale della Sanità può visitare due ospedali
militari in Cina, dopo una serie di lunghissime pressioni fatte
al governo cinese. Pechino ha dato il lascia passare all’interno
dei due ospedali super sorvegliati, dove più medici hanno
già affermato siano ricoverati molti pazienti, più
di quanti il governo dichiari, affetti dal virus della sars. Wolfgang
Preiser, un virologo tedesco dell'Oms, dopo aver visitato un ospedale
militare di Pechino sostiene che molti dei casi che ha incontrato
sono stati taciuti dal governo. Ma i funzionari del governo cinese
continuano a dichiarare che i ricoverati colpiti dalla Sars, presenti
negli ospedali militari sono già stati conteggiati nelle
cifre ufficiali fornite, ma tutto ciò è poco probabile
perché in Cina quasi tutte le informazioni di interesse
militare sono coperte dal segreto di Stato. Il sistema di registrazione
militare, attualmente in uso nella nazione orientale, non è
collegato a quello municipale. Una squadra di cinque specialisti
si è messa già all’opera, per una accurata
ispezione degli ospedali ed entro domani gli esperti finiranno
l’indagine preliminare. Altre squadre si recheranno anche
nelle altre zone della Cina che sono state colpite della polmonite
atipica. La Cina in tutta questa situazione è fortemente
criticata, poiché non ha messo a disposizione le informazioni
sulla patologia nonostante fosse proprio uno degli epicentri dell'epidemia.
L’Oms è molto preoccupata nell’affrontare quest’indagine,
perché teme di trovare un numero di ben cinque volte maggiore,
di persone già infette dal mortale virus, ma è sicura
che indagando affondo potrà capire come meglio essere d’aiuto
in questa drastica epidemia. Una speranza riposa ora nella campagna
sanitaria promossa dal governo, la quale dovrebbe prevenire a
Pechino l'esplosione di un'epidemia di proporzioni simili a quella
della provincia meridionale del Guangdong. Nel mondo la polmonite
atipica ha già ucciso oltre 130 persone. Due persone sono
attualmente ricoverate in ospedali spagnoli presentando i sintomi
della sars: un cittadino britannico, di ritorno dall’Australia
che ha fatto scalo ad Hong Kong ed un cittadino spagnolo di ritorno
dal Canada. Un'altra vittima è stata riscontrata in Mongolia,
dove altre sette persone sono state contagiate. Un caso sospetto
è stato segnalato anche in Israele. La psicosi causata
dalla paura dell’epidemia mortale ora ha contagiato anche
internet: un sito cinese ha diffuso la notizia di un'altra nuova
epidemia misteriosa che si sarebbe diffusa nel Paese facendo 143
vittime. La notizia è stata immediatamente smentita dall'Ufficio
per la salute del governo municipale di Pechino.
SARS annulla molte manifestazioni
sportive in Asia
Dalian - 15 aprile - L'epidemia della Sars
ha rinviato le semifinali della Champions League d'Asia, tra la
squadra cinese Dalian Shide e quella degli Emirati Arabi dell'Al
Ain. La partita avrebbe dovuto tenersi il 23 aprile allo Stadio
del Popolo di Dalian. Tra i vari eventi rinviati per la polmonite
atipica, anche la Coppa Davis a Hong Kong (forfait del Libano),
la maratona femminile di Pechino, il torneo di Singapore di rugby
a 7 e le tournees di Everton e Aston Villa in Cina.
Pechino e Virus Sars: forse presto
si saprà la verità!
Pechino - 14 Aprile - Il China Daily pubblica
le parole di Meng, sindaco della capitale, dove viene finalmente
ammesso che i casi di polmonite atipica non sono stati importati
da altre regioni, ma si sono presentati già dai primi di
marzo. Proprio il giorno prima, il presidente della Cina Hu Jintao
ha incontrato Tung Chee-hwa, capo dell'esecutivo di Hong Kong,
a Shenzhen, la zona economica speciale adiacente all'ex colonia
britannica. Hu ha promesso il totale sostegno nella lotta contro
la Sars e si è complimentato con Tung, per come abbiamo
cercato di mantenere il controllo, curare e prevenire la Sars.
