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La Cina richiede agli Stati Uniti di cessare la vendita di armi a Taiwan
14 novembre 2007 - La Cina martedi' ha richiesto agli Stati Uniti di annullare immediatamente ogni vendita o progetto di vendita di armi a Taiwan e ogni legame militare con l'isola ... continua
Taiwan deve far parte della staffetta della torcia Olimpica
23 giugno 2007 - Beijing (Pechino) insiste che Taiwan debba far parte del cammino della torcia Olimpica verso il 2008 seguendo i termini dell'accordo scritto raggiunto all'inizio di questo anno con il Comitato Olimpico di Taiwan ... continua
Missili taiwanesi in grado di colpire la Cina se sviluppati completamente
23 aprile 2007 - Le forze armate di Taiwan, questa settimana, hanno simulato una battaglia utilizzando missili a corto raggio e Cruise che potrebbero colpire bersagli militari in Cina ... continua
Il Comitato nazionale della Conferenza consultiva politica del Popolo Cinese chiama a opporsi alla "indipendenza legale di Taiwan"
16 marzo 2007 - La quinta sessione del decimo Comitato nazionale della Conferenza consultiva politica del Popolo Cinese si e' conclusa giovedi' mattina a Pechino adottando una risoluzione politica che chiama a una ferma
opposizione contro le attivita' secessioniste in tutte le loro forme che vogliano realizzare "l'indipendenza giuridica di Taiwan" ... continua
Il presidente da Taipei minaccia la secessione
6 marzo 2007 - "Taiwan dovrebbe essere indipendente, Taiwan dovrebbe usare il suo nome" ... continua
Cina insiste perche Stati Uniti cancellino Piano di vendita Armamenti a Taiwan
2 marzo 2007 - La Cina Venerdi' ha espresso la sua forte insoddisfazione e la sua ferma opposizione al piano di vendita armamenti americano che viene considerato come un'interferenza negli affari interni ... continua
Ministero degli Esteri Cinese respinge la teoria della "Minaccia Cinese"
2 marzo 2007 - Giovedi' il portavoce del Ministro degli Esteri Cinese Qin Gang ha respinto la cosidetta teoria della "Minaccia Cinese", dicendo che chiunque puo' capire e riconoscere che la politica estera della Cina "non rappresenta una minaccia" ... continua
Al centro del discorso di fine anno di Hu, la questione Taiwanese
1 gennaio 2007 - Il presidente Hu Jintao nel suo messaggio di fine anno ha affermato che promovuerà il dialogo con l'altra sponda dello stretto taiwanese, per salvaguardare la pace e la stabilità e premerà per una riunione pacificia con la "provincia ribelle" ... continua
Made in Taiwan
24 agosto 2006 - La situazione a Taiwan non e' delle piu' chiare e si direbbe che esista un gioco di accuse e controaccuse, di scandali dietro ad ogni angolo in cui in molti cercano di approfittare del malcontento della popolazione. Se la corruzione sembra sia dilagante all'interno della famiglia del presidente Chen Shui-bian, anche sugli accusatori di questo, o detrattori che siano, e' difficile mettere la mano sul fuoco ... continua
La folla a Taiwan invoca le dimissioni del Leader
4 giugno 2006 - Secondo la Xinhua, migliaia di persone si sono radunate sabato di fronte agli uffici delle autorita' di Taiwan a Taipei, invocando le dimissioni del leader di Taiwan Chen Shui-bian. Il presidente del partito del Guomindang (KMT) Ma Ying-jeou e il presidente del Primo Partito Popolare James Soong, hanno parlato per quattro ore durante questa manifestazione che e' iniziata alle 2:00 PM. La folla concitata ha lanciato palloncini d'acqua per dimostrare il malcontento circa la lenta risposta delle autorita' riguardo il crescente scandalo che circonda Chen e il suo partito ... continua
Bloccati pagamenti dovuti agli Stati Uniti per forniture militari
21 marzo 2006 - Peacereporter - L'opposizione taiwanese ha bloccato lo stanziamento di fondi dovuti agli Stati Uniti per una fornitura di sottomarini dal valore di 18.8 miliardi di dollari effettuata nel 2001. Gli Stati Uniti hanno sempre incoraggiato Taiwan a compiere investimenti volti ad incrementare il proprio livello di difesa, ma il paese è consapevole che non potrà mai competere con la Cina in termini di armamenti. Pur avendo assicurato di volere riconquistare il controllo dell'isola senza scatenare una guerra, Pechino non si sente di escludere l'utilizzo della forza nel caso in cui Taiwan proclami formalmente la sua indipendenza o provochi dei ritardi al processo di riunificazione.
