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Storia dei ritratti di Mao: l'immagine e' tutto

8 gennaio 2008 - L'uomo responsabile dell'immagine di Mao Zedong in verita' non ha mai scattato una foto del fondatore della Repubblica Popolare Cinese.

Sempre nella camera oscura a ritoccare le foto del leader al fine di creare quelle immagini che oggi ci sono cosi' familiari. Chen Shilin non e' famoso come i fotografi che hanno scattato le foto, ma la sua influenza rimane, dal ritratto di Mao che domina piazza Tiananmen all'immagine sulle banconote da 100 yuan. "Posso dirti una cosa che non ho mai detto a nessuno prima d'ora," ha detto il settantottenne Chen nel suo appartamento di tre stanze a Beijing. "Conosci il poster del presidente Mao in maglietta bianca nel campo di grano col cappello di paglia ? Vi era qualcun'altro nella foto. Era Liu Shaoqi (allora vice presidente della Cina). Tolsi l'immagine di Liu disegnando al suo posto altre piante di grano affinche' si potessero fare di questa foto milioni di poster. Prima di cio' la foto venne buttata." La foto in questione e' del 1957 e venne usata massicciamente per la propaganda durante la "rivoluzione culturale" (1966-76). Chen ha iniziato la sua carriera come apprendista nel 1944, dopo essere stato espulso da una scuola media di Yangzhou, nella provincia del Jiangsu, per non essere capace di imparare bene il giapponese durante l'occupazione straniera.


Dopo due anni lavorava in un grosso studio fotografico di Nanjing. Venne a contatto con molte persone famose come l'artista Chang Dai-chien (Zhang Daqian) e Yang Yanxiu, uno dei leader del Partito Comunista Cinese. "Ho fatto un sacco di lavoro di gambe per loro," ha detto. Tra il 1948 e il 1949 lavoro' a Hong Kong e Taiwan per la famosa Hong Kong Daguangming Film Company. Ritornato nella Cina continentale nel 1950 inizio' a lavorare nel dipartimento di fotografia dell'agenzia di stampa Xinhua, diventando una figura leader nell'elaborazione fotografica. Chen Shilin ha ritoccato i quattro ritratti ufficiali di Mao. Il primo e' preso da un gruppo di foto scattate nel 1950 quando Mao poso' con un gruppo di operai. "Eliminai cio' che stava sopra alle spalle e vi disegnai un tendaggio." Questo ritratto, divenuto il primo ritratto ufficiale di Mao, si puo' ancora vedere nelle banconote da 100 yuan. "Mao era troppo impegnato dopo la fondazione della Nuova Cina. Non gli si poteva chiedere di sedere a posare per una foto e di ascoltare le tue direttive, guarda qua, guarda la'," ha riferito Chen. Nel 1949 venne commissionato a quattro fotografi di fare degli scatti al presidente ma la qualita' delle foto scattate risulto' insufficiente a una circolazione ampia per via del basso livello dell'equipaggiamento e di tecnica. "L'unica opzione possibile era di selezionarne una da una foto di gruppo." Gli strumenti che usava Chen a quel tempo erano piuttosto rozzi. Alcuni trucchetti del mestiere includevano vernici speciali, pennelli, penne e prodotti chimici fer foto o elaborazione dei negativi. La seconda foto ufficiale quindi derivo' da una foto di gruppo che venne ritoccata. "L'unico problema era che avendola ritoccata troppo bene i capelli sembravano un po' finti," ha riferito Chen. La terza foto ufficiale venne elaborata alla fine di settembre del 1959, dopo che due fotografi furono liquidati dallo scattare altre fotografie a Mao, ma nuovamente le foto non erano soddisfacenti. Chen ne scelse comunque una e inizio' a lavorarci sopra, disegnando "ombre pesanti, pieghe sulla giacca e pure un paralume visibile sullo sfondo." La foto del quarto e ultimo ritratto ufficiale venne scattata nel 1964 ed e' quella che si puo' vedere anche oggi in piazza Tian'anmen. Le foto vennero scattate con una cattiva luce, ha detto Chen. "L'ombra pesante sul naso di Mao lo faceva apparire piu' vecchio e stanco. Mi diedero le foto senza dirmi una parola. Non dissi nulla, mi rinchiusi dentro la camera oscura per una settimana. C'era una luce insufficiente, le ombre e i punti luce risultavano offuscati e i vari livelli indistinti. Perfino occhi e palpebre non erano ben definiti." Chen esalto' i contrasti e miglioro' l'immagine. Quando Chen incontro' la figlia di Mao, Li Na, nel 1998, questa disse che la quarta foto ufficiale era stata elaborata cosi' bene che "da qualsiasi punto si guardasse verso Mao sembrava sempre che i suoi occhi ti guardassero."

Chen sviluppo' un metodo di duplicazione dei negativi e aiuto' a copiare decine di migliaia di negativi usati dai media nazionali. Oggi Chen ha l'hobby del collezionare porcellane e dice che la colorazione delle porcellane ha qualcosa in comune con lo sviluppo e l'elaborazione delle foto. Chen inoltre ha riferito che le colleziona per far vedere agli amici e vecchi colleghi di Taiwan di stare bene.

"Sono i miei amici d'infanzia. Mi dicevano che sarei dovuto rimanere a Taiwan invece di tornare nella Cina continentale per sembrare povero e vivere in un appartamento cosi' piccolo. Decisi cosi' di mostrare loro di non essere cosi' povero come pensavano. Avendo cosi' tante porcellane nel mio studio nessuno poteva piu' dire che il possessore di cosi' tante antichita' non fosse benestante. Ho un solo difetto: se qualcuno critica il Partito Comunista mi metto a litigare." Ogni volta che il ritratto di Mao in piazza Tian'anmen cambia Chen vi si reca e ne scatta una foto ma nessuno dei tre figli ha scelto la professione del padre. "Questa professione richiede pratica dall'infanzia, sensibilita' nei confronti dell'arte e occhi acuti per distinguere ombre e contrasti nella foto. Le persone oggi usano il computer."

Anche Chen usa il computer e macchine fotografiche digitali ma anche oggi utilizza i suoi tradizionali pennelli e scalpelli per lavorare sui ritratti di Mao. "I computer sono ottimi perche' riducono la fatica dell'uomo ma non possono riprodurre le scene originali," ha detto Chen.

Fonte:
Mao portrait story: Image is everything
By Zhan Yan and Zeng Huang (China Daily)


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