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Dizionario INGLESE - CINESE

 

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Te la spiego io la Cina!
Guida semiseria ed ironica sui luoghi comuni e le distorsioni sulla Cina
a cura di Alessandro De Toni, il famigerato Maestro Jun Hao di Caterpillar

B
BAMBINI

Un noto ex-premier italiano, nonché esperto sinologo e gran gourmet, osò dichiarare pubblicamente, in tempi non remoti, che in Cina è documentata usanza servire in tavola bambini bolliti. La notizia scatenò il putiferio e il premier fu travolto dall’abituale pioggia di critiche, condanne e insulti. Peraltro, mentre il premier si correggeva, precisando che il bollito misto di bambini non era una specialità culinaria, ma il fertilizzante per agricoltura preferito dai comunisti, alcuni avveduti giornalisti, anch’essi assidui frequentatori dell’Oriente, fecero luce sulla faccenda.

Dopo approfonditi lavori di manipolazione e libera interpretazione della stampa estera, documentarono la presenza di cliniche ospedaliere cinesi nelle quali venivano svenduti feti: un tonico eccezionale e un toccasana per il sistema immunitario! Nel telefono senza fili dell’informazione, la notizia svelò la presenza di cliniche dotate di takeaway di feti in molte città della Cina: Shenzhen, Hong Kong, Taipei (Taiwan).

Il fatto che i feti vengano mangiati in Cina non sconvolge, giacché a tutti è nota la straordinaria varietà della cucina cinese, piuttosto è grottesco il fatto che nessun imprenditore abbia ancora pensato a una catena di fast-food. Com’è possibile che le moderne metropoli cinesi non siano ancora piene di “McFoetus”, “Shenzen Roast Babies” o “Preemie Hut” ???

Mentre stendete il business plan, date un’occhiata a questo articolo:

http://www.jesus21.com/poppydixon/sex/chinese_eating_fetuses.html

D
DIALETTI

Date le dimensioni e la straordinaria ricchezza culturale della Cina, potreste avere occasione nel corso dei vostri numerosi viaggi, di sperimentare lo stesso straniamento di un pastore della Barbagia che affronta una discussione con un nativo della Val Taleggio.

I dialetti in Cina sono innumerevoli, ma grazie a dio c’è il putonghua (lingua comune), o guoyu! Il pudonghua, spesso chiamato mandarino, è la lingua nazionale, derivata dai dialetti del Nord, parlata dalle istituzioni, dai media e insegnata nelle scuole.

Si scrive da sinistra a destra e, benché sia perlopiù scritto in caratteri semplificati (jiantizi), vi capiterà di incontrare i fantizi (caratteri tradizionali) nei menu dei ristoranti, nei sottotitoli dei film e nella stampa di Hong Kong e Taiwan.

Se però vi avventurerete nei remoti anfratti delle province interne, probabilmente incontrerete qualche difficoltà di comunicazione con il putonghua e avrete più possibilità di comprensione intrattenendovi con i bambini in età scolare che con gli adulti.

Ad ogni modo, per gli affari e ogni tipo di rapporto professionale, il pudonghua è più che efficace e diffidate sempre e comunque da chi vi dice:

1 – Il cinese non è studiabile, a meno che tu non riesca ad avere una stabile relazione extraconiugale con un/una partner per ogni provincia della Cina

2 – Il cinese si scrive da sinistra a destra ma si legge da destra a sinistra

3 – In Cina ci sono due lingue: il cinese dei cinesi e il cinese ufficiale, per fregare gli stranieri sprovveduti, ma non me, che sono un dritto!

F

FUNERALI CINESI

Sembra che una delle maggiori preoccupazioni degli italiani sia sapere dove vadano a finire i cadaveri dei cinesi residenti nel Bel Paese. Effettivamente non capita mai di vedere cortei di gentlemen cinesi con baffetti e gessato, monaci che benedicono baldacchini fioriti e pieni di lanterne, dragoni che si dimenano in mezzo alla strada ecc. E perdipiù nei cimiteri italiani non si vede nemmeno una pagodina!