Migliaia in piazza contro il presidente Chen
21 marzo 2006 - Peacereporter - Una seconda manifestazione nel giro di una settimana per protestare contro il presidente Chen Shui-bian è andata oggi in scena a Taiwan, portando nelle strade migliaia di sostenitori dell'opposizione. Secondo i dimostranti, Chen è troppo preoccupato per le questioni con la Cina (il presidente è un fervente indipendentista) e non rivolge la stessa intenzione ai problemi interni, come la corruzione. Lo scorso mese Chen ha annunciato la chiusura del Consiglio di unificazione nazionale con la Cina, facendo così peggiorare le relazioni con Pechino. Dal 1949, quando i leader nazionalisti sconfitti fuggirono dalla Cina comunista, Taiwan si è separata da Pechino senza però una dichiarazione formale di indipendenza. La Cina considera Taiwan una provincia ribelle, e minaccia di riprendersi l'isola con la forza nel caso questa annunciasse la propria indipendenza.
Pechino a Taiwan: un errore cancellare il Consiglio per la riunificazione
28 febbraio 2006 - Peacereporter - La Cina ha avvertito Taiwan che la sua decisione di abolire il Consiglio per la riunificazione potrebbe causare 'un disastro'. Secondo il Partito comunista cinese la mossa di Taipei creerà 'antagonismo e conflitto all'interno di Taiwan e lungo lo Stretto'. Il presidente taiwanese Chen Shuibian ha annunciato ieri che il Consiglio per la riunificazione 'cesserà di esistere' a causa della 'minaccia militare cinese'. Il Consiglio è stato creato nel 1990 nel tentativo di persuadere le autorità cinesi dell'impegno di Taiwan per la riunificazione, e da allora è servito a cominciare i colloqui tra i due Paesi nei primi anni '90.
Il presidente di Taiwan ritratta le linee-guida dell'unificazione
22 febbraio 2006 - Peacereporter - Il presidente di Taiwan Chen Shui-bian ha ribadito nell'incontro con un rappresentante del Congresso statunitense che le linee-guida per l'unificazione con la Cina vanno cambiate, nonostante le riserve di Washington. Chen ha definito il Consiglio di unificazione nazionale e le sue linee-guida come anacronistiche. Pechino ha ribattuto che il leader di Taiwan è un "sabotatore" e sospetta che la mossa sia l'ennesima spinta all'indipendenza.
LA CINA DEFINISCE CHEN SHUI-BIAN “SABOTATORE”
9 febbraio 2006 - La Cina ha criticato il progetto del presidente taiwanese Chen Shui-bian che prevede di eliminare le linee guida sull’unificazione – valide da ormai 15 anni - definendolo un “sabotatore” della pace e della stabilità in Asia. Chen, avrebbe cercato di sbarazzarsi della rivendicazione di sovranità sull’isola affermando pubblicamente, durante una sfilata tenutasi il 29 gennaio in occasione del Capodanno cinese, che era ormai tempo di annullare il Consiglio nazionale sull’unificazione e le sue linee guida. “ Ciò dimostra ancora una volta come sia un sabotatore delle relazioni tra Cina e Taiwan e della pace e stabilità in Asia”, queste le parole di Li Weiyi, portavoce dell’ufficio per gli affari politici di Taiwan in una conferenza senza però menzionare il nome di Chen. Li si è infatti astenuto dall’affermare se una tale decisione - che prevede appunto l’annullamento del Consiglio nazionale per l’unificazione creato nel 1990- possa condurre ad una guerra con la Cina. Il Consiglio è stato per lungo tempo “assopito”, in particolare da quando Chen è andato al potere nel 2000 ( ponendo fine ai 50 anni di governo nazionalista). Pechino ha promesso di attaccare Taiwan se l’isola dichiarerà formalmente la propria indipendenza. Taiwan e Cina si sono separate alla fine della guerra civile nel 1949 quando i nazionalisti sconfitti sono fuggiti in esilio sull’isola.