Forse però anche il governo cinese dovrebbe fare lo stesso,
cominciando a dichiarare quanto prima tutti i casi di polmonite
atipica.
L'Asia in crisi per la Sars
13 Aprile - I governi di tutto il mondo stanno
prendendo misure preventive contro l'epidemia del virus. Intanto,
il Singapore General Hospital ha avuto 19 persone infettate da
un inconsapevole “supercontaminatore” che è
riuscito a mascherare il virus, poiché era già affetto
da molte altre patologie... La maggiore preoccupazione del principale
ospedale della città è che molti altri reparti potrebbero
essere già stati contagiati. Singapore affronta ora anche
l’isolamento di un’intera nave da crociera, "Superstar
Virgo", anche se solo un membro dell’equipaggio sembra
aver presentato i sintomi della sars. Il ministro delle risorse
umane, Lee Boon Yang, è seriamente preoccupato, perciò
ha dichiarato che il governo ha deciso di usare telecamere di
sorveglianza, per controllare meglio la complicata situazione.
La polmonite atipica ha esportato da Hong Kong il suo dannosissimo
virus anche nel Vietnam: nell'ospedale francese di Hanoi, Nguyen
Huu Boi, 69 anni, un medico francese di origine vietnamita, è
deceduto il 12 aprile a causa della sars. Aveva curato a fine
febbraio la prima persona colpita dalla malattia nella zona vietnamita,
un uomo d'affari che passò per la capitale prima di morire
successivamente ad Hong Kong. Questi casi hanno messo in agitazione
anche le Filippine che si mettono al riparo, permettendo, ai domestici
di origine filippina che lavorano ad Hong Kong di rientrare in
patria, solo dopo essersi sottoposti ad una visita medica per
assicurarsi di non essere affetti dalla polmonite atipica. Quelli
che non risulteranno negativi all’esito, non potranno lasciare
Hong Kong. I problemi non mancano neppure per Cathay Pacific Airways,
compagnia di volo di Hong Kong, la quale pianifica una sospensione
dei voli per il mese di maggio. Anche questo è stato deciso
a causa della polmonite atipica, poiché si è ridotto
notevolmente il numero dei passeggeri. I dirigenti della compagnia
sono disperati e non vogliono rilasciare ulteriori commenti. Cathay
Pacific Airways ha già cancellato circa il 42% dei suoi
voli ed i rimanenti stanno operando con una percentuale di posti
occupati dal 30 al 35%. L’ipotesi è molto drastica,
ma è inevitabile, anche se creerà ugualmente molte
perdite. L’intera flotta ed i passeggeri non potranno partire:
la città di Hong Kong subirà notevoli isolamenti,
poiché già altre compagnie aeree hanno deciso di
non fare più scalo nell'isola. Forse per un periodo indeterminato
non ci sarà la possibilità né di uscire né
di entrare nell'ex colonia britannica. Incalcolabili potrebbero
essere i danni economici.
Sars:1.314 persone infette
Pechino - 11 aprile - Il numero di colpiti
dalla polmonite atipica a Guangdong, provincia del sud della Cina,
è salito a 1.237 casi: il dottor Zhong Nanshan, che lavora
nella regione, ha diagnosticato ventiquattro nuovi ammalati. L'epidemiologista
segue il problema del virus della Sars da quando sono stati rilevati
i primi casi nel novembre 2002. Il bilancio nazionale indica 1.314
persone infette, secondo le autorità, ma è molto
probabile che le persone che hanno contratto il virus siano più
numerose.
Vecchio slogan di Hong Kong imbarazzante
Hong Kong - 10 aprile - Cambia lo slogan per
il turismo di Hong Kong. Il precedente slogan, paradossalmente
diceva: "Hong Kong ti toglierà il respiro". I
problemi respiratori sono il primo sintomo della Sars (Severe
Acute Respiratory Syndrome), il virus della polmonite atipica
che ha dato un duro colpo agli abitanti della grande megalopoli
asiatica. Simon Clennell, manager dell'autorità del Turismo
di Hong Kong, ha difatti, dopo la diffusione dell'epidemia, fatto
rimuovere dalle riviste e dai cartelloni pubblicitari il vecchio
slogan, per sostituirlo con il nuovo "Non c'è nessun
altro posto come Hong Kong".