Ma allora dove diavolo finiscono i corpi?

Le risposte dei maggiori esperti italiani sono le più svariate:

Quale sarà l'ingrediente segreto che rende così saporiti gli involtini primavera?

1 – i cadaveri vengono sciolti nell’olio di frittura degli involtini primavera e i documenti vengono riciclati facendo due ritocchi ai dati

2 – i cadaveri vengono finemente tritati e stipati in deliziosi involtini primavera che vengono gentilmente offerti agli avventori dei ristoranti cinesi di tutta Italia

3 – i cadaveri vengono congelati e questo spiegherebbe l’esplosione di sushi bar gestiti da cinesi (si sa, questo popolo ha abitudini alimentari bizzarre – vedi “Bambini”)

4 – tutte le salme vengono rimpatriate illegalmente via nave, in container di macchinari e altre merci... voci di corridoio sostengono addirittura che Mao abbia passato gli ultimi suoi giorni in Versiglia a sonnecchiare sulla spiaggia: in men che non si dica si è tragicamente ritrovato imbalsamato come un fagiano in piazza Tiananmen!

Ora, non metto in dubbio fonti autorevoli che riportano notizie di corpi rimpatriati clandestinamente, ma affermare che questa sia la norma per tutti i cinesi è come sostenere che gli italiani hanno l’usanza di cementare le salme dei propri cari in pilastri di cemento.

E se invece i cinesi tornassero perlopiù a morire in patria, come è tradizione per granparte degli huaqiao (i cinesi d’oltremare) di tutto il mondo?

Mi rendo conto che sarebbe una risposta troppo deludente... ma in fondo nelle città italiane non ho mai visto nemmeno funerali turchi o musulmani... dannazione: il kebab!!

J
JIANG ZEMIN (La figlia di)

Nonostante il doveroso riserbo della Xinhua, in merito alla faccenda, Jiang Zemin pare essere l’uomo con più figlie in tutta la Cina.

D’altronde, dati i suoi trascorsi, è fin troppo facile per lu sfuggire alle strette trame del controllo delle nascite.

Peraltro ha intelligentemente adibito la propria prole a esercito della salvezza per imprenditori e businessmen disperati.

Questo valoroso manipolo di crocerossine para-governative, al servizio dell’economia italiana, ama legarsi in matrimonio o in relazioni di intima intesa con innumerevoli imprenditori del Bel Paese, naturalmente solo con il nobile fine di agevolarne gli affari.

le figlie di Jiang Zemin

Alcune delle figlie di Jiang Zemin in divisa d'ordinanza per accogliere i mariti italiani (Foto: Cina Oggi)

Pertanto non vi meravigliate se incontrerete schiere di rampanti spaghettari della globalizzazione che si riempiranno la bocca vantando prestigiose guanxi (relazioni) con le rampolle del Sig. Jiang: è semplicemente un segno dell’infinita magnanimità del governo cinese nei confronti dei più scapestrati segugi dell’affare facile Italian style.

L
LIBRI

“Se non hai scalato la Grande Muraglia non sei un vero uomo”... e se non hai scritto almeno un libro sulla Cina dopo un giro di due settimane tra Pechino, Shanghai e Xi’an sei uno sfigato!

Come è possibile che un’esperienza di intensa esplorazione antropologica, quale una permanenza fugace nel Paese di Mezzo, tra ombrellini e cappellini colorati, non stimoli lo slancio creativo?

E infatti chiunque si affacci sulla Cina è pervaso dal desiderio incontrollabile di sedimentare sulla carta tutte le acute osservazioni socio-economiche che ha colto nel suo breve cammino.