Ylenia Rosati
Una coppia di panda per una nuova amicizia
Pechino - 6 maggio - Al termine dell'incontro tra il leader cinese, Hu Jintao, ed il leader dell'opposizione taiwanese, Lien Chan, la Cina ha donato, in segno d'amicizia, una coppia di panda ed altri doni, come simbolo di un'avvenuta riconciliazione. Per dare un'ulteriore conferma della pace ritrovata, è stato divulgato dalle autorità di Pechino, un comunicato che rende noto a tutti gli abitanti della Cina, che possono visitare Taiwan, anche per motivi turistici: Infatti da circa sesant'anni, vi era un divieto che impediva ai cinesi di recarsi nell'isola. In occasione dell'inizio del nuovo anno del Gallo, si era aperto il primo passo per la riconciliazione, poiché erano stati istituiti voli giornalieri che davano modo a turisti cinesi e taiwanesi di potersi spostare da un paese all'altro per i festeggiamenti del nuovo anno lunare. Il presidente indipendentista di Taiwan, Chen Shui-bian, ha contraccambiato l'invito a Hu Jintao per visitare l'isola e continuare questo cammino di comprensione ed amicizia da poco intrapreso.
Lien Chan in visita a Pechino
Pechino - 29 aprile 2005 - Lien Chan, leader del partito nazionalista (Kuomintang) in visita a Pechino in questi giorni, per smorzare l'attuale crisi dei rapporti tra Cina e Taiwan e per siglare nuovi accordi commerciali, ha detto che si oppone fermamente al "processo di desinizzazione" portato avanti dal partito democratico, al potere a Taipei. E' la prima visita ufficiale di un leader del Kuomintang negli ultimi sessantanni.
Delegazione del Kuomintang in visita in Cina
28 marzo 2005 - Il partito Nazionalista Taiwanese (Kuomintang, KMT) ha iniziato la sua prima visita ufficiale in Cina dal 1949, quando si rifugiò nell'isola ribelle in seguito alla vittoria delle forze comuniste. Lo scopo della delegazione composta da trenta membri e guidata dal vice leader del partito nazionalista Chiang Pink-kun, è quello di attenuare la tensione fra la madrepatria e Taipei, rassicurando il governo di Pechino sulla questione dell'indipendenza, tema assolutamente non condiviso dal Kuomintang.
La prima tappa della delegazione sarà Guangzhou dove visiterà le tombe di alcuni esponenti del partito nazionalista morti durante una rivolta contro la dinastia Qing. Farà poi visita alla tomba di Sun Yat-Sen, lo storico fondatore del partito e tuttora visto piuttosto benignamente da Pechino, a Nanchino. Terza tappa, Pechino, dove la delegazione incontrarà rappresentanti del governo cinese, tra cui Jia Qinglin, capo del Congresso Nazionale del Popolo.
Legge anti-secessione, prime reazioni a Taiwan
14 marzo 2005 - Pechino - E' dura la condanna di Taiwan all'approvazione del parlamento cinese della legge che autorizza anche l'uso delle Forze Armate in caso di un'indipendenza formale dell'isola. Secondo Joseph Wu, a capo dell'ufficio preposto ai rapporti con la Madrepatria di Taiwan, questa mossa minerebbe seriamente la stabilità dell'intera area, per Cho Jung-tai, portavoce del governo, la legge equivale ad una autorizzazione della guerra. La Casa Bianca definisce questa legge inopportuna e superfluea poiché non favorisce una soluzione pacifica della crisi. La legge, votata durante l'annuale Congresso Nazionale del Popolo, è stata approvata a stragrande maggioranza (oltre 2890 voti favorevoli e due astenuti).