Virus Sars: l'OMS vuole le cifre
reali
Pechino - 10 aprile - Ma Xiaowei, vice ministro
della sanità cinese, ha detto che i decessi causati dall'epidemia
che ha messo a dura prova l'Asia si sono registrati nelle regioni
del Guangdong, lo Shanxi, il Guangxi, lo Hunan e il Sichuan e
nella capitale Pechino. Il governo cinese ha ammesso per la prima
volta che alcuni dei casi di sars registrati nella capitale potrebbero
aver avuto origine proprio a Pechino. 1.290 sono stati colpiti,
ma fortunatamente, così dicono, già 1.025 sono guariti.
Ma nel frattempo vi sono state altre due vittime di polmonite
acuta: una nel Guangdong, nel Sud del Paese dove si pensa che
la malattia si sia originata; e un'altra nella provincia settentrionale
dello Shanxi. 55 è il numero ufficiale delle vittime totali
in Cina. Sono sospetti però i dati reali dell'epidemia,
che potrebbero essere maggiori. Sanitari e fonti giornalistiche
indipendenti, rivelano un numero superiore di persone infette
solo nella capitale: la discrepanza con i dati ufficiali è
notevole. L'OMS, ha ufficialmente rivolto un appello alle autorità,
affinché non tacciano più le cifre reali delle persone
infette. Un insegnante americano, James Salisbury, che nel Guangdong
aveva contratto la sars, è morto ad Hong Kong, subito dopo
il ricovero in ospedale. Secondo la testimonianza dei suoi amici,
l'uomo sarebbe stato trasferito solo dopo molte resistenze nell'ospedale
dell'ex colonia britannica. L'accusa fatta al governo cinese è
di aver aspettato troppo e quindi di essere intervenuti tardi
nel dare cure mediche all'insegnante. I suoi amici infatti pensano
che le autorità cinesi, solo alla fine abbiano dato il
consenso al trasferimento, perché non volevano la morte
di un altro straniero nel paese. Con lui era stato ricoverato
anche suo figlio di sei anni, che ora fortunatamente si trova
in condizioni stabili. Le circostanze del decesso di James Salisbury
sono confuse e danno maggiori preoccupazioni e certezze sul fatto
che il regime asiatico, stia nascondendo dettagli e cifre importanti
per evitare la diffusione del panico, ma che creano così
un numero sempre crescente di vittime e di sottovalutazione delle
possibili precauzioni necessarie per evitare il propagarsi del
contagio.
Air India dimezza i voli su Hong
Kong
Hong Kong - 9 aprile - Anche Air India ha dischiarato
di avere dei problemi a volare verso Hong Kong: a causa di un
rifiuto dei piloti fatto ufficialmente al tribunale del lavoro,
la compagnia ha deciso di ridurre i suoi voli sull’ex colonia
britannica. La polmonite atipica ha fatto così calare il
numero dei voli da cinque a due anche a causa della notevole riduzione
del numero dei passeggieri con meta Hong Kong.
Un sms di massa ad Hong Kong
Hong Kong - 8 aprile - Le Autorità di
Hong Kong hanno deciso di inviare un sms per smentire la notizia
che la popolazione ha letto in internet, dove veniva annunciato
che la città sarebbe stata messa in quarantena, poiché
tutta l'area è risultata infetta. Un ragazzino è
riuscito a riprodurre alla perfezione sul Web la prima pagina
del più diffuso quotidiano locale. Terence Yu, portavoce
dell’ufficio per il commercio, spiega che questo messaggio
doveva arrivare il più presto possibile a tutti ed è
per questo che è stato scelto questo mezzo diretto come
avvertimento. La popolazione ha gradito l’iniziativa, ma
la paura non è passata. Già circa sei milioni e
mezzo di messaggi sono stati inviati agli abitanti per tranquillizzarli.