Bando a chi studia sinologia da anni e a chi ha vissuto a lungo in Cina: questi nostalgici studiosi non si sbilanciano mai e navigano nelle loro confusioni! Da anni sono a marcire tra statuette di terracotta e grappe cinesi e non hanno ancora prodotto nemmeno un manuale di istruzioni sulla Cina, nemmeno una griglia di analisi su tutti i fenomeni di questo paese a est dell’Europa!

Cantiere della nuova sede della biblioteca di Pechino che ospiterà solo opere di italiani sulla Cina (photo: Cina Oggi)

Per fortuna manipoli di arditi giornalisti, reporters, showmen, turisti si improvvisano esperti di Cina e stilano (o si propongono di farlo) pagine su pagine di teorie politiche, sociologiche, antropologiche ecc. Tra le righe di queste minuziose analisi sembra sempre risuonare il motto: “io ci sono stato, ho visto! Te lo dico io come funziona la Cina!”. In fondo chi può dire di non conoscere la Cina dopo qualche giorno tra la Città Proibita e Wangfujing (nda: principale arteria commerciale di Pechino)?

Direi quasi che un domani i libri sulla Cina rappresenteranno un vero e proprio stile letterario, destinato a segnare la storia. Preconcetti e misconoscenze si trasfigureranno in acuti postulati matematici che descriveranno tutta la cultura cinese, dal deserto dello Xinjiang al mercato della seta di Pechino, senza alcuna ambiguità né dubbio.

Insomma, oggi si impone di avere un’opinione chiara della Cina, quindi siano benvenute le opere che aiuteranno a semplificare in poche pagine 5000 anni di storia e civilizzazione!

In Italia al controllo passaporti dei voli provenienti da Pechino e Shanghai, dovrebbero richiedere ad ogni passeggero la consegna di almeno un libro, scritto di proprio pugno, sulla Cina.

R
Rabbia

ovvero I cinesi non si arrabbiano mai

- Nel nostro moderno, democratico e soprattutto istruito Paese, c’è ancora chi pensa che la Cina sia un’abominevole dittatura nella quale comunisti trinariciuti governano il popolo sotto l’egida ideologica di Marx e di Mao. Ma d’altronde è un paese così lontano. Ci vorrà per forza un po’ di tempo prima che gli sviluppi degli ultimi 30 anni arrivino alle orecchie dell’italiano medio!

Mi stupisce un po’ di più che altri miei connazionali siano rimasti indietro di qualche centinaio di anni nella percezione del gigante asiatico. Non vorrei mai deludere nessuno ma... il vecchio saggio cinese che vive tra le nuvole dello Huangshan secondo i precetti di Laozi è un po’ una specie estinta. Non aspettatevi troppo di trovare vecchietti centenari dai lunghi baffetti bianchi che vi irrorano della loro saggezza millenaria; pare che persino Shaolin sia una nuova disneyland, che non ha nulla da invidiare a Lourdes e agli altri moderni “casinò dello spirito”.

Il famigerato Doctor Ho, ultimo esemplare di saggio cinese tuttora in vita (Photo: CinaOggi)

Sfatati questi miti, amici viaggiatori, non vi scandalizzate troppo se vedete un cinese che si infuria, urla, litiga animosamente o le dà di santa ragione ad un suo connazionale.

Passi per le risse, i linciaggi e gli accoltellamenti, che non fanno parte della quotidianità e che accadono in Cina come in qualunque altro posto, ma ho visto persino accese discussioni nei ristoranti: furibondi diverbi per decidere chi dovesse offrire il pasto, davanti a ignari e sgomenti spettatori stranieri!

Chi si immagina di trovare in Cina schiere di saggi imperturbabili come Laozi, Zhuangzi e Confucio, sappia che i cinesi sono calmi, pacati e soprattutto non si arrabbiano mai, esattamente quanto gli italiani sanno tutti suonare il mandolino, si nutrono di pizza ad ogni pasto e sono per forza mafiosi!