Primi voli diretti Cina - Taiwan per il capodanno
cinese
15 gennaio 2005 - Macao - La Cina e Taiwan
hanno raggiunto un accordo per voli diretti tra le due nazioni
per le celebrazioni del nuovo anno lunare (29 gennaio - 20 febbraio
2005). I voli che collegheranno tre città cinesi (Pechino,
Shanghai, Canton) e due taiwanesi (Taipei e Kaohsiung), sono i
primi voli diretti a collegare le due nazioni dal 1949. L'accordo,
che è stato raggiunto tra i leader cinesi e quelli dell'opposizione
taiwanese, dovrebbe portare ad una distensione nei rapporti tra
i due stati. In passato i collegamenti erano garantiti da Hong
Kong e Macao.
Secondo Pechino, Taiwan è la più
grande minaccia alla stabilità interna della Cina
Pechino - 3 gennaio 2005 - Fonte: Xinhuanet
- Secondo il quinto rapporto sulla sicurezza nazionale intitolato
"La Difesa Nazionale della Cina nel 2004" e stilato
dall'Ufficio di Informazione del Consiglio di Stato "la crescita
scellerata delle forze di indipendenza Taiwanesi" è
uno dei fattori che più minacciano la stabilità
interna cinese. Secondo il documento "le attività
separatiste delle correnti indipendentiste taiwanesi sono cresciute
notevolmente sino a diventare la più grande minaccia alla
sovranità e all'integrità territoriale della Cina
come pure per la pace e la stabilità da entrambi i lati
dello stretto di Taiwan e dell'intero settore."
Taiwan è motivo di tensione
nei rapporti Cina-Giappone
Pechino - 16 dicembre 2004 - Fonte
BBC - Il governo di Pechino, per voce del ministro degli esteri
Liu Jianchao, ha avvertito il Giappone che concedere il visto
turistico al presidente di Taiwan Lee Teng-hui nuocerà
ai rapporti bilaterali fra le due nazioni. Il presidente Lee negli
ultimi dieci anni ha spinto Taiwan verso una indipendenza formale
da Pechino, suscitando le ire della Cina, che invece vede l'isola
come una provincia ribelle. Il primo ministro giapponese Koizumi
cerca di gettare acqua sul fuoco, affermando che questo gesto
non ha implicazioni politiche, che il Giappone non ha cambiato
la sua linea politica nella vicenda e che non supporta in alcun
modo l'indipendenza di Taiwan. Liu Jianchao invece è di
un diverso avviso e vede quest'atto come una sfida verso la politica
di riunificazione portata avanti dal governo cinese nell'ultima
decade, e non manca di intimidire il Giappone minacciando la rottura
delle relazioni economiche fra i due paesi. Negli ultimi tempi
le relazioni tra il Giappone e la Cina si sono incrinate per il
recente episodio di un sottomarino cinese che ha sconfinato nelle
acque giapponesi, e per le recenti visite del premier giapponese
al discusso reliquario Yasukuni, dedicato ai morti giapponesi
della seconda guerra mondiale, inclusi anche criminali di guerra.
Taipei e il problema missilistico
Taipei - 26 settembre 2004 - Il
governo di Taiwan ha stipulato un contratto miliardario per l'acquisto
di testate anti-missilistiche Patriot Pac - III dal governo americano.
La decisione deve però ancora passare per il parlamento
dell'isola "ribelle". Migliaia di manifestanti hanno
marciato per le vie della capitale Taipei per protestare contro
questa decisione da 18 miliardi di dollari. Il governo si difende
affermando che sono investimenti necessari per aumentare le capacità
difensive come risposta agli oltre 600 missili cinesi puntati
sull'isola. Ma i manifestanti, che includono anche politici dell'opposizione
nazionalista e generali in pensione, dicono che questo ingente
acquisto non farà altro che acuire la già tesa situazione.