Nuova vittima del virus
Pechino - 8 aprile - Guo Jiyong, vice direttore
generale dell'Ufficio della Sanità di Pechino ha dato l’annuncio
che ieri, un responsabile finlandese dell'Onu, Pekke Aro, 53 anni,
è morto a causa della polmonite atipica portando così
a quattro il numero di decessi nella capitale cinese. Non è
chiaro se la vittima finlandese sia stata inclusa nel bilancio
complessivo dei 51 morti nell'intera nazione. Le notizie certe
sono solo che l’uomo era giunto a Pechino dalla Thailandia
lo scorso 23 marzo per partecipare a una conferenza internazionale.
Dopo cinque giorni ha avvertito i primi disturbi ed è stato
ricoverato il 2 aprile con febbre alta, tosse, problemi respiratori
e diarrea. Le cure mediche non sono riuscite a salvarlo e l’uomo
è così deceduto il 6 aprile.
No ai clienti cinesi e di Hong Kong
Hong Kong - 7 aprile - L’allarme polmonite
atipiche ha creato uno stato di panico che porta alle situazioni
più assurde. La presidentessa della Commissione Pari Opportunità,
Anna Wu, comunica che gli atti di discriminazione ad Hong Kong
sono in continuo aumento a causa del panico dato dalla paura del
contagio. Chi è stato contagiato dal virus è sottoposto
oltre alle pene della malattia alla discriminazione da parte di
un numero sempre maggiore di persone e vede un uguale discriminazione
nei confronti dei propri famigliari ed amici. Alcuni impiegati
di alberghi della città, non accettano clienti da Hong
Kong o dalla Cina. La preoccupazione ed il panico che porta alla
discriminazione ha preso sempre più piede dopo l’annuncio
dell’Organizzazione mondiale della sanità, in cui
veniva spiegato che il virus della polmonite atipica si diffonde
per mezzo delle goccioline della tosse e degli starnuti, le quali
hanno un raggio d’azione di circa un metro.
Forse gli scarafaggi sono gli untori della
polmonite atipica
Hong Kong - 8 aprile - Hong Kong prende seriamente
in considerazione che i portatori maggiori del contagio della
polmonite atipica possano essere stati gli scarafaggi . Questi
insetti “blatta orientalis”, si suppone che possano
essere passati attraverso gli scarichi attraverso le fognature.
Se fosse vero, sarebbe molto più difficile provvedere alla
prevenzione del contagio, perchè isolare le persone già
ammalate sarebbe poca cosa, in quanto questi insetti potrebbero
ugualmente infettare il resto della popolazione diramando rapidamente
l’epidemia e trasportando il virus attraverso rifiuti infetti
dalle condutture di scolo all'interno degli appartamenti, i quali
nella città, di più di sette milioni di abitanti,
sono densamente affollati di persone. Il virus della polmonite
killer si è già diffuso a macchia d’olio in
un condominio di Hong Kong a Amoy Gardens, nel popoloso quartiere
di Kowloon. Nel giro di pochissimi giorni sono stati gravemente
colpiti 300 abitanti dell’intero condominio. Leung Pak-yin,
vicedirettore dell'Ufficio della sanita' di Honk Kong, ha esposto
questa possibile tesi sugli scarafaggi untori. L’ipotesi
è nata dal momento che i medici non riescono a spiegarsi
la facilità e rapìidità con cui il virus
si è diffuso ed ha preso piede. I sintomi della Sars che
includono febbre alta, brividi, difficoltà respiratorie
e colpi di tosse o di starnuti, avevano fatto supporre ai funzionari
sanitari che la malattia si difondesse per contatto diretto. La
malattia continua a diffondersi. E la preoccupazione, che allo
stesso tempo, è anche una fonte di stupore, è il
fatto che i contagiati non si conoscano tra di loro, non hanno
avuto mai contatto con persone già infette dal virus e
durante il periodo della notizia dell’epidemia abbiano rispettato
norme come mascherine e siano rimasti nelle loro abitazioni il
maggior tempo possibile. Altri 240 abitanti sono in quarantena
e 278 sono tra gli 883 casi di sindrome respiratoria acuta grave
registrati da tenere sotto stretta sorveglianza. Hong Kong, dopo
la Cina, è la seconda per quanto riguarda le persone colpite
dal virus. Guangdong ed anche altre provincie cinesi sostengono
che il tasso di contagiati sia in notevole diminuzione.