Taiwan cancella esercitazione
militare
Taipei - 31 agosto - Il governo
di Taipei afferma di aver cancellato un esercitazione militare
che si sarebbe dovuta tenere il mese prossimo, dopo che Pechino
ha fatto lo stesso pochi giorni fa, facendo ritornare a casa le
centinaia di soldati stanziati sull'isola di Dongshan, al largo
di Taiwan, a causa del tifone Aere, ma che poi non sono state
più rilocati sull'isola. Nessun commento è stato
rilasciato da Pechino sulla sospensione delle esercitazioni. Chen
Shuibian, il premier taiwanese, da Panama, dove è in visita
in questi giorni, fa sapere che Taiwan vuole dimostrare buona
volontà nel perseguire la pace.
La Cina simula l'invasione di
Taiwan
Pechino - 18 luglio - L'esercitazione annuale
che si svolge sull'isola di Dongshan (Fujian), e che ha coinvolto
18000 soldati, è vista come un avvertimento per le velleità
indipendentiste di Taipei. L'annuncio è stato dato da un
giornale di Hong Kong appoggiato da Pechino. Lo scopo principale
di queste manovre sarebbe quello di dimostrare la superiorità
dell'aeronautica cinese su quella taiwanese, che invece, fino
a qualche anno fa poteva contare su una flotta aerea più
preparata e moderna.
La Cina si oppone a qualunque
tipo di relazione militare tra Taiwan e USA
18 giugno 2004 - La tensione tra Taiwan e Cina
sembra acuirsi. In questo momento alcuni esponenti del governo
di Taipei sono a Washington per discutere contratti per 18 miliardi
di dollari per l'acquisto di armamenti (sottomarini, aerei anti
sommergibile, sistemi missilistici) per aumentare il potenziale
difensivo dell'isola. Durante una conferenza presso il Taiwan
Affairs Office a Pechino, il governo cinese ha fatto sapere la
sua posizione sull'argomento. Il portavoce cinese Li Weiyi si
dice deluso dalla posizione oltranzista di Taipei che cerca in
tutti i modi di opporsi alla riunificazione e di essere fortemente
contrario a qualunque scambio militare fra l'isola ribelle e la
potenza americana. Il governo di Taiwan in questi giorni ha testato
anche due missili Patriot. La Cina invece ha tenuto manovre militari
in un isola nel Sud Est del paese solo lo scorso mese, e poco
prima aveva ingaggiato una esercitazione della marina con la flotta
francese a circa mille chilometri dalla costa taiwanese. I media
della madre patria avvertono della possibilità di attacchi
terroristici da parte delle forze indipendentiste.
A Taipei
si insedia il nuovo premier
Taipei -
21 maggio 2004 - Chen Shuibian alla fine è stato riconfermato
premier, dopo aspre polemiche che hanno riguardato il riconteggio
dei voti (ricordiamo che l'avversaro del partito nazionalista
è stato superato per qualcosa come lo 0.2%). Chen ha promesso
di risolvere il rapporto conflittuale con la madrepatria, anche
se Pechino considera il nuovo premier taiwanese una vera e propria
minaccia per la stabilità dell'area (formula usata dal
governo cinese con cadenza giornaliera per definire di volta in
volta i gruppi indipendentisti taiwanesi, i gruppi democratici,
etc.) ed ha a sua volta minacciato di attacare l'isola ribelle
se essa proclamerà l'indipendenza. Diverso l'atteggiamento
degli Stati Uniti, che invece vedono positivamente la salita di
Chen. Finché Taiwan potrà rimanere sotto l'ombrello
statuintense il suo futuro da stato autonomo sarà garantito.
Chen
Shui-bian riconfermato, ma il referendum non passa
Taipei - 20 marzo - Le
elezioni, turbate dall'attentato dell'altro giorno ai danni di
Chen Shui-bian e della sua vice Annette Lu, raggiunti da due colpi
di pistola, si sono svolte normalmente ed hanno premiato il candidato
indipendentista. Ma il referendum, fortemente voluto dal Partito
Democratico, e contestato con uguale forza da Cina e Partito Nazionalista,
non è passato. Ai due quesiti proposti (rafforzamento dell'apparato
militare e apertura di negoziati con la Cina) non hanno risposto
neppure il 50% degli elettori. Intanto le indagini procedono riguardo
all'attentatore: si tratterebbe di un uomo di mezza età
che indossava un casco e una maglietta pro Chen. Le autorità
taiwanesi escludono un coinvolgimento della Cina ed attribuiscono
il gesto ad uno squilibrato.