La psicosi del virus terrorizza il mondo intero
8 aprile - Un italiano residente in Brasile,
è sotto osservazione, dopo aver accusato durante il volo
Parigi-Rio de Janeiro i sintomi della polmonite atipica; non appena
giunto in aeroporto è stato ricoverato. L'uomo sostiene
di non essere mai stato in Asia e di essere sempre rimasto a Parigi
tutto il tempo del suo soggiorno all’estero. In Italia un
ragazzo torna dalla Cina ed i suoi vicini lo vogliono mettere
in quarantena. Il Codacons invita i genitori a non acquistare
giocattoli dai venditori ambulanti cinesi, sostenendo che un pupazzo
cinese “con odori nauseabondi”, può essere
di dubbia provenienza chimica. Gli inglesi dimezzano i voli della
loro compagnia di bandiera diretti ad Hong Kong, ed anche la Turkish
Airlines sospende i voli settimanali Istanbul-Hong Kong: se non
nasceranno nuove complicazioni pensa di riprendere il servizio
dal 1° maggio. Invece l’Australia, anche lei coinvolta
nell’allarmismo, ha deciso di mettere il virus tra le malattie
sottoposte a quarantena. Le autorità sanitarie, se lo riterranno
necessario, potranno obbligare chiunque sia sospettato di soffrire
della polmonite atipica, a sottoporsi ad esame o a cure.
Un medico denuncia le autorità cinesi
di Pechino
Pechino - 9 aprile - Le autorità cinesi
sono state accusate da un medico militare. Secondo Jiang Yanyong,
queste nasconderebbero le reali cifre sulla diffusione del virus
della Sars, o polmonite atipica, a Pechino. In una lettera a giornali
internazionali sostiene che 6 persone sono già morte in
un ospedale militare, ed i ricoverati sarebbero stati ben piu'
di 60. Le autorità, continuano a confermare che nella capitale
ci sono stati solo 19 casi di infezione e 4 decessi, tra cui,
ricordiamo un finlandese.
Guanti e mascherine per evitare la Sars
Milano - 7 aprile - Le misure di sicurezza
contro la Sars negli aeroporti per il personale diretto verso
destinazioni considerate a rischio, seguono le disposizioni del
ministero della Sanità. E’ d'obbligo l’uso
di guanti e di mascherine nel caso si dovesse venire a contatto
con persone che presentano patologie che facciano pensare che
si tratti del virus Sars. Malpensa Express, che collega l'aeroporto
internazionale e Milano, ha già alcuni controllori che
hanno deciso di lavorare con mascherine e guanti. Questa, però,
è un'iniziativa personale. Ma il ministro della sanità
Sirchia è convinto che tutte queste norme di allarmismo
siano eccessive ed ingiustificate. Però, un ragazzo che
vive tra Italia e Cina e lavora vicino a Shanghai, ma torna spesso
in Italia, nell’ultimo viaggio dopo essere partito dalla
Cina il 21 marzo, ha effettuato uno scalo di sei ore ad Hong Kong
e probabilmente lì ha incubato il virus. Forse la soluzione
necessaria è maggiore informazione per evitare di creare
il panico tra i passeggeri.
Il Liceo francese di Pechino chiude le porte
Pechino - 7 aprile - Jean-Pierre Lafon, ambasciatore
francese in Cina ha annunciato che la polmonite atipica ha creato
problemi anche al Liceo francese di Pechino (LFP), il quale chiudererà
le porte in questi giorni per misure precauzionali. Il 18 aprile
dovevano avere inizio le vacanze di 740 studenti, ma saranno anticipate
per evitare possibili contagi. Il 5 maggio è previsto l’inizio
dei nuovi corsi, ma se le peoccupazioni causate dal virus continuerano
gli alunni di 45 nazionalità diverse dovranno attendere
per ricominciare i propri studi.
Scoperta l'origine della SARS
Liu Jianlun, 64 anni, microbiologo cinese piuttosto
celebre in patria, sarebbe stato la prima vittima del famigerato
virus della polmonite atipica. Lo scienziato stava lavorando su
un altro virus, da cui deriverebbe quello della SARS, il H5N1,
un microbo che colpisce periodicamente gli ovipari in tutta la
Cina meridionale, causando ingenti danni economici agli allevatori
di pollame locali. Il governo di Pechino avrebbe commissionato
al medico di studiare questa malattia; Liu aveva così cominciato
a manipolare il virus H5N1 per trovare un vaccino, ma per qualche
incidente in laboratorio, l'esperimento sarebbe degenerato contagiando
lo studioso, che sarebbe stato dunque il primo portatore della
malattia. Verso la fine di febbraio lo scienziato raggiungeva
Hong Kong già malato, ufficialmente per partecipare ad
un matrimonio, invece secondo il responsabile del Centro per le
ricerche epidemiologiche della provincia del Guangzhou, Sun Hong-Cheow,
per incontrare qualcuno venuto da Pechino per ricevere i risultati
della sua ricerca. Lo scienziato è stato ricoverato al
Kwong Wah Hospital, dopo aver trovato il tempo di fare una passeggiata
con il cognato. Ambedue sono morti nel giro di pochi giorni. La
SARS in breve tempo è riuscita a contaminare un gran numero
di persone e ha cominciato a mietere vittime principalmente nel
Sud Est asiatico, tra le quali il medico italiano Carlo Urbani,
che è stato il primo ad isolare il virus, e causando parallelamente
pesanti danni economici al settore turistico di questa area asiatica.
Forum internazionale sull'occupazione sospeso
Pechino - 4 aprile - Il forum sull'occupazione
che si doveva tenere a Pechino la prossima settimana è
stato ufficialmente rimandato. L'epidemia di polmonite atipica
che ha colpito la Cina, preoccupa molto anche l'Organizzazione
Internazionale del Lavoro ed il governo cinese, le quali hanno
annullato la settimana di incontri di discussioni del forum. Entrambe
però, non hanno voluto entrare nei dettagli della decisione
presa di comune accordo. Molti avvenimenti e manifestazioni che
dovevano tenersi nella capitale giorno dopo giorno vedono la cancellazione.
Sono stati già annullati vari summit di uomini d'affari,
il concerto dei Rolling Stones ed anche Carlos Santana e Moby
i cui concerti dovevano tenersi a Hong Kong. Intanto anche in
Europa si moltiplicano le precauzioni anti SARS, come ad esempio
la rinuncia agli ospiti cinesi al Far East Film Festival di Udine.
Città gemellata con la Cina spaventata
dalla polmonite
Pechino - 3 aprile - Il rappresentante di Pechino
a Wellington protesta poiché un’intera delegazione
cinese giunta in Nuova Zelanda per partecipare ad una conferenza
di città gemellate è stata rifiutata per colpa dell'epidemia
di polmonite atipica che in questo periodo miete vittime in Cina.
I 19 membri della delegazione non appena sbarcati dal loro volo
si sono visti consegnare una lettera dove veniva richiesto a tutti
loro di non partecipare alla conferenza per motivi di sicurezza,
al fine di evitare un contagio della malattia facilmente trasmissibile
per via respiratoria.
Il rock dei “Rolling Stones” non
arriverà in Cina
Pechino - 31 marzo - I Rolling Stones, dopo
40 anni di carriera, per la prima volta dovevano suonare in Cina,
ma hanno cancellato i concerti per il diffondersi dell'epidemia
di Sars, anche detta polmonite atipica, che ha ucciso molte persone
nelle città orientali. Mick Jagger, dopo aver annullato
l'esibizione ad Hong Kong prevista per il 28 e 29 marzo ha cancellato
anche le date fissate a Shanghai per il 1 aprile e Pechino per
il 4 aprile. La drastica decisione è stata determinata
da un consiglio dell'Organizzazione mondiale della Sanità.