Taiwanesi
a casa per il voto
Taipei -
16 marzo - Qualcosa come 200000 cittadini taiwanesi torneranno
nei prossimi giorni nella loro isola per partecipare al voto per
eleggere il premier e per il discusso referendum sulla difesa.
In questi giorni la tensione sembra acuirsi. La Cina è
stata accusata di intimidazioni dalla provincia ribelle per le
esercitazioni della flotta dell'APL che stanno avvenendo a largo
di Qingdao (nello Shandong) congiuntamente a quelle della marina
francese. E' la prima volta che la marina cinese effettua delle
esercitazioni militari con una potenza occidentale. Il governo
francese da parte sua non ha negato l'accaduto, ma sottolinea
che non v'è alcuna implicazione politica, anche se pare
ormai chiaro che Parigi ha scelto da che parte stare, soprattutto
dopo le pressioni di Chirac per rimuovere l'embargo di vendita
di armi alla Cina, emesso dopo il massacro di Tiananmen. Sia la
Cina che Taiwan parlano di aperte provocazioni da parte dell'avversario:
Taipei accusa il governo cinese di voler spaventare gli elettori
dell'isola, Pechino vede invece il referendum indipendentista
quasi alla stregua di una dichiarazione di guerra. Intanto l'esito
del referendum sembra al momento incerto, e le due fazioni in
causa, il Partito Nazionalista di Lien Chan e il Partito Progressista
Democratico di Chen Shuih-bian, stanno ancora facendo la conta
dei voti.
Scontro televisivo per
l'indipendenza di Taiwan
Taipei - 15 febbraio
- Un duro scontro televisivo, il primo di questo tipo, si è
svolto in una televisione di Taiwan tra i due candidati per le
elezioni presidenziali che si terrano il prossimo 20 marzo in
concomitanza con un importante referendum. Lo scontro ha visto
il leader del partito nazionalista Lien Chen accusare il suo avversario
e presidente in carica Chen Shui-bian di mettere a repentaglio
la sicurezza e la stabilità della regione per i propri
interessi personali. Il referendum promosso dall'attuale presidente
ha già fatto molto discutere anche all'estero, causando
le ire della Cina, e le critiche di buona parte delle potenze
internazionali. Si chiede al popolo di ridefinire i rapporti con
la madrepatria e di discutere dei piani del riarmamento difensivo,
per contrastare la minaccia militare che rappresenta Pechino.
Lien, al momento di poco in testa nei sondaggi, ha fatto capire
che questo referendum non farà altro che peggiorare i rapporti
con Pechino, che continua a vedere l'isola di Taiwan come una
provincia ribelle; ancor più viene considerata irresponsabile
l'idea di far coincidere la data del referendum con quella delle
elezioni. Da parte sua il presidente Chen non può che difendere
le sue scelte, che dovrebbero contribuire al mantenimento della
pace e della sicurezza nell'area. Del resto fino ad oggi Taiwan
è riuscita a mantenere la sua indipendenza solo grazie
alla protezione americana e alla sua superiorità militare.
Il presidente
taiwanese Chen Shui-bian chiede la formazione di una zona demilitarizzata
tra Taiwan e Cina
Taipei - 3 febbraio 2004
- Il presidente taiwanese ha ufficialmente chiesto che i missili
e le truppe stanziate lungo le coste cinesi e dell'isola ribelle
vengano rimossi quanto prima per permettere alle controparti di
cominciare un dialogo in un clima di maggiore serenità,
e non all'ombra delle testate missilistiche. Tutto questo avviene
un mese prima del referendum promosso dal governo di Taiwan sull'indipendenza
totale di Taipei dalla madre patria. Ricordiamo che dal 1949,
cioè da quando l'ex isola di Formosa si è staccata
dalla Cina, si trascina una questione che non è stata risolta
nel sangue solo perchè Taiwan si è sempre protetta
sotto l'ombrello statunitense, che oggi, rischia di essere sottratto
dall'amministrazione Bush, più attenta ai rapporti economici
con Pechino che quelli con Taiwan. Fino a pochi anni fa, l'esercito
taiwanese rimaneva superiore a quello cinese da un punto di vista
prettamente militare. La questione taiwanese rimane un punto cruciale
nella politica mondiale. Ad esso sono legati anche l'embargo per
la vendita di armi alla Cina dell'UE, embargo nato dopo la tragedia
di Tiananmen nel 1989 e che oggi rischia di essere sollevato per
le pressioni di Chirac. Esiste l'effettivo rischio che Taiwan
venga abbandonata al suo destino.
Il presidente Chen in tribunale
Taipei - 14 gennaio 2004 - Il presidente di
Taiwan Chen Shui-bian appare al processo per testimoniare riguardo
all'accusa di corruzione a un collega di partito. E' stato chiamato
in quanto presidente del partito. Chen ha quindi il triste merito
di essere il primo capo di stato a comparire in tribunale quando
è ancora in corso il suo mandato. Non vi sono prove di
un suo coinvolgimento nell'accaduto. You Ying-lung, il candidato
del Partito Progressista Democratico, candidato per il distretto
di Hualien, è stato messo sotto accusa per aver cercato
di comprare voti dai capi delle tribù aborigene locali.
Giornali di Taiwan in Cina
Xiamen - 6 Febbraio 2003 - La città
portuale di Xiamen ha appena aperto un nuovo canale per poter
rifornire la città con quotidiani provenenti da Taiwan.
E' la prima volta che giornali prodotti a Taiwan possono direttamente
essere importati in Cina. La prima distribuzione in realtà
è stata piuttosto limitata (solamente 127 copie) ripartite
fra le testate United Daily News, China Times, Economic Daily
e il China Business Times. Circa l'85% dei lettori sono uomini
d'affari Taiwanesi residenti nella città costiera, il resto
proviene dalle università, dai colleges e da uffici governativi.
In passato i giornali provenienti da Taiwan dovevano necessariamente
transitare per Hong Kong.
Il presidente di Taiwan lavora per sua la
visita ufficiale negli Stati Uniti
31 Agosto 2002 - Il presidente di Taiwan Chen
Shui-bian in questi ultimi giorni sta lavorando sulla possibilità
di una sua visita negli Stati Uniti. L'iniziativa però
è stata accompagnata da nuove tensioni fra Pechino e Taipei.
Taiwan è ancora diffidente sulla ripresa
di contatti diretti con la madrepatria
22 Agosto 2002 - Circa il settanta per cento
della popolazione dell'isola di Taiwan sembrerebbe essere contrario
alla politica di "un'unica nazione, due sistemi", almeno
secondo un recente sondaggio condotto dal Mainland Affairs Council.
Il sondaggio, fatto su un campione di circa mille abitanti, sembrerebbe
dimostrare una sostanziale diffidenza dei cinesi di Taiwan nei
riguardi della madrepatria, e sosterrebbero una politica sì
di apertura, ma su basi condizionate. Secondo lo stesso sondaggio
circa metà della popolazione dell'isola non crede che il
governo di Pechino sia sincero. Chiang, membro dell'opposizione
del Kuomintang, afferma che alla base delle recenti difficoltà
economiche dell'isola vi siano fattori non economici, primo fra
tutti la mancanza di collegamenti diretti con la Cina.
Fra i governi di Taipei e di Beijing v'è una tensione costante.
L'ultimo terremoto lo si è potuto registrare quando il
premier di Taiwan Chen Shui-bian ha descritto le due parti come
nazioni differenti. Pechino ha risposto duramente e ha detto che
l'atteggiamento del governo dell'isola porterà il suo popolo
al disastro.
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