Da molto tempo, la band, voleva esibirsi in Cina e sperava di
farlo presto, infatti vuole riorganizzare il prima possibile l’esibizione.
L'aumentare del numero dei casi di ammalati e morti in Cina e
il pericolo che si potrebbe ottenere con assemblamenti di persone
che potrebbero creare contagio, ha dato enorme preoccupazione
alle autorità ufficiali cinesi per la supposta riunione
della grande quantità di pubblico e fans, per nulla a norma
di sicurezza in un periodo di sospetta epidemia. I Rolling Stones
solo quest’anno avevano ufficialmente pubblicato un album
in Cina, anche se, ormai da tempo nelle varie città cinesi,
i loro cd circolano abitualmente in versioni pirata nei mercati
alla modica cifra di 10 yuan (1,2 Euro). La cifra del biglietto
della tappa di Pechino, presso lo stadio dei lavoratori con capienza
di 10000 posti, era stata fissata attorno dai 280 ai 3000 yuan
(33/340 Euro), mentre la partecipazione al buffet con la rock
band era attorno ai 6000 yuan ( 680 Euro). Ma anche la cifra più
bassa per assistere all’evento è esagerata per un
cinese medio, poiché può rappresentare metà
stipendio mensile. Infatti le mete di Shanghai e Pechino neppure
nei primi giorni del mese di marzo avevano ottenuto consone vendite
di biglietti. Una gran parte del ricavato era destinata alla “China
Association of special art” che aiuta artisti disabili.
Particolarità nel concerto doveva essere un esibizione
dei Rolling Stones assieme a Cui Jian, cantante rock che si esibì
a Tian An Men nel 1989 nel mentre della sanguinosa protesta studentesca.
La polmonite atipica continua a mietere vittime
Canton - 26 marzo 2003 - L'epidemia di polmonite
atipica continua a preoccupare le autorità sanitaria di
mezzo mondo. Intanto è stata confermata dalle stesse autorità
di Pechino che l'origine del virus è cinese. In un primo
tempo si sapeva che le vittime in territorio cinese erano state
cinque su trecento casi accertati, adesso, invece il numero delle
vittime è salito fino a trentuno, mentre sono svariate
centinaia i casi di persone infettate un po' in tutto il mondo.
Solo nella capitale del Guandong, Canton, dal 16 novembre 2002
sino alla fine di febbraio i morti sono stati 24, secondo l'Ufficio
della sanita' della provincia. Dalla ricca regione meridionale
il virus poi si sarebbe propagato nelle altre grandi città
del Sud Est asiatico, e da lì, nel resto del mondo. L'allarme
dunque resta alto nella regione. Ad Hong Kong ad esempio molte
scuole hanno invitato i propri alunni a non presentarsi nelle
aule per l'alto rischio di contagio. Le autorità sanitarie
hanno dato luogo ultimamente ad una vera caccia all'uomo, per
cercare di rintracciare un gruppo di turisti che aveva alloggiato
nell'albergo dove era stato individuato il focolaio della malattia.
Allarme polmonite
Hong Kong - 16 marzo 2003 - Una nuova forma
di polmonite virale si sta velocemente diffondendendo in tutta
l'Asia sud orientale, e già si contano i primi casi in
Europa. La World Health Organization (WHO), attraverso il suo
portavoce Dick Thompson a Ginevra, ha detto che la malattia è
altamente contagiosa, e non risponde agli antibiotici o ai farmaci
antivirali, e soprattutto si diffonde ad una velocità preoccupante.
Il virus intanto continua ad espandersi: solo sabato sono stati
registrati 11 nuovi casi a Hong Kong e a Singapore. Nei giorni
precedenti un'infermiera di Hanoi, Vietnam, e un uomo d'affari
americano ad Hong Kong sono deceduti in seguito al contagio. Numerosi
medici francesi sono partiti alla volta della capitale vietnamita
per cercare di arginare la drammatica situazione. In tutto sono
già centinaia i casi di persone infettate in questi giorni.